TAGLIATORE
DI BUROCRATI

27 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Invece che licenziare gli operai, il nuovo amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne ha tagliato i dirigenti. Così il Wall Street Journal ha sintetizzato in un lungo articolo pubblicato ieri sulla ripresa della Fiat.

In effetti, Marchionne ha mandato a casa 200 dirigenti di Fiat Auto e 300 della società capogruppo. L’operazione non mirava a diminuire i costi del lavoro – che secondo il nuovo capo azienda non sono la componente decisiva della competitività dell’industria dell’auto – ma a togliere incrostazioni burocratiche che irrigidivano l’impresa riducendo la sua capacità di capire il mercato e di operare con rapidità.

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La struttura burocratica a più strati appesantiva la catena di comando impedendo al vertice di capire ciò che accadeva alla base e a questa di eseguire correttamente le decisioni del vertice. I risultati di Marchionne sono in effetti clamorosi, anche se è troppo presto per sostenere che Fiat è interamente risanata. Nel 2002 il gruppo ha perso 1,4 miliardi di euro. Nel primo semestre del 2006 ha mezzo miliardo di utili operativi. Il miglioramento si basa su principi che le burocrazie delle case di auto deprecano. Infatti la Fiat di Marchionne non produce un numero di auto maggiore, ma minore.

Non pratica sconti per vendere forzando il mercato. Ma cerca di assecondarlo, intervenendo sulle nicchie, sulla flessibilità delle piattaforme. Non progetta i modelli solo sulla base delle scelte ingegneristiche o del puro gusto dei designer, ma servendosi anche di accurate ricerche di mercato. E, soprattutto, non considera trecentomila unità annue, per rendere redditizio un nuovo modello, ma la metà.

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Adatta il design a questa esigenza e ha ridotto sensibilmente i tempi di progettazione. Vi è chi è scettico sul fatto che Fiat possa guadagnare perché ha scelto di puntare sulle auto di piccole dimensioni. Tradizionalmente queste, poiché vanno a un mercato di reddito modesto danno ai produttori un margine modesto. Ma il caro petrolio, la congestione, le difficoltà di parcheggio, favoriscono i piccoli modelli. E Marchionne ha scelto il motto “va dove ti porta il mercato”. Un metodo che va oltre il settore dell’auto e che meriterebbe di essere applicato agli apparati burocratici del settore pubblico.

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