Tasse: oltre 4,5 miliardi di dollari evaporati verso la Cina

21 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

PECHINO (WSI) – Oltre 4,5 miliardi di euro evaporati verso l’Asia e 297 richieste di rinvio a giudizio tra persone fisiche e società sono alcuni dei numeri di un’inchiesta in cui è coinvolta anche la Bank of China e che nel marzo prossimo dovrebbe finire in tribunale con un’udienza preliminare. Finora individuati appena 50 milioni di euro sul totale evaso.

Almeno un quarto di quella cifra è passata attraverso un negozio in via Filzi a Prato, coinvolto anche un piccolo operatore di money transfer di Bologna, il Money2Money (M2M). I flussi venivano spezzati in somme da 1999,99 per ingannare le segnalazioni automatiche di antiriciclaggio. La copertura completa veniva poi garantita da un efficiente sistema di documenti falsi in cui venivano usati nomi di cittadini cinesi morti o forse ignari. In quei 4,5 miliardi emigrati in Cina non ci sono solo soldi evasi, ma anche traffico di merci contraffatte, prostituzione e gioco d’azzardo. Si ipotizza perfino associazione mafiosa e riciclaggio di denaro.

A capo di tutto ciò ci sarebbe la famiglia Cai, soci cinesi di Bolzonaro nella M2M. Il ruolo della Bank of China, controllata della Repubblica Popolare: dalla sua sede a Milano sono transitati 2,199 miliardi diretti verso la Cina, ma l’istituto bancario non ha segnalato nessuna attività anomala alle autorità italiane.

(Cba)