TASSI: QUESTA SETTIMANA SI RIUNISCE LA FED

22 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

WSI) – In area Euro questa settimana sono attesi gli indici Pmi manifatturiero e servizi di giugno e l’indice Ifo di giugno. Prevista anche la prima asta a 12 mesi da parte della Bce al tasso dell’1%. Negli Usa segnaliamo la riunione della Fed, gli ordini di beni durevoli di maggio, il dato finale relativo alla crescita del primo trimestre, i dati su redditi e consumi nel mese di maggio ed un discorso di Bernanke sulla vicenda relativa a Bank of America e Merrill Lynch.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva a fronte di un rialzo dei listini azionari. Il tasso Euribor tre mesi fissato a 1,224% ha registrato un nuovo minimo storico. Sul fronte macro il tasso di disoccupazione italiano del primo trimestre si è attestato al 7,3% dal 7%, il valore più alto da marzo 2006.

La piattaforma internazionale di scambio dei derivati Eurex ha comunicato che a partire dal 14 settembre introdurrà un nuovo future basato sui bond italiani a lunga scadenza con caratteristiche simili a quello dell’attuale Bund tedesco. Lo scopo è quello di soddisfare le esigenze di copertura dei partecipanti al mercato per i bond governativi che non hanno rating AAA.

In un‘intervista a FT, Bini Smaghi (BCE) ha dichiarato che l’Europa necessita di una regolamentazione unica per l’industria finanziaria, poiché la ripercussione di un fallimento bancario in un paese può avere conseguenze sui contribuenti di un altro. Questa mattina Nowotny (BCE) ha dichiarato che la banca centrale probabilmente manterrà i tassi fermi per almeno tutto il 2009.

Sul fronte macro stamani è atteso l’indice Ifo tedesco di giugno che potrebbe evidenziare un aumento della fiducia degli industriali tedeschi. Atteso anche un discorso di Trichet nel primo pomeriggio. Sul decennale governativo la resistenza si colloca a 3,60%, il supporto a 3,47%.

Negli Usa in calo i tassi di mercato governativi, in particolare sulla parte lunga della curva. Lo spread 2-10 anni è calato da 335 a 330pb. Le borse hanno chiuso contrastate con il calo del Dow Jones ed il rialzo di Nasdaq e S&P500. Un articolo di Bloomberg News segnala che i dirigenti delle aziende quotate stanno vendendo le proprie azioni al ritmo maggiore da 2 anni, sfruttando il maggiore rally azionario degli ultimi 71 anni cominciato a marzo.

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Gli insider (CEO, presidenti, dirigenti, amministratori, ecc.) sono stati venditori netti di azioni per 14 settimane consecutive. Il dato potrebbe segnalare la scarsa fiducia circa la sostenibilità delle attuali quotazioni.

La Banca Mondiale ha dichiarato che la recessione nel 2009 sarà più profonda rispetto a quanto previsto a marzo. Il Pil mondiale è atteso in contrazione del 2,9% nel 2009 rispetto al -1,7% precedentemente stimato. Nel 2010 il Pil tornerà a crescere del 2% (un livello più basso del 2,3% precedentemente atteso). La disoccupazione in aumento e la povertà in crescita tra la popolazione dei paesi in via di sviluppo sono tra le cause citate dall’istituto nel giustificare queste revisioni. Sul fronte macro oggi non sono attesi dati rilevanti.

Questa settimana si riunisce il Fomc per decidere sul fronte tassi. Secondo voci di mercato, la Fed nel comunicato potrebbe indicare che le aspettative di rialzo dei tassi nel corso del 2009 non sono realistiche, nel tentativo di far rientrare le attese degli operatori. Attualmente i future sui Fed Fund scontano un rialzo dei tassi entro dicembre con una probabilità di circa il 44%. Sul decennale governativo il supporto si colloca a 3,57%, la resistenza a 3,87%.

Valute: questa mattina si sta assistendo ad un apprezzamento del Dollaro vs Euro sulla scia del report della Banca Mondiale e degli scontri in Iran che aumentano la domanda di Dollari come valuta rifugio. Per oggi la resistenza si colloca a 1,40, mentre i supporti sono collocati a 1,3810 e 1,3750. Durante la notte lo Yen si è apprezzato verso le principali valute mondiali, beneficiando delle notizie sopra citate. Verso Euro la resistenza oggi si colloca a 135,20, mentre il supporto passa da 132,35.

Materie Prime: il greggio Wti (-2,6%) torna sotto i 70$/b su timori che, dato l’attuale livello delle scorte, il recente rialzo sia stato eccessivo. Il greggio è penalizzato anche dall’apprezzamento del Dollaro. Forte calo per la benzina RBOB (-5,2%). Venerdì positivo invece per i metalli industriali quotati al Lme, guidati dall’alluminio (+2,4%). Intorno alla parità i metalli preziosi, mentre all’interno del comparto agricolo si è assistito a marcati cali di cotone (-4,3%) e caffè (-3,1%).

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