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Svizzera: Commercio estero, crescita più 10%

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Il 2006 è un nuovo anno record per il commercio estero della Svizzera: esportazioni e importazioni registrano tassi di crescita superiori al 10 per cento. La bilancia commerciale mostra una eccedenza da primato di 11,66 miliardi di franchi, contro 7,88 miliardi nel 2005. Le esportazioni progrediscono nominalmente del 12,9 per cento a 177,2 miliardi di franchi, indica ieri l’Amministrazione federale delle dogane (Afd). Le importazioni crescono dell’11 per cento a 165,5 miliardi. In termini reali l’export segna un aumento del 9,1 per cento, l’import del 5,6 per cento. Nel solo mese di dicembre a parità di giorni lavorativi le esportazioni mettono a segno un incremento del 18,5 per cento, le importazioni del 18,1 per cento, ossia la progressione più consistente di tutto il 2006, rileva l’Afd, ricordando che il mese in esame ha due giorni lavorativi in meno del dicembre 2005. Non tenendo conto di tale differenza le esportazioni salgono dell’8,2 per cento, le importazioni del 7,9 per cento. Il 2006 è una buona annata per tutti i rami. Il rialzo più marcato si rileva nella categoria alimenti, bevande e tabacchi, con un più 20,5 per cento (a 4,86 milioni di franchi). Seguono l’industria metallurgica (più 15,1 per cento a 13,42 miliardi di franchi) e l’industria chimico-farmaceutica (più 14,8 per cento a 62,97 miliardi). In tale settore, le vendite al di fuori dei confini nazionali di prodotti farmaceutici e diagnostici segnano una progressione del 17,2 per cento a 46,62 miliardi di franchi. Per l’industria degli strumenti di precisione risulta un più 12 per cento (a 12,88 miliardi), per le materie plastiche un più 11,3 per cento (a 3,80 miliardi). L’orologeria elvetica registra una crescita del 10,9 per cento a 13,74 miliardi di franchi. Gli altri settori si situano al di sotto del 10 per cento. L’industria delle macchine e dell’elettronica, secondo pilastro dell’export svizzero, sale del 9,8 per cento a 38,60 miliardi di franchi. Il dinamismo delle esportazoni è sostenuto da tutte le regioni. Le vendite all’Unione europea, principale sbocco del Paese, aumentano dell’11,3 per cento (a 109,89 miliardi di franchi). Le forniture alla Germania salgono del 14,6 per cento (a 35,74 miliardi), quelle all’Italia dell’8,7 per cento (a 15,77 miliardi) e quelle alla Francia del 12,7 per cento (a 15,21 miliardi). L’export verso gli Stati Uniti aumenta del 10,2 per cento (a 18,21 miliardi), mentre per il Giappone risulta un incremento dell’11,5 per cento (a 6,36 miliardi). La Federazione russa assorbe merci per 2,22 miliardi di franchi (più 43,9 per cento), la Cina per 3,74 miliardi (più 15 per cento). Le vendite ai Paesi asiatici emergenti progrediscono del 12,4 per cento a 10,15 miliardi di franchi. La punta massima deriva dalla Corea del Sud (più 31,2 per cento). In forte aumento anche l’export verso il Messico (più 29,1 per cento) e il Brasile (più 28,4).