Società

TASSI USA: BERNANKE, AVANTI CON I TAGLI

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
reg. n.16190 della Consob. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.

(WSI) – Negli Usa oggi è attesa la seconda lettura del Pil relativo al quarto trimestre.

Tassi di Interesse: in area euro la sessione è stata caratterizzata dall’attesa per il discorso di Bernanke e da un andamento contrastato dei listini azionari, che dopo un inizio di seduta in calo hanno chiuso in positivo. Lo spread sul decennale Italia Germania e Grecia Germania è rimasto stabile a 42 e 44 pb rispettivamente. Sul monetario il tasso Euribor tre mesi è rimasto pressoché stabile, mentre l’indice Itraxx Crossover è tornato a salire portandosi in prossimità dei 550 pb. Bini Smaghi, membro Bce, ha dichiarato che la situazione economica dell’area rimane molto incerta e non totalmente sganciata dall’andamento economico statunitense. Weber invece ha affermato che i mercati sbagliano a scommettere su un taglio dei tassi senza considerare i rischi inflattivi. Sul decennale il supporto resta a 3,97% e la resistenza a 4,13%.

Non e’ un mercato per vedove e orfani. E non e’ un mercato per news gratuite. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Negli Usa i tassi di mercato sono rimasti piuttosto stabili in una giornata caratterizzata dal discorso di Bernanke. Il governatore della Fed ha fatto capire di essere pronto a contrastare il rallentamento della crescita economica tagliando i tassi. Sebbene i rischi inflattivi siano ancora evidenti, è necessario infatti garantire una certa assicurazione contro l’eventualità che il rallentamento si riveli peggiore delle previsioni. Nel frattempo le aspettative d’inflazione implicite nei Tips sul tratto decennale si mantengono sui massimi dal giugno 2007. I future sui Fed Fund cominciano a prezzare la possibilità di un taglio dei tassi da 75pb a marzo, anche se per adesso tale eventualità è prezzata solamente al 14% di probabilità. Oggi il governatore terrà un altro intervento di fronte al senato. Nel frattempo l’OFHEO (Office of Federal Housing Enterprise Oversight) ha rimosso i limiti di crescita sul portafoglio di Fannie Mae e Freddie Mac, imposti nel 2006 dopo la rilevazione di errori contabili per 11,3Mld$. La rimozione di tali limiti dovrebbe consentire alle due società di poter acquistare sul mercato obbligazioni collegate ai prestiti ed ai mutui, contribuendo ad aumentare la liquidità di tali titoli. Sul tratto decennale la resistenza si colloca a 3,96%, il supporto a 3,77% e 3,70%.

Valute: nuovo record dell’Euro/Dollaro salito fino a 1,5144. Secondo il Cftc al 19 febbraio gli speculatori avevano posizioni lunghe in euro molto contenute. E’ lecito pensare che molti fondi abbiano aperto nuove posizioni al rialzo negli ultimi 2 giorni, pertanto esiste lo spazio per una salita che potrebbe spingersi fino area 1,53-1,55 entro la fine di marzo. Per oggi i livelli di resistenza si collocano intorno a 1,5150 ed 1,52. Il supporto intorno a 1,4950. Il Dollaro si è deprezzato anche verso Yen, raggiungendo il supporto collocato a 106. Il deprezzamento è avvenuto anche nei confronti dello Yuan cinese che ha raggiunto un nuovo record verso il biglietto verde.

Materie Prime: ancora una volta il grano è stato al centro dell’attenzione chiudendo in forte rialzo (+6,7%) in una giornata stile montagne russe. Dopo una partenza caratterizzata da un ribasso superiore al 10%, il grano ha recuperato nel finale mettendo a segno un range giornaliero (differenza tra minimo e massimo) del 25% circa. In lieve calo il mais (-1%) e la soia (-0,5%). In calo il prezzo del greggio tornato sotto i 100$/b dopo che le scorte Usa sono salite per la settima settimana consecutiva. In rialzo i metalli industriali guidati dallo zinco (+7,7%) nonostante il rialzo delle scorte al Lme. L’andamento del biglietto verde ha spinto in rialzo l’oro (+1,3%) che prosegue la marcia verso i 1000$/oncia.

Copyright © MPS Capital Services. Riproduzione vietata. All rights reserved

parla di questo articolo nel Forum di WSI