TASSI: PERICOLO, SE SONO BASSI TROPPO A LUNGO

22 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area i tassi di mercato sono saliti sul tratto a breve termine della curva mentre sono rimasti pressoché stabili sul dieci anni, portando il differenziale 2-10 anni a 211 pb da 208. Il membro della Bce Mersh ha dichiarato che l’Istituto inizierà ad alzare i tassi una volta che l’economia si sarà ripresa e che tenere i tassi bassi per un lungo periodo è pericoloso per l’intero sistema bancario.

Il Fmi in una prima parte del Financial Stability Report ha riportato la necessità per le banche centrali di mettere a punto le strategie di uscita e di intervenire in modo coordinato. Un’indagine della Bce effettuata insieme alla commissione europea ha evidenziato che un terzo delle aziende di piccole e media dimensione hanno denunciato maggiore difficoltà nell’accesso al credito dall’inizio del 2009. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 79 centesimi al giorno, provalo.

In particolare si è riscontrato una maggiore difficoltà da parte delle imprese più grandi, mentre le piccole risultano più pessimistiche sulla crescita avendo risentito in modo più marcato della fase recessiva. Infine tutte le imprese oggetto di indagine hanno riportato un aumento dell’indebitamento negli ultimi sei mesi. In Italia oggi è prevista l’asta straordinaria sul Btp marzo 2025 per 1-2 Mld€. Sul decennale la resistenza si colloca a 3,40% e 3,47%.

Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo sulla parte a lungo termine, in attesa dell’inizio del ciclo di emissioni di questa settimana per 112Mld$ che si aprirà oggi con l’asta da 43Mld$ sul comparto biennale. Gli operatori appaiono più cauti e manifestano un atteggiamento attendista in tema di prosecuzione o meno del forte rally azionario in atto dallo scorso marzo.

Si attende da un lato la decisione su possibili sospensioni di programmi annunciati in precedenza dalla Fed e dall’altro l’esito del G-20, che potrebbe portare a linee guida su requisiti patrimoniali per le banche tali da indurre un processo più marcato di ricapitalizzazioni nei prossimi mesi. Sul fronte bancario ieri Bank of America ha annunciato che pagherà 425Mln$ per cancellare la garanzia finora non utilizzata offerta dal Tesoro Usa sugli asset di Merrill Lynch. Sul fronte macro ieri i leading indicators hanno segnalato il quinto rialzo mensile consecutivo. Nel breve la resistenza sul decennale a quota 3,50%.

Valute: Dollaro in marcato deprezzamento questa mattina vs. Euro, dopo aver provato una temporanea fase di apprezzamento ieri fino a circa 1,46. Il livello soglia da monitorare in chiusura appare essere ancora 1,4750, in vista degli importanti appuntamenti della Fed di domani e successivamente del G-20. Nel breve la resistenza si colloca in area 1,48. Nel corso della notte sono proseguiti i bassi volumi sullo Yen a causa della chiusura dei mercati giapponesi per festività. Il lieve rialzo dei listini azionari asiatici (ad eccezione di quello locale cinese) ha dato luogo ad un lieve apprezzamento della valuta nipponica verso Euro e Dollaro. Per oggi verso Euro i livelli di resistenza si collocano a 135,50 e 136,10. Il supporto più vicino passa da 134.

Materie Prime: ribassi generalizzati tra le materie prime ad eccezione dei metalli industriali che hanno beneficiato del quinto rialzo consecutivo del leading indicator Usa. Tra i migliori nichel (+1,4%) e piombo (+1,4%). In controtendenza l’alluminio (-1,8%). Forti ribassi tra gli energetici con il greggio Wti (-3,2%) penalizzato dall’apprezzamento del Dollaro e dalle vendite sulle borse. Male anche il gas naturale (-5,4%). In calo anche i preziosi e gli agricoli.

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