TASSI D’ INTERESSE IN UNA LEZIONE

25 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia


(traduzione di Massimiliano Neri, www.liberanimus.org)

(WSI) – La stampa finanziaria ritorna in continuazione sul tema dei tassi di d’interesse. La preoccupazione non si limita ai media di comunicazione finanziari. Il mondo degli investimenti si è sempre preoccupato dei tassi d’interesse e della loro direzione. Il problema è che vi è una tale confusione sulle origini del tasso d’interesse che le analisi presentate sulla stampa sono spesso conflittuali. Raramente i lettori riescono a spiegare a un principiante ciò che hanno letto e perché questo sia così importante.

I tassi d’interesse sono importanti tanto per l’uomo della strada quanto per i politici ai livelli più alti, ma quando regna la confusione, come succede oggi, la gente, nel momento di selezionare gli investimenti, tende a prendere le decisioni sbagliate, mettendo a rischio i risparmi di una vita. Ovviamente, andare in pensione con la banca che paga il 7% percento sui depositi invece dell’1% fa una bella differenza.

1. SCONTARE IL FUTURO

Il punto fondamentale del tasso d’interesse è che rappresenta uno sconto sul futuro. Immaginate di vincere un premio, la macchina dei sogni della vostra giovinezza. Ai miei tempi era la Ford Thunderbird del 1957, anche se una 1955 o 1956 sarebbero state un onesto sostituto. Alcuni avrebbero preferito una Chevrolet Impala del 1958, con i modelli Bel Airs 1955–57 come alternativa. Dieci anni dopo sarebbe stata una Ford Mustang rossa. In ogni caso, immaginate di averla vinta.

A questo punto vi viene offerta una scelta: potete riceverla immediatamente o attendere un anno. Gli organizzatori del concorso vi dicono che non ne farebbero uso, e che potrebbero utilizzarla solo per fare un check up alle sospensioni. Assumendo che non vi troviate nella circostanza di essere inviati in Siberia per un anno a fare ricerca nella tundra, per quale consegna optereste? Vorreste il vostro premio oggi o domani?

La risposta è scontata: oggi. Non avete infatti alcun motivo per attendere un anno. Tra un anno potreste essere passati all’altro mondo, oppure volete rivivere la vostra giovinezza prima che sopraggiunga l’Alzheimer. Potreste anche voler vendere la macchina per impiegare il denaro in altro modo. Qualunque sia il vostro piano, siete responsabili della vostra decisione adesso ed è molto meglio disporre dell’attivo ora, dato che non sappiamo cosa ci porterà il futuro.

Tuttavia, potreste essere disposti a valutare un posticipo della consegna se gli organizzatori vi offrissero in cambio una compensazione. Ad esempio potrebbero offrirvi 4000 litri di benzina in cambio dell’attesa di un anno o potrebbero promettervi di pubblicare ogni mese e per un anno su una rivista a vostra scelta il vostro nome e la vostra foto (che potreste usare per farvi pubblicità) accanto a quella della macchina. Il punto è che potreste decidere di accettare un ritardo nella consegna solo se vi offrono qualcosa di valore, immediatamente o fra un anno.

Per persuadervi devono quindi offrirvi qualcosa in cambio, in quanto applicate alla macchina, consegnata solo tra un anno, un certo sconto. Voi sareste d’accordo nel posticipare il godimento dell’auto solo a fronte di una certa somma. Per essere più corretti, accettereste solo se vi offrissero più dello sconto che applicate nella vostra rinuncia.

La stessa procedura è estendibile a qualsiasi attivo che possa offrire un beneficio a voi o ad altri in quel determinato periodo di tempo. Normalmente, la gente discute l’interesse in relazione al denaro, si dice che l’interesse rappresenta il prezzo del denaro. Tuttavia, questa nozione è sbagliata; l’interesse rappresenta lo sconto applicato ad ogni flusso di benefici futuri o, come dicono gli economisti, flusso di redditi futuri.

Persone distinte applicano tassi di sconto differenti ai flussi di reddito. Alcuni sono orientati più intensamente al presente, desiderano godere dei beni immediatamente, non gradiscono aspettare. Si tratta di un atteggiamento comune fra i bambini o nelle zone urbane più povere. Una persona che volesse prendere a prestito da costoro sarebbe costretto a offrire un tasso d’interesse più alto perché esse rinuncino a godere dei propri beni nel presente. Pensate a quanto dovreste offrire ad un alcolizzato perché rinunci alla sua bottiglia.

Altre persone sono comparativamente più orientate verso il futuro. Sarebbero disposte a rinunciare al godimento del loro denaro o di altri beni per un terzo del tasso di sconto che potrebbe pretendere un residente delle periferie meno fortunate. Quante più persone di questo ultimo tipo sono presenti nella società (una flotta di parsimoniosi), tanto minore risulterà il tasso d’interesse. La competizione fra questi soggetti, disposti a prestare i loro beni, contribuisce infatti a diminuire il tasso d’interesse.

Il punto centrale è che tutti noi attualizziamo il futuro. Per noi un oggetto vale di più se ne possiamo disporne oggi che non tra un anno. Abbiamo infatti un anno intero per poterne usufruire e pretendiamo quindi una compensazione per rinunciare a questo godimento.

2. UNA PROMESSA DA PAGARE

Un fattore successivo da considerare è la serietà di chi contrae il prestito. Torniamo per un momento alla Thunderbird del 1957 e immaginiamo che vogliate usarla, qualcosa che avete sognato da quando avevate 15 anni. Gli organizzatori vi chiedono di posporre questo sogno ancora per un altro anno. In cambio vi promettono 4000 litri di carburante da ritirare sempre tra un anno. Si tratta di una proposta allettante ma come potete essere certi che nel frattempo questi non chiudano le loro attività? Confidate nella storia vogliano fare un check up alle sospensioni? Suona un poco di truffa. Cosa ne faranno realmente della vostra macchina? Potrebbe darsi che se la godano per un anno per poi manomettere il contachilometri a vostra insaputa.

Dopo avere attualizzato il valore della macchina dovete quindi valutare l’affidabilità della persona che vi promette 4000 litri di benzina fra un anno. Occorre valutare il rischio. Una promessa di pagamento non è la stessa cosa di un pagamento. Vi si chiede di fidarvi di qualcuno e non disponete di una perfetta preveggenza. Una cosa è scontare il valore dell’auto, un’altra è valutare la probabilità della consegna.

Di conseguenza decidete di chiedere 4500 litri di carburante fra un anno. A quel punto gli organizzatori potrebbero accettare o potrebbero optare per consegnarvi l’auto immediatamente. Il punto è che volete essere compensati anche per il rischio che dovete sostenere per accettare una promessa di consegna invece di una consegna reale.

In ogni prestito, in aggiunta allo sconto applicato sia dal prestatario che dal mutuatario, vi è un premio per il rischio. Lo sconto è applicato al flusso atteso di rendimenti (“quanto intensamente desidero guidare l’auto durante quest’anno”). Il premio per il rischio è applicato alla persona che promette (“quanto intensamente quest’ultimo desidera guidare la mia macchina e quanta esperienza ha nel manomettere i contachilometri”).

3. IL VALORE DEL DENARO

Voi e gli organizzatori dovreste saggiamente tenere conto anche del valore del denaro. Se vi promettono un credito di 4500 litri di carburante alla consegna e pensate che la moneta nel frattempo si deprezzerà un 5%, per voi si tratta senza ombra di dubbio di un affare. Ma se gli organizzatori la pensano allo stesso modo, dovranno tenere conto del medesimo fattore.

Non mi sto riferendo ad un aumento o diminuzione del prezzo della benzina. Il mercato dei futures sul petrolio permette alle persone di bloccarne il prezzo futuro, sia come compratori che come venditori. Mi riferisco ad un cambio nel valore della moneta.

Se pensate che il valore della moneta aumenterà, state implicitamente prevedendo una deflazione dei prezzi. A questo punto per voi sarebbe conveniente ricevere una quantità fissa di moneta equivalente al carburante pattuito. Al contrario, gli organizzatori sarebbero inclini a fare l’operazione opposta, ipotizzando che anche essi prevedano un aumento del valore della moneta. D’altra parte, se entrambi prevedete che i prezzi saliranno (diminuzione del valore della moneta), allora voi preferirete una compensazione in litri di carburante, mentre gli organizzatori saranno inclini a promettervi una quantità fissa di moneta per comprare la benzina.

In conclusione, vi sono tre componenti:

• uno sconto sul tempo, applicato da entrambe le parti al futuro
• un premio di rischio che il prestatore applica a chi contrae il prestito e alla sua promessa di consegna
• un premio per l’inflazione o la deflazione che entrambe le parti applicano al valore della moneta
I BUONI DEL TESORO

E’ arrivato il momento di abbandonare la Thunderbird del 1957 e passare alla realtà, cominciando a parlare di T-bills (N.d.T: T-bills= buoni del tesoro americani).

Quando discutono di tassi di interesse del libero mercato, gli economisti preferiscono cominciare dai T-bills, perché questi sono considerati l’investimento più vicino al rischio zero che esiste sulla faccia della terra. Ciò sottintende una probabilità prossima allo zero che il governo americano vada in bancarotta. E’ anche improbabile che un T-bill a 90 giorni si deprezzi o aumenti come risultato di un cambio nel tasso di inflazione dei prezzi, perché il periodo di maturità è troppo breve e la politica monetaria della banca centrale americana (la FED) è considerata fortemente stabile. Di conseguenza, in questo caso, quando parliamo del tasso d’interesse stiamo implicitamente riferendoci alla prima componente, quella dello sconto.

Ma è proprio così? Gli opinionisti finanziari seguono i T-bills non come un indicatore del tasso di sconto sul futuro percepito dall’insieme degli individui di una società, ma come un indicatore della politica della FED. Questa ha ridotto il tasso dei T-bills dal 6% della fine del 2000 a poco più dell’1% nella metà 2003. Questa caduta verticale non ha certamente rispecchiato una diminuzione dell’opportuno tasso di sconto sul futuro applicato dalla popolazione. Riflette semplicemente un cambio nella politica monetaria.

Il tasso d’interesse orienta l’allocazione dei capitali, ciò significa che distribuisce la spesa fra il consumo immediato e quello futuro (i risparmi). Le persone che hanno un alto tasso di sconto allocano la maggior parte dei loro beni nel presente mentre le persone con un minore tasso di sconto allocano la maggior parte dei loro averi verso il consumo futuro (tasso dei T-Bills).

I membri del consiglio della FED (il Federal Open Market Committee – FOMC) decidono quanti T-bills comprare o vendere. Con riferimento alla moneta che utilizzano per comprare i T-bills queste persone hanno un tasso di sconto molto basso. Sono infatti assimilabili ai falsari. Un falsario ha il tasso di sconto più basso proprio verso il denaro da lui contraffatto che verso un qualunque altro bene in suo possesso. La differenza fra il denaro contraffatto da un volgare falsario e il denaro stampato dalla banca centrale ha a che vedere più con una questione di marchio di fabbrica che con l’analisi economica.

Murray Rothbard una volta descrisse una vignetta che dipingeva una gruppo di falsari davanti alla macchina stampasoldi. In essa uno di loro dice: “L’economia locale è pronta a ricevere una bella endovena!”. Ribadisco, il problema qui è la difesa del marchio, non l’analisi economica.

Dal 2001 al 2002 la FED ha spinto al ribasso i tassi d’interesse, perché ha comprato T-bills in quantità utilizzando moneta fresca di nuova creazione. L’offerta di denaro è salita, di conseguenza il valore del denaro è diminuito. Ciò equivale a dire che il tasso d’interesse sui T-bills è sceso. Che manna dal cielo per il Tesoro americano! Ciò che il governo americano doveva pagare come interessi all’inizio del 2001 si era ridotto a un quinto nella metà del 2003. Che manna dal cielo anche per tutti coloro che sono disposti a contrarre prestiti. Che giorni terribili, invece, per i pensionati che tengono i loro fondi in depositi bancari.

Nello stesso periodo di tempo, però, il tasso di sconto della società non è cambiato, il premio di rischio sui T-bills non è cambiato e non si è mossa neanche l’inflazione dei prezzi (sebbene ora abbia cominciato a salire). Ciò che è cambiata è semplicemente l’offerta di denaro, incanalata dalla FED nel mercato dei T-bills.

UN’ENDOVENA

Come i falsari della vignetta, chi decide la politica monetaria della FED ha voluto somministrare un’endovena all’economia. Per fare questo la FED dispone di diverse alternative. Comprare T-bills è la prima, ma in questo caso l’endovena non ha prodotto grande euforia economica. L’economia americana non ha intravisto alcuna ripresa fino a oltre la metà del 2003. Il mercato immobiliare ha continuato a crescere durante la recessione del 2001 e successivamente. Il pubblico ha continuato a comprare beni di consumo e ad accumulare debito con carte di credito.

Nonostante i tassi sui fondi federali all’1% (il tasso al quale le banche commerciali si prestano credito a vicenda), l’endovena quindi non ha sortito un gran effetto. Oggi l’economia è in crescita e l’inflazione dei prezzi è entrata sulla scena, ma si tratta della ripresa più debole della storia.

Il Dow Jones ha recuperato, ma sembra essere entrato in stallo attorno ai 10.000 punti. Adesso ha ripreso a scendere. Non è neanche ritornato ai livelli del 2000. Anche il NASDAQ è rimasto in stallo e si trova ben al di sotto dei 5040 punti del 10 marzo 2000. Il mercato azionario ha inviato agli investitori lo stesso segnale per quattro anni: i giorni della vacche grasse sono finiti, il boom durato dal 1982 al 2000 è finito. Ad essere ancora vivi e vegeti sono i sogni di crescite annuali composte sopra il 10%, tuttavia, negli ultimi quattro anni il mercato azionario americano ha deluso queste aspettative da mondo dei sogni. Ora è di nuovo in discesa.

La moneta creata dal nulla ha generato una crescita dei prezzi ma non è riuscita a sostenere il boom, ad eccezione di quello del mercato immobiliare. L’endovena ha attratto milioni di americani ad accumulare montagne di debito. Il prezzo dei prestiti è diminuito e il risultato è stata una espansione del debito.

Quando rivedremo un boom degli valori mobiliari? Anche i più caldi ottimisti non hanno una risposta.

Il boom del mercato immobiliare è stato sostenuto dalla moneta creata dal nulla, che a sua volta ha spinto al ribasso i tassi d’interesse. La gran parte del denaro creato dal nulla dalla Fed è stato messo in circolazione tra il 2001 e il 2002. Quello di oggi arriva dal Giappone e dalla Cina grazie alle loro banche centrali. Queste comprano i nostri T-bills utilizzando i dollari acquistati sul mercato valutario internazionale, pagati a loro volta con yen e yuan di nuova creazione.

Il problema è che il nostro tasso di sconto personale non è sceso, anche se i tassi dei T-bills sono diminuiti. La gente potrebbe prestare denaro a un basso tasso d’interesse perché si aspetta una crisi economica e perciò si accontenta di tassi fissi poco elevati piuttosto che rischiare in investimenti variabili e senza garanzia, come quelli offerti dal mercato azionario. La gente, cioè, accetta tassi d’interesse ridotti perché teme di impegnarsi in altri investimenti, ma quando vincerà questa paura, il tasso di sconto di base riemergerà sui mercati del credito. In poche parole, se il boom si protrarrà, spingerà al rialzo i tassi d’interesse.

CONCLUSIONE

Gli investitori di tutto il mondo non si sono mossi da un tasso di sconto personale sul futuro dal 6% (fine 2000) all’1% (2003–2004) solo perché i membri del FOMC hanno deciso che un tasso dell’1% è migliore per l’economia. Ciò che è cambiato è stata la quantità di denaro allocata nell’acquisto dei T-bills. I falsari autorizzati per legge hanno dato al mercato dei T-bills un’endovena, che tutt’ora stanno somministrando.

Il giorno che questi falsari decideranno di terminare la somministrazione di sostanze che inducono euforia e che consentono al Tesoro americano di bucarsi a prezzi inferiori a quelli di mercato, i tassi d’interesse aumenteranno con la stessa certezza con cui si può prevedere la crisi di astinenza di un drogato.

Credo che questa sia la ragione per la quale il mercato azionario è in stallo. Gli investitori, esaminando gli occhi vitrei del governo americano, concludono: “anche un falsario pretende un mutuario più affidabile di questo perdigiorno stralunato”. Pensano cioè che i falsari troveranno altri clienti disposti a contrarre i prestiti. Quando questo avverrà il FOMC dovrà rimpiazzare gli spacciatori asiatici. Qualora il FOMC si rifiutasse, affioreranno i sintomi della crisi di astinenza, di una intensità tale come non si vede da diverse decadi.

*Gary North (garynorth@garynorth.com) è autore del libro Mises on Money

Articolo originale: http://www.lewrockwell.com/north/north275.html

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