TASSI USA: IL TAGLIO DI 75 PUNTI BASE E’ POSSIBILE

19 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La maggioranza degli economisti di Wall Street prevede che la Federal Reserve intervenga con un taglio di 50 punti base all’incontro dell’FOMC di martedi’, mentre un ristretto numero anticipa una riduzione di 75 punti base – mossa mai vista negli ultimi vent’anni.

I mercati finanziari, pero’ tifano per l’intervento piu’ aggressivo – i prezzi dei future sui fondi Fed riflettono la certezza di un calo di 3/4 di punto- e potrebbero calare se il taglio si rivelera’ solo di 50 punti.

“Non si puo’ essere certi”, ha commentato John Ryding, economista di Bear Stearns che pensa che la Banca centrale dovrebbe allentare di 75 punti e sogna un taglio di 100 punti base.

“Non mi stupirei di una riduzione di mezzo punto percentuale anche perche’ Greenspan ha dimostrato di voler deludere i mercati”, ha detto Ryding.

Gli economisti temono infatti che il calo della produzione industriale potrebbe peggiorare ed espandersi ad altri settori se la Fed non interviene velocemente, ma la Banca centrale e Alan Greenspan sono convinti che il rallentamento e’ dovuto a una breve e pesante correzione delle scorte.

“Sembra che l’economia stia crescendo lentamente, ma che non sia in recessione”, ha commentato Marty Mauro, l’economista di Merrill Lynch che anticipa un taglio di 50 punti base sebbene lo ritenga insufficiente.

I recenti dati economici sono stati abbastanza incerti da giustificare ogni teoria sull’intervento della Fed, ma il mercato azionario in continua discesa e i rischi associati con le condizioni economiche giapponesi potrebbero spingere la Banca centrale ad essere piu’ aggressiva.

Durante la recessione del 1982 la Federal Reserve ha applicato il taglio maggiore riducendo i tassi dal 14,5% al 13%.

“Sceglieranno una riduzione di 75 punti base”, ha commentato Joe Lavorgna di Deutsche Bank, considerando che la mossa aiuterebbe nel breve termine i titoli azionari e eliminerebbe il bisogno di interventi aggiuntivi al di fuori degli incontri del Federal Open Market Committee.

“La Fed vuole essere riconosciuta per interventi appropriati e non per correre in aiuto ai mercati azionari”, ha commentato Mark Vitner di First Union e Alan Greenspan ha ricordato due settimane fa che la Banca centrale – per ragioni tecniche – preferisce decidere i cambiamenti alla politica monetaria del Paese durante gli incontri dell’FOMC.

Le ragioni tecniche potrebbero comprendere l’intenzione di non lasciare i mercati in continua allerta fino al prossimo incontro della Fed previsto per il 15 maggio.

“Sono due mesi critici”, ha commentato Vitner; “il rapporto sull’occupazione conterra’ molti dei tagli operati dalle societa’ e altri dati non saranno influenzati dal cattivo tempo”.

Il taglio di 75 punti base resta pero’ possibile.

Greenspan pensa che l’economia si riprendera’ nella seconda parte dell’anno, ma il rischio e’ di una ripresa piu’ debole del previsto. I consumatori devono ancora infatti rivedere la spesa in relazione all’andamento del mercato azionario e all’aumento della disoccupazione.

La Fed, poi, potrebbe non essere cosi’ ottimista come vuole far credere e certamente non si lascera’ trattenere dal timore dell’inflazione o di creare panico sui mercati azionari.

Indipendentemente dall’intervento di martedi’ la Banca centrale dovrebbe tornare a ridurre i tassi nei prossimi mesi. L’economista di Bear Stearns prevede che il tasso dei fondi Fed raggiunga prima dell’estate il 4% e Merrrill Lynch lo anticipa al 4,5%.