Tassa ricchi: raddoppiato esodo fiscale dei francesi

18 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Non e’ solo Bernard Arnault, l’uomo piu’ ricco di Francia, a scappare dalle imposte elevate. Ben 251 paperoni transalpini hanno lasciato il loro paese nel 2012, contro i 128 dell’anno prima. Prima meta, la Svizzera, molto richiesto anche il Belgio.

Il ministro delle Finanze Pierre Moscovici non ha fornito altri dettagli, ma un fatto certo e’ che nel frattempo le finanze pubbliche francesi continuano a deteriorarsi.

Dall’imposizione di una “exit tax” sotto Sarkozy, norma che obbliga i residenti fiscali francesi detentori di azioni e desiderosi di trasferirsi all’estero a pagare un’imposta liberatoria prima di lasciare la Francia, il numero complessivo degli esodi e’ salito a 251 (fino a novembre 2012) rispetto all’anno precedente.

Le destinazioni preferite sono, nell’ordine, Svizzera (72), Belgio (56), Stati Uniti (24), Regno Unito (17), Singapore (10) e il Lussemburgo (9). Non si conosco nomi e altri dati anagrafici, ma piu’ del 70% dei benestanti in fuga che ha lasciato definitivamente il paese ha meno di 50 anni. Una categoria piena di imprenditori.

La questione dell’esodo fiscale per la Francia e’ cruciale per stabilire il destino di quella promessa espressa dall’attuale governo socialista guidato da Francois Hollande di combattere i casi di frode ed evasione fiscale.

Piu’ e’ alto il numero di esodati fiscali, meno saranno le entrate fiscali su cui il paese potra’ contare. Parigi sta perdendo una grande fetta dei suoi “creatori di ricchezza”, racconta a Le Temps Michel Rousseau, autore dello studio della Fondation Concorde sulle conseguenze dell’esilio fiscale per il lavoro e le finanze pubbliche della seconda economia d’Europa.

La trasparenza vantata da Hollande in materia fiscale dopo lo scoppio dello scandalo Cahuzac, l’ex ministro di Bilancio che aveva lanciato una campagna anti-evasori prima di mentire sull’esistenza di un suo conto bancario in Svizzera, dovrebbe valere anche per i ricchi esiliati fiscali, invece i dettagli in materia ancora languono.

L’idea di una commissione d’inchiesta sul soggetto era buona, ma ha fallito. La preferenza andrebbe data alla pubblicazione delle cifre sulle indagini parlamentari circa i casi di frode o evasione fiscale. L’arbitraggio nel mondo politico francese si svolge ancora nell’ombra e ottenere tutte le cifre e’ un’impresa.

Bernard Arnault, imprenditore proprietario del gruppo del lusso LVMH, a fine 2012 aveva il quarto patrimonio piu’ grande al mondo (41 miliardi secondo la rivista Forbes). La sensazione e’ che se il fenomeno dei ricchi esodati fiscali continuera’ anche in questi anni, saranno guai per la tenuta delle finanze pubbliche francesi.