TASSI: IL DOLLARO ‘TIENE’ NONOSTANTE ATTESE TAGLI

29 Gennaio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Generalmente il dollaro dovrebbe indebolirsi di fronte alla prospettiva di un ulteriore calo dei tassi d’interesse USA. Ma finora l’allentamento nella politica monetaria non ha avuto un effetto negativo sulla moneta americana.

Questo perche’, affermano gli esperti, l’intervento della Fed d’inizio d’anno e’ stato interpretato come un tonico per l’economia.

A circa meta’ della seduta sulla piazza di New York il dollaro e’ scambiato a quota 1.0896 euro, contro i 1,0817 euro toccati sul mercato newyorkese al termine della seduta di venerdi’. Nei confronti della divisa giapponese, il dollaro e’ invece scambiato a 116.575 yen, contro i 117,34 yen di venerdi’.

Un’altra dose di tagli dovrebbe arrivare presto e questo aiutera’ a mettere dietro le spalle il periodo di calo dell’espansione, sembra essere il “mantra” di Wall Street.

La maggior parte degli operatori di mercato prevedono infatti un taglio di mezzo punto percentuale all’incontro della Fed di mercoledi’.

Un’analisi dei futures sui tassi di interesse a breve (Fed Funds), inoltre, mette in luce il fatto che il mercato e’ fin da ora pronto a scommettere su un’ ulteriore riduzione, fino a un altro punto percentuale, entro la fine di giugno.

“Per quanto riguarda i tassi d’interesse, il commento sul livello attuale di crescita economica, prossimo secondo Alan Greenspan allo zero, si tradurra’ in una riduzione di mezzo punto”, ha rilevato Neil MacKinnon di Merrill Lynch.

“Il taglio dei tassi, appaiato con la riduzione fiscale diminuira’ il rischio di un atterraggio ‘duro’ per l’economia americana e offrira’ quindi sostegno al dollaro”, ha aggiunto lo stratega.

Di conseguenza, “e’ difficile essere costruttivi sull’euro”, ha aggiunto MacKinnon “poiche’ i trader speculativi non hanno ancora rallentato le posizioni a lungo termine assunte durante il recente rally”.

“I commenti del presidente della Federal Reserve hanno infuocato l’idea che l’economia stia rallentando significativamente”, ha aggiunto Bob Lynch di BNP Paribas.

“Questo potrebbe contribuire all’indebolimento del dollaro, ma il dibattito rimane sulla durata del rallentamento. Il peggio potrebbe essere gia’ passato o l’economia potrebbe ancora peggiorare”.

“L’euro si apprezzera’ nel medio termine su ovvi segnali della debolezza dell’economia americana”, prevede Lynch, e in questo caso si creera’ una pressione sulla Banca centrale europea perche’ abbassi anch’essa i tassi.

Sul fronte asiatico, “lo yen si e’ indebolito sostanzialmente rispetto al dollaro, ma i fondamentali in Giappone rimangono per una moneta all’insegna dell’orso”, ha concluso lo stratega di BNP Paribas.

Previsioni di yen in ribasso anche per Dennis Gartman, editore di The Gartman Letter, che rimane ‘orso’ anche nei confronti dell’euro.

“I tagli fiscali auspicati da Greenspan e proposti dal presidente Bush sono uno stimolo di prim’ordine all’economia. Il mercato dei tassi puo’ non gradire, ma quello azionario ha sempre dimostrato di reagire positivamente alle riduzioni fiscali”, ha commentato Gartman.