TASSI UE: BCE DOVREBBE SEGUIRE ESEMPIO FED

28 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La discesa dell’euro, al di sotto di 90 centesimi americani per la prima volta in tre mesi, dovrebbe costringere la Banca Centrale Europea a cambiare la sua politica monetaria. La BCE ha tenuto fermi i tassi di interesse dallo scorso ottobre, quando il crollo dell’euro ha dato luogo a un aumento dei tassi di interesse fino al 4,75%.

L’azione della BCE ha seguito un periodo difficile per la moneta unica, in cui l’euro e’ crollato a 83 centisimi, un valore molto piu basso di quando e’ entrata in vigore all’inizio del 1999.

A causa delle difficolta’ dell’euro nel 2000, la banca centrale ha continuato una politica monetaria anti-inflazionistica nei primi mesi del 2001, nonostante i tagli effettuati dalla Federal Reserve americana, che, affrontando pessimi dati economici e il caos nei mercati finanziari, ha man mano cominciato ad abbassare i tassi negli ultimi mesi. Un altro taglio e’ stato effettuato la scorsa settimana per rispondere al caos dei mercati finanziari.

Nonostante le azioni del Fed, la BCE ha deciso di non toccare i tassi di interesse, temendo un calo dell’euro contro il dollaro americano.

Sebbene anche l’Europa sembri adesso subire una contrazione economica, i vertici europei ritengono che l’economia stia rallentando piu’ lentamente rispetto a quella americana. Questi sostengono inoltre che l’economia europea rappresentera’ il motore di crescita per l’economia mondiale, qualora i problemi delle due grandi economie di Giappone e Stati Uniti continuino. Percio’, un euro stabile attirera’ piu investimenti provenienti dai mercati piu deboli.

Tenendo conto del passato, la banca centrale europea avrebbe probabilmente dovuto seguire la politica monetaria della Fed degli ultimi mesi, riducendo i tassi di interesse gradualmente in modo da compensare il calo degli investimenti nella zona euro, piuttosto che portare avanti una politica di protezione della moneta unica. Non solo tassi di interesse piu’ bassi stimolano gli investimenti, ma una moneta piu’ debole potrebbe anche favorire le esportazioni europee.

E’ scontato che la banca centrale dovrebbe preoccuparsi dei problemi relativi all’attuazione della moneta unica, in particolare del regolamento che accompagnera’ l’introduzione effettiva dell’euro all’inizio del gennaio 2002. Molti, inclusi funzionari europei, si aspettano piccoli problemi, anche perche’ i cittadini europei non si sentiranno completamente a loro agio nell’utilizzare una moneta nuova, soprattutto durante un periodo di incertezza nell’economia mondiale.

Tuttavia, nonostante le crisi del passato e i rischi legati al futuro dell’euro, sarebbe imprudente per la banca centrale europea non seguire una strada che risponda al clima economico attuale.

Mentre l’economia statunitense sta rallentando, le strutture finanziarie giapponesi continuano a indebolirsi e l’Europa mostra un’economia piu’ vulnerabile, e’ tempo che la banca centrale europea agisca abbassando i tassi di interesse.

*David Felsen e’ un editorialista per WallStreetItalia.com e WallStreetEurope.com.