Summit Ue bocciato, su tutti i fronti. Intesa entro marzo

13 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Strasburgo – Il trattato intergovernativo su una più stretta integrazione dei bilanci cui dovrebbero aderire fino a 26 Paesi dell’Unione europea verrà firmato entro marzo del prossimo anno. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy a Strasburgo.

Al massimo ai primi di marzo il trattato sul patto di bilancio verrà firmato” ha detto Van Rompuy in un’audizione al Parlamento europeo di Strasburgo.

Entro marzo, inoltre, verrà completata la verifica sull’adeguatezza del limite di 500 miliardi di euro fissato per la portata dei fondi europei di salvatggio Efsf e Esm, ha spiegato Van Rompuy.

Il cosiddetto patto di bilancio è pensato per permettere una più stretta sorveglianza sulla spesa dei Paesi, nell’intento di prevenire una replica della crisi debitoria della zona euro. Secondo il commissario Ue Barroso l’intesa solleva importanti problemi giuridici.

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata da un calo dei listini azionari ed un rialzo degli spread sulla scia delle preoccupazioni evidenziate da Moody’s che ha annunciato la possibilità di una revisione dei rating durante il primo trimestre 2012.

Allo stesso modo l’agenzia di rating Fitch ha dichiarato: “l’assenza di una soluzione soddisfacente ha incrementato le pressioni a breve termine sui profili creditizi e sui rating dei paesi dell’eurozona”. La stessa agenzia ha stimato una crescita dello 0,4% dell’area Euro per il 2012, aggiungendo che al momento solo la Bce può offrire una difesa credibile contro la crisi.

Gli operatori restano in attesa dei dettagli del piano di finanziamento del Fmi, atteso entro il 19 dicembre.

In Germania si sta aprendo il dibattito sulla necessità o meno dell’approvazione parlamentare per la partecipazione al prestito bilaterale al Fmi che tecnicamente sarebbe erogato dalla Bundesbank. A favore del passaggio parlamentare Andreas Dobret, membro Bundesbank, che ha stimato la quota tedesca in 45Mld€. Alcuni esponenti parlamentari (secondo quanto riportato da Frankfurter Allgemeine) sarebbero invece contrari, demandando la decisione all’autonomia della Buba. Mercoledì la Merkel riferirà in parlamento sull’esito della riunione dei leader di stato.

Con riferimento all’approvazione del nuovo patto di bilancio, il governo irlandese avrebbe intenzione di indire un referendum, mentre invece in Svezia, Ungheria, Repubblica Ceca e potenzialmente anche in Danimarca occorrerebbe il voto parlamentare.

La lunghezza del processo di approvazione sia del patto ma soprattutto dei prestiti bilaterali al Fmi (per il quale alcuni paesi come l’Estonia si son dichiarati non disponibili), ha contribuito ad alimentare lo scetticismo tra gli operatori, comportando pressioni sui mercati.

La Bce ha annunciato che la settimana scorsa sono stati acquistati bond per 635 Mln€, l’importo più basso da quando la Bce ha ripreso gli acquisti lo scorso agosto.

Come riportato da Bloomberg che cita Boersen-Zeitung, i vice ministri delle finanze, economia e giustizia tedeschi così come la segreteria della Merkel ieri si sono accordati per riattivare per un anno il Soffin, il veicolo utilizzato dopo la crisi finanziaria del 2008 per sostenere le banche del paese. I rappresentanti del governo si sarebbero accordati sul fatto che solo le banche sistematicamente rilevanti potranno essere soggette alla legge.

Oggi entra in vigore il cosiddetto six-pact, ossia un insieme di misure legislative approvate dal Parlamento europeo a fine settembre al fine di aumentare la supervisione dei conti pubblici da parte della commissione e rendere più cogente il processo di riduzione del debito.

Oggi è attesa l’emissione di titoli a tre mesi del fondo Efsf fino a 2 Mld€.

Allo stesso tempo sono attese emissioni di titoli a breve di Spagna, Grecia e Belgio fino a 6,65 Mld€.

Negli Usa la seduta di ieri si è chiusa con tassi in calo nella parte a lunga in una giornata di ribassi per i listini azionari. Gli operatori sembrano aver preferito prendere profitto dopo i rialzi di settimana scorsa in attesa di aver maggiore chiarezza sugli sviluppi della situazione in area Euro alla luce degli avvertimenti lanciati dalle agenzie di rating.

I principali indici hanno chiuso la seduta con cali superiori all’1% riuscendo però a recuperare dai minimi di seduta nell’ultima ora di contrattazione. A pesare sull’andamento del comparto azionario è stato anche il “profit warning” lanciato dal colosso dei microchip, Intel.

Nella giornata odierna l’attenzione si focalizzerà principalmente sull’esito della riunione della Fed, in cui non dovrebbe emergere alcuna decisione rilevante ad eccezione di qualche modifica nel linguaggio che potrebbe emergere dal comunicato.

Valute: euro in deciso deprezzamento nella giornata di ieri con il cross che ha rotto il supporto in area 1,325 e si è spinto fino in prossimità dei minimi toccati lo scorso 4 ottobre a 1,3150. Il timore di un imminente downgrade di uno o più paesi dell’area ha spinto gli operatori a rifugiarsi nel biglietto verde.

Per i prossimi giorni non è da escludere che il movimento ribassista possa estendersi fino ad area 1,30 dove però potrebbe momentaneamente arrestarsi. Prima resistenza a 1,3250, successiva a 1,3350. Euro in deprezzamento anche verso yen. Dollaro/yen poco al di sotto della resistenza 78,10.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime guidate dai metalli preziosi. L’argento ha perso quasi il 4% e l’oro il 2,8% penalizzati dall’apprezzamento del dollaro e dal deprezzamento delle valute emergenti. Questa mattina l’oro si attesta in prossimità dei minimi da 7 settimane intorno a 1660$/oncia.

Negativi anche i metalli industriali penalizzati sia dall’andamento del dollaro sia dai timori di un downgrade generalizzato del debito dei paesi dell’area Euro. Le stesse considerazioni hanno impattato negativamente sul Brent che questa mattina si attesta poco sopra ai minimi da 2 settimane. Andamento misto per gli agricoli con il rimbalzo del cacao (+4,4%) dopo 4 sessioni consecutive in ribasso.

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