TASSI: LA BCE LI AUMENTERA’ ALMENO ALTRE 2 VOLTE

26 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
• Atteso in calo l’indice Ifo in Germania.
• Nuovo record per lo yuan cinese contro dollaro.
• Materie prime in lieve calo malgrado il recupero del greggio.

In area Euro oggi sarà diffuso l’indice Ifo di settembre. Le attese sono per un ridimensionamento sulla scia del deludente dato Zew per lo stesso mese. Negli Usa atteso l’indice di fiducia dei consumatori di settembre. Il dato, dopo aver raggiunto il livello minimo del 2006 lo scorso mese, rappresenta il primo indicatore utile per avere indizi sull’entità dei potenziali effetti positivi sui consumi derivanti dal recente forte calo del greggio. In Giappone Shinzo Abe è stato eletto nuovo primo ministro al posto di Koizumi.

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Tassi di Interesse: in area Euro ieri è proseguito il calo dei tassi di interesse. Ancora una volta gli acquisti di bond hanno riguardato soprattutto la parte a breve con il movimento che è stato aiutato dai dati relativi all’inflazione tedesca risultati inferiori alle attese ed in sensibile rallentamento rispetto ad agosto. Il dato, che non esclude la possibilità di un tendenziale per l’intera area Euro al di sotto del 2% in settembre, ha generato dubbi che la Bce possa continuare ad aumentare i tassi anche nel primo semestre 2007.

I dati relativi all’inflazione diffusi ieri non rappresentano però l’inizio di un nuovo trend ma una battuta di arresto nella fase di rialzo dell’inflazione, rialzo che dovrebbe riprendere con i dati di ottobre e novembre. Pertanto rimane valida l’ipotesi di un incremento del tasso di riferimento di 25 pb nella riunione del 5 ottobre e del 7 dicembre, con la possibilità di un’estensione della politica monetaria restrittiva nei primi mesi del 2007, ipotesi quest’ultima che il mercato non sta più scontando. Negli Usa tassi di mercato ancora in forte calo soprattutto sulla parte a lungo termine con spread 2-10 anni ritornato a –10pb.

Il settore immobiliare anche ieri ha offerto indicazioni non positive con il primo calo dei prezzi in mediana dal ’95 delle negoziazioni di case esistenti. Al tempo stesso le aspettative di inflazione, misurate in via d’approssimazione dalle breakeven decennali, hanno raggiunto i livelli minimi da luglio. Inoltre è da tenere in considerazione che l’ultima settimana del mese si presta a movimenti più accentuati al ribasso dei tassi in occasione del riaggiustamento rispetto al benchmark da parte dei gestori, tipico di fine mese. Pertanto ribadiamo il supporto a quota 4,55% sul decennale, senza escludere la possibilità di arrivare fino al 4,50% in giornata nell’ipotesi di un dato sulla fiducia dei consumatori deludente.

Valute: Dollaro in recupero verso Euro malgrado il dato deludente sul settore immobiliare Usa. E’ pur vero che vi sono state notizie positive sul fronte inflazione in Europa, ma il movimento del biglietto verde nell’ambito dei due range 1,265-1,275 ed 1,275-1,2875 appare essere collegato soprattutto a prese di profitto da parte degli hedge funds che approfittano in questa fase di ogni movimento di deprezzamento più marcato del Dollaro. Abbastanza stabile lo Yen contro Euro e Dollaro in attesa degli importanti dati macro di venerdì. Lo Yuan cinese ha raggiunto l’apprezzamento record contro Dollaro sui timori di possibili sanzioni da parte degli Usa. Ricordiamo che oggi si incontreranno il Segretario del Tesoro americano Paulson ed i 2 senatori statunitensi per discutere della proposta di dazi sulle importazioni cinesi.

Materie Prime: dopo una seduta caratterizzata da un prezzo del greggio intorno ai 60$/b, sul finale si è assistito ad un recupero con le quotazioni salite oltre i 61 $/b. A guidare il rialzo è stata la speculazione secondo cui l’Opec, considerato il calo del prezzo degli ultimi giorni, potrebbe decidere di tagliare la produzione prima della riunione di dicembre. In lieve calo l’indice generale Crb principalmente in seguito al ridimensionamento del comparto agricolo. Continua infatti a scendere il prezzo dello zucchero che, dopo aver ceduto venerdì oltre il 9%, ieri ha perso il 7% circa. L’aumento della produzione brasiliana ed il calo del prezzo del greggio, che ha ridotto l’appetibilità di benzine alternative come l’etanolo, hanno portato molti investitori a liquidare le loro posizioni.

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