Tasse, immobiliare: i ricchi tremano. Arriva la super-Ici sulle seconde e terze case

1 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

È in arrivo una super-Ici sulle seconde e le terze case, una sorta di patrimoniale sugli immobili. È una delle ipotesi su cui sta lavorando il Governo nell’ambito del pacchetto di misure anti-crisi che approderà lunedì pomeriggio in Consiglio dei ministri. Questa soluzione viene considerata più praticabile rispetto a un’imposta patrimoniale vera e propria proprio per le difficoltà di attuazione oltre ai veti del Pdl. L’Ici sulla seconda e terza casa, spiegano fonti tecniche, sarebbe legata al valore patrimoniale dell’immobile: al numero di immobili detenuti e al loro classamento.

ROMA – Metodo contributivo pro-rata nel sistema pensionistico: questa una delle misure che sarà presentata lunedì al Cdm. Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero. “Le eccezioni saranno fatte verso il basso e non verso l’alto”, ha aggiunto ricordando che le sole eccezioni saranno fatte per dare di più a chi non ce l’ha fatta.

‘IN CDM ANCHE ADEGUAMENTO ETA’ DONNE’ – Tra quello che potrebbe arrivare in cdm lunedì c’é anche “l’accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento sull’età delle donne che già erano stati adottati dal governo precedente con una lunghezza che oggi non ci è più consentita”: ha annunciato il ministro.

‘SI’ A REDDITO MINIMO GARANTITO’ – Sì al reddito minimo garantito. Fornero ha precisato che quella del reddito minimo sia “una direzione verso la quale il governo lavorerà”, inserendola in un pacchetto più ampio ancora da congegnare

‘DA LUNEDI’ SI LAVORA PER GIOVANI E DONNE’ – “Dalla prossima settimana – ha annunciato Fornero – lavoreremo per migliorare il mercato del lavoro soprattutto per giovani e donne, con l’obiettivo di dare ai lavoratori più svataggiati e precari, chance in più di lavoro vero”. Per il ministro bisogna invertire la tendenza di una “flessibilità trasformata in precarietà”

‘RIAGGANCIARE GIOVANI AL SUD’ – La disoccupazione giovanile in Italia è “particolarmente grave anche per la questione geografica, con un Sud che dobbiamo riagganciare”: ha detto Fornero, spiegando che la disoccupazione meridionale è al 40%: “Occorre spezzare il circolo vizioso che vede l’adattamento dei giovani a scarse prospettive e a una situazione in cui si vive”, ovvero nel Mezzogiorno, dove “tutto è bello, c’é sole e mare e la vita, con un reddito basso, è piacevole più che al Nord”. Per il ministro non sono i giovani ad avere la responsabilità di tale situazione, ma “dobbiamo spezzare questo adagiarsi di giovani, che ormai non sono più nemmeno tali, non sono occupati e non sono studenti, non fanno niente, ma il Paese non può più permetterselo”

‘RIFORMA SARA’ INCISIVA MA EQUA’
– “Sulla spesa pensionistica, il governo ha in preparazione, e verosimilmente sarà annunciata entro pochi giorni, una riforma incisiva ma che rispetta il principio dell’equità tra le generazioni”: lo ha detto il ministro del lavoro Elsa Fornero parlando durante una deliberazione pubblica del Consiglio Affari sociali in corso a Bruxelles.

‘DISPONIBILE A VEDERE PARTI SOCIALI’ – “Da parte mia c’é diponibilità ad incontrare le parti sociali prima del 5, dipenderà dal premier e dai vincoli di tempo”: lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero

MASTRAPASQUA,CRESCITA ETA’USCITA TROPPO LENTA – La crescita dell’età di uscita dei pensionati per anzianità è ancora “troppo lenta” lo afferma il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua commentando i dati Inps sull’età di uscita. Mastrapasqua in un colloquio con l’Ansa ha sottolineato come siamo ancora lontani dalla media di pensionamento europea

BONANNI, MONTI CI CONVOCHI – “E’ molto grave che non ci sia alcun confronto” in merito agli interventi che il governo intende adottare sulle pensioni, perché il confronto “serve a trovare soluzioni eque”. Ne è convinto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che “lancia un appello” a Monti: il premier, dice, “farebbe bene a convocare le parti sociali e non si faccia convincere da chi non ci vuole convocare”. Intervenendo alla ‘Telefonata di Maurizio Belpietro’ Bonanni osserva che “non mi sembra che ci sia un dibattito sulla possibilità di far fuori i privilegi nella previdenza”. E a tal proposito Bonanni ha ricordato che ci sono “850mila persone in regime speciale che non sono mai state toccate”. “Faremo di tutto per dimostrare che anche questo governo è sulla scia di chi non vuole trovare soluzioni che distinguano persone e persone”, ha sottolineato il leader della Cisl in risposta alla domanda se anche il suo sindacato intenda indire uno sciopero come annunciato dalla Fiom. “A noi interessa trovare delle soluzioni” ha però precisato osservando tuttavia che “é molto strano che si arrivi a una soluzione così delicata senza consultare nessuno”.

ANGELETTI, NO CONTRIBUTI A VUOTO DOPO 40 ANNI – “Qualunque sindacato non può essere d’accordo con un sistema che preveda che le persone continuino a lavorare dopo i quarant’anni di anzianità, versando contributi ‘a vuoto’, che non hanno effetto sull’innalzamento della pensione”. Lo ha detto il segretario della Uil Luigi Angeletti, in merito alla possibile riforma delle pensioni. “Anche perché – ha spiegato – un terzo di stipendio non è poco e quindi il meccanismo è palesemente ingiusto”

BOCCHINO, RIFORMARLE SENZA SCONTI AI PRIVILEGI – “Il governo affronti sin da subito e con coraggio la riforma delle pensioni anche confrontandosi con le parti sociali, ma senza sconti a chi chiede di salvare vecchi privilegi. Noi chiediamo che venga attuata una vera e propria rivoluzione del sistema pensionistico che contrasti i privilegi, come le baby pensioni, e riconosca trattamenti dignitosi ai pensionati”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. “E’ necessario, inoltre, innalzare l’età pensionabile che competerebbe un notevole risparmio da investire in fondo per sostenere l’occupazione giovanile, attraverso sgravi fiscali per le aziende che assumono under 35, e il lavoro femminile, con un piano di conciliazione che renda possibile un compromesso tra i tempi di lavoro e quelli di cura della famiglia”, conclude il vicepresidente di Fli.

NO DA SINDACATI, DUBBI PD. MARCEGAGLIA, NO VETI – I sindacati fanno muro contro le ipotesi di riforma della previdenza. Dicono un chiaro no in particolare al possibile blocco della perequazione per la totalita’ delle pensioni in essere per il 2012 e alla possibilita’ che si alzi l’asticella oltre i 40 anni per i contributi necessari all’uscita dal lavoro indipendentemente dall’eta’. E dubbi vengono avanzati anche dalla maggioranza che sostiene il Governo con il segretario del Pd, Pieruigi Bersani che sottolinea come il partito sia d’accordo su alcuni punti ma su altri no e che comunque il giudizio sara’ dato sul ”tasso di equita’: chi ha di piu’ – ha detto – deve dare di piu”’. La Confindustria, invece, si schiera con il governo: ”Questo non e’ il momento di porre veti – dice il presidente Emma Marcegaglia – Qui bisogna salvare il Paese”. Il giorno dopo le indiscrezioni sulle misure previdenziali al centro del lavoro del governo e’ soprattutto dedicato ai distinguo, mentre il premier Mario Monti, rispondendo proprio ad una domanda sulle pensioni, fa appello al ”senso di urgenza e responsabilita”’ di politica e parti sociali, senza il quale le conseguenze sarebbero ”molto gravi per tutti”. Con varie sfumature mostrano la loro contrarieta’ i segretari della Uil Luigi Angeletti, della Cgil, Susanna Camusso, e della Cisl, Raffaele Bonanni. Inflessibile e’ la Camusso. ”Il Governo deve sapere che 40 e’ un numero magico e intoccabile – avverte – e mi pare che questo sia esaustivo della discussione”. Gli risponde a stretto giro di posta la Marcegaglia. ”Ormai di intoccabile non c’e’ piu’ niente. Certamente credo che vadano toccate le pensioni: 40 anni non e’ un numero invalicabile”. Il tema dell’anzianita’ e’ quello piu’ delicato nella riforma che il Governo si appresta a mettere in campo dato che circa la meta’ delle persone che escono ogni anno lo fanno, grazie a queste regole, in anticipo rispetto all’eta’ di vecchiaia (174.000 nel 2010 a fronte di 172.000 uscite per vecchiaia). E una parte consistente di coloro che escono lo fanno con 40 anni di contributi (tetto con il quale si puo’ andare in pensione indipendentemente dall’eta’) visto che l’eta’ media di uscita con l’anzianita’ e’ 58,3 anni per i dipendenti e 59,1 per gli autonomi. La Cgil inoltre sottolinea che il ventilato blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni in essere e’ ”esattamente il contrario dell’equita’ perche’ colpisce le fasce più deboli, già impoverite dalla caduta del potere d’acquisto di salari e pensioni”. Un intervento assolutamente inaccettabile questo anche per la Cisl. ”Sulle pensioni non vogliamo blitz – dice Bonanni – Con il governo non ci deve essere una sceneggiata in cui loro tirano dritto e gli altri protestano ma ci deve essere una discussione trasparente e immediato”. Per Bonanni in materia pensionistica serve ”il rafforzamento della previdenza integrativa, l’armonizzazione dei contributi e la fine dei privilegi. Se si allunga così tanto l’eta’ bisogna capire che fine farà ogni lavoratore”. La Uil chiede che si cominci ad affrontare piuttosto i privilegi delle altre categorie (a partire da quelle che pagano aliquote molto piu’ basse dei dipendenti come i lavoratori autonomi) e fissa comunque un paletto contro eventuali aumenti del tetto dei 40 anni di contributi. ”Sarebbe un obolo” – ha affermato il leader del sindacato, Luigi Angeletti, dato che con il sistema retributivo oltre il quarantesimo anno di lavoro non si prende per la pensione nulla di piu’ (al massimo si riceve una pensione pari all’80% della media delle ultime retribuzioni dato che ogni anno vale il 2% della retribuzione). Ma siccome da prossimo con tutta probabilita’ si passera’ al contributivo pro rata per tutti per gli anni lavorati in piu’ oltre il quarantesimo si avra’ comunque un riconoscimento.