TASSI UE: BCE NON SEGUIRA’ FED CON TAGLIO PROPRIO

20 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La Banca Centrale Europea non seguirà l’esempio della Federal Reserve con un proprio taglio dei tassi – secondo gli economisti sentiti da WallStreetItalia – ne potrà l’euro trarre beneficio dal taglio USA.

La Fed comunicherà martedì sera alle 20:15 ora italiana se abbasserà i tassi di interesse. Il mercato ormai da per scontato un taglio dello 0,5% per abbassare i tassi al 5%, anche se molti contano su un inusuale taglio dello 0,75%.

Ma gli economisti pensano che la BCE rimarrà coerente con la sua politica indipendente.

“Le manovre USA non influenzano la politica finanziaria della BCE – ha detto Grazia Orlandini, economista del gruppo Monte dei Paschi di Siena, a WallStreetItalia – come (il presidente della BCE Wim) Duisenberg ha dichiarato più volte. L’economia europea continua a tenere e noi ci attendiamo un taglio dei tassi europei solo verso maggio”.

Concorda Pierluigi Mandruzzato, economista della Banca Commerciale Italiana: “La BCE continuerà a guardare ai fattori domestici, cioè a ciclo economico e inflazione”.

L’inflazione della zona euro è salita ad un tasso annuale del 2,6% a febbraio, confronto al 2,4% registrato a gennaio. Difficilmente la BCE taglierà i tassi prima che l’inflazione sia calata sotto la soglia del 2%.

Inoltre, due settimane fa Duisenberg ha detto che il rallentamento dell’economia USA avrà un effetto molto limitato sull’economia europea perché le esportazioni a paesi non membri dell’unione contano per solo il 18% del prodotto interno lordo della UE, e le esportazioni verso gli USA sono una frazione di quel 18%.

Da notare anche che nonostante anche le Borse europee abbiano subito sofferto negli ultimi mesi, i crolli azionari non hanno avuto un impatto sulla fiducia dei consumatori europei, in parte perché essi erano molto meno esposti all’azionariato confronto agli americani.

Intanto però, l’euro non ha beneficiato del crollo azionario negli USA ed è sceso di nuovo sotto la soglia dei $0,90. Un’altro taglio dei tassi USA oggi potrebbe indebolire ulteriormente la moneta europea.

“Tutto dipende dalla retorica che (il presidente della Federal Reserve Alan) Greenspan userà nel motivare la sua scelta – dice Mandruzzato – E’ possibile che l’atteso taglio dello 0,75% finisca per andare a detrimento dell’euro: si potrebbe interpretare come un maggiore margine di sicurezza per la ripresa dell’economia USA e, quindi, del dollaro, in quanto è il differenziale di crescita delle due economie (USA e UE) la variabile guida del cambio dollaro-euro”.

Difficilmente l’euro potrà avvantaggiarsi se la Fed taglia i tassi di soli 50 punti base. Se il dollaro ha retto al crollo del Nasdaq e al declino del Dow Jones, molti pensano che reggerà anche ad una manovra conservatrice della Fed.