TASSI USA: L’ECONOMIA E’ UN BICCHIERE MEZZO PIENO

20 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Fino alla scorsa settimana si poteva dire con certezza che la Federal Reserve guardava all’economia come a un bicchiere mezzo pieno. I loro commenti lasciavano poco spazio per qualsisasi altra conclusione.

In particolare, il presidente della Fed, Alan Greenspan si e’ recentemente dato da fare per far sapere che l’economia non e’ in recessione, che ha fermato la discesa e che probabilmente si riprendera’ entro la fine dell’anno.

Ma ora, dopo lo scivolone del mercato azionario della scorsa settimana quando il Dow ha registrato la perdita settimanale piu’ consistente, ci si puo’ chiedere se la Fed vede ancora il bicchiere mezzo pieno. Dopo tutto, la scorsa settimana e’ andato perso un altro trilione di dollari di capitalizzazione di mercato, portando cosi’ la perdita totale a circa $5 trilioni nell’ultimo anno.

Una pesante giornata di lavoro per la Fed

La Fed ha ora davanti a se’ una scelta difficile tra il rimanere con i recenti giudizi piuttosto positivi sull’economia e il rivederli sulla base di una perdita settimanale consistente del mercato azionario.

Forse la parte piu’ difficile della decisione e’ l’idea che un taglio dei tassi di 75 punti base potrebbe sembrare un tentativo della Fed di sostenere il mercato azionario. Sono certo che questa e’ un’immagine che la Fed e’ poco disposta a mostrare.

Se si avesse l’impressione che la Fed tagli i tassi semplicemente per correre in aiuto agli investitori azionari, si potrebbero sollevare timori di ‘rischi morali’ (le questioni sui rischi morali sorgono quando il governo agisce per limitare le perdite degli investitori, spingendo quindi gli investitori a correre rischi che non avrebbero altrimenti considerato).

Essenzialmente, un taglio aggressivo potrebbe dare l’idea di una gratuita “opzione Greenspan”, come viene chiamata a Wall Street, che e’ come dire che i tagli ai tassi operati dalla Fed offrono agli investitori una protezione gratuita contro il calo del mercato.

Non e’ proprio il compito della Fed di proteggere gli investitori contro le perdite e certamente non e’ il suo compito quello di spingere verso l’alto i prezzi azionari.

La Fed preferirebbe veder salire i prezzi azionari grazie all’ottimismo degli investitori riguardo agli utili aziendali piuttosto che vedere i prezzi azionari salire in merito ai soli tagli dei tassi.

Comunque, il mercato azionario puo’ sicuramente essere catalogato come “erratico”, un termine che la Fed ha utilizzato per descrivere i mercati nel 1998, quando ha abbassato i tassi d’interesse in risposta alla crisi finanziaria asiatica. Quella risposta e’ stata piu’ verso i mercati che verso l’economia. Quindi non si puo’ escludere un’ampia riduzione dei tassi basata su mezzo punto per l’economia e un quarto di punto per i mercati ‘erratici’.

Il bicchiere e’ mezzo pieno

Indipendentemente dal mercato azionario il bicchiere sembra proprio mezzo pieno. Ecco una serie di fattori che fanno pensare in questa direzione:

1) Le vendite di auto sono rimaste forti quest’anno, a un tasso di 17,3 milioni nei primi due mesi. Un tasso di vendita oltre 16 milioni e’ considerato forte.

2) Grazie alle vendite di auto – piu’ elevate del previsto – la correzione delle scorte nel settore automobilistico sembra essere terminata. Infatti, il rapporto scorte-vendite per le auto e’ sceso considerevolmente da 95 giorni di fornitura a un livello piu’ normale di 66 giorni.

Come risultato, le societa’ manifatturiere a marzo hanno aumentato la produzione del 10% (su febbraio) e prevedono di aumentarla ancora nel prossimo trimestre. Infatti, la produzione automobilistica dovrebbe aggiungere 1-1,5 punti percentuali al PIL del prossimo trimestre.

Considerando che recentemente ha ridotto il PIL, la mossa del prossimo trimestre sara’ ampia e tangibile. I dati sulla produzione, che dominano il calendario economico, lo rifletteranno.

3) Anche il settore delle abitazioni, uno dei settori piu’ importanti dell’economia, ha mostrato recentemente numeri vigorosi, grazie ai bassi tassi d’interesse per i mutui.

La vendita di nuove case, ad esempio, ha raggiunto a dicembre un nuovo record e le costruzioni iniziate a gennaio e a febbraio sono state il 5% in piu’ della media dell’ultimo trimestre.

Inoltre, il tasso delle costruzioni esistenti e’ tornato al di sopra del livello chiave di 5 milioni di gennaio. Un ricambio cosi’ alto di solito si traduce in un rafforzamento della spesa al consumo di varie categorie quali elettrodomestici, tappeti e altri prodotti per la casa.

4) I bassi tassi d’interesse per i mutui stanno anche spingendo al rifinanziamento dei mutui esistenti. Infatti, l’attivita’ di rifinanziamento e’ quest’anno circa 6 volte piu’ elevata che nel 2000.

Non solo questo aiuta a ridurre il pagamento mensile dei mutui, ma alcune famiglie potrebbero ottenere liquidi in cambio del valore della loro casa. Studi mostrano un’aumentata spesa per la casa.

5) Le vendite al dettaglio sono aumentate a un tasso del 6% a gennaio e febbraio.

6) L’emissione di “corporate bonds” (obbligazioni aziendali) e’ esplosa. A circa $140 miliardi, l’emissione totale a gennaio e a febbraio e’ stata circa il doppio del livello dell’anno scorso. Le societa’ che prendono denaro a prestito oggi lo spenderanno domani. Hanno solo bisogno di tempo.

7) I prestiti alle aziende sono saliti a un tasso dell’11% quest’anno, il che suggerisce che il credito rimane disponibile per chi si qualifica nonostante l’accresciuta severita’ sul prestito.

8) Le misure di liquidita’sui mercati stanno crescendo rapidamente. M3, un’ampia misura delle scorte monetarie e’ aumentato di circa il 15% dalla fine di novembre. Questo tipo di aumento di solito precede una forte crescita economica.

9) La produzione d’acciaio e’ aumentata per sette settimane consecutive.

10) L’ultimo sondaggio sugli acquisti tra i dirigenti ha mostrato un incremento dopo mesi di calo.

11) Gli ordini di beni in conto capitale, escludendo il settore della difesa, una misura chiave della spesa in conto capitale, sono aumentati del 5,6% a gennaio, cancellando tre mesi di perdite.

Come si puo’ vedere, il bicchiere non solo e’ mezzo pieno, ma straripa di segnali che l’economia sta gia’ riprendendosi.

Se il programma sulla produzione automobilistica rimane quello fissato e l’attivita’ sulle abitazioni rimane forte, i dati economici inizieranno a migliorare entro la meta’ del prossimo trimestre.

Poi, con il rafforzamento dell’attivita’ economica grazie alla produzione automobilistica e all’alto ricambio nel settore delle abitazioni, gli investitori inizieranno a credere nella ripresa.

L’attenzione quindi si spostera’ sugli annunci sugli utili di luglio.

La migliorata fiducia sull’economia si combinera’ con le buone notizie da parte delle societa’ americane e il destino dei mercati azionari e obbligazionari prendera’ una piega decisiva. Solo un rovescio nelle prossime 6 settimane potrebbe intralciare la via.

Quindi per ora il bicchiere e’ mezzo pieno.

*Anthony Crescenzi e’ capo analista della divisione capital markets per la boutique finanziaria newyorkese Miller, Tabak & Co.. E’anche amministratore delegato del sito Bondtalk.com.