Tassi, Bce li lascia all’1%. Trichet: “Double dip, non credo”

2 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Tassi fermi all’1%, come da attese. Revisione al rialzo delle stime del Pil 2010 e 2011. Ritocco anche di quelle sull’inflazione. Estensione delle operazioni di finanziamento. Esclusione di ipotesi di una doppia recessione.

Questi i punti cruciali emersi dalla consueta conferenza stampa tenuta dal numero uno della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet.

TASSI
Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di lasciare invariato il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali all’1%, al livello in cui si trova dal maggio dell’anno scorso. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale è stato confermato all’1,75% mentre quello sui depositi resta invariato allo 0,25%. Ancora una volta Trichet ha definito “appropriato” il costo del denaro in Eurolandia.

PIL
Per i paesi della Zona Euro nel 2010 atteso un Prodotto Interno Lordo di 1.4/1.8% da 0.7/1.3% stimato nell’analoga valutazione di tre mesi fa. Per il 2011 il Pil è visto nell’intervallo 0.5/2.3% da 0.2/2.2% della stima di giugno.

INFLAZIONE
Nel 2010 la Bce si aspetta un tasso d’inflazione compreso fra l’1.5% e l’1.7%. Per il 2011 la stima e’ ora compresa fra 1.2% e 2.2%. A giugno le stime erano rispettivamente tra l’1.4 e l’1.6% e fra l’1% e il 2.2% per il 2011.

FINANZIAMENTI
Prevista una ulteriore estensione delle operazioni di finanziamento pronti contro termine. In particolare le operazioni sulla liquidità settimanali e a un mese verranno estese fino a gennaio, mentre quelle a tre mesi ancora per ottobre, novembre e dicembre.

DOUBLE-DIP
Trichet ha ribadito che ipotesi di doppia recessione non sono prese in considerazione “ora piu’ di prima”. La situazione dell’Eurozona “e’ molto migliorata rispetto a un anno fa” e “ci sono state tutta una serie di buone notizie”, ma questo non da’ alla Bce la possibilita’ di “cantare ancora vittoria” sulla ripresa. La Bce “resta prudente e cauta”.

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Il Prodotto interno lordo (Pil) della zona dell’Euro e quello della Ue a 27 è aumentato dell’1% nel corso del secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando il tasso di crescita era stato dello 0,3% nelle due aree. Secondo le prime stime Eurostat sulla situazione economica europea, in Italia, la crescita del Pil si è attestata allo 0,4% nel secondo trimestre 2010 e all’1,1% rispetto allo stesso trimestre del 2009.

Su base annua, rispetto al secondo trimestre del 2009, il Pil europeo è aumentato dell’1,9% sia nella zona dell’Euro che in quella della Ue a 27, dopo un aumento rispettivo dello 0,8% e dello 0,7% del primo trimestre.

La Commissione Ue definisce i dati dell’ente di statistica europeo “incoraggianti”. Secondo Amadeu Altafaj, portavoce del commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn, la crescita dell’1% sia nell’Eurozona che nell’Ue a 27 Paesi indica che “non c’è il rischio di una doppia recessione”. La Commissione avverte però che “la ripresa dipende anche da fattori esterni, perchè l’Ue non è isolata” e occorre tenere conto anche di Usa, Cina e in generale dei paesi asiatici. “Nessun rilassamento delle politiche fiscali e di bilancio”, quindi, ha ammonito il portavoce.

Per quanto riguarda l’Italia, l’andamento del Pil nell’ultimo anno “mostra una tendenza positiva”, ma, ha sottolineato il portavoce, “con una crescita inferiore alla media”. Nel secondo trimestre l’Italia ha infatti registrato una crescita dello 0,4%. Le previsioni continueranno quindi ad essere positive ma solo se ci sarà una crescita costante di export e consumi privati, ha sottolineato Altafaj.

La Ue corre quindi più degli Usa, che nel secondo trimestre 2010 ha registrato un aumento del Pil dello 0,4%, e del Giappone, la cui crescita si è fermata nello stesso periodo al +0,1%.

Per quanto riguarda i dati europei, nel secondo trimestre 2010 – precisa Eurostat – le spese per i consumi domestici sono aumentate dello 0,5% nella zona dell’euro e in quella della Ue-27 (dopo +0,2% e +0,1% rispettivamente nel trimestre precedente). Gli investimenti sono cresciuti dell’1,8% nella zona dell’euro e dell’1,7% nella Ue-27 (dopo un -0,4% e un -0,6% rispettivo nei primi tre mesi).

Le esportazioni sono progredite del 4,4% nella zona euro e del 4,0% nella UE-27 (dopo +2,4% e +2,0%). In aumento anche le importazioni: + 4,4% nella zona euro e + 4,0% nella UE27 (dopo +4,0% e +3,6%).
Tra gli stati membri, le performance migliori su base annua, cioè rispetto al secondo trimestre del 2009, sono della Slovacchia (+5%), della Polonia (+3,8%), della Germania (+3,7%) e della Svezia (+3,6%). La Francia si attesta al +1,7%, l’Italia al +1,1%. I dati peggiori sono per Lettonia (-3,9%) e la Grecia (-3,5%).