Sulle borse Ue prevale il segno meno. Giù anche i futures Usa

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver ritentato la strada dei rialzi, in attesa di capire come si evolverà l’attuale caos politico, Piazza Affari torna a optare per il segno meno e alle 12.30 circa il Ftse Mib e l’All Share perdono lo 0,35% circa. Indicazioni poco confortanti arrivano anche dai futures Usa, che vedono i futures sul Dow Jones cedere 11 punti, quelli sul Nasdaq arretrare di 0,25 punti e quelli sullo S&P 500 scendere di 1,70 punti.

Le vendite colpiscono così anche Londra e Francoforte, che arretrano entrame dello 0,26%, mentre Parigi fa +0,56%. Bruxelles piatta con un +0,06%.

In generale nel Vecchio Continente svanisce l’effetto positivo della performance al rialzo di Tokyo e del resto dell’Asia; queste ultime sono state influenzate da downgrade del rating della Spagna da parte di Moody’s che a fine giugno aveva messo il giudizio del paese sotto revisione. L’allarme Piigs risuona poi anche con il record testato oggi dagli spread di Portogallo e Irlanda. E anche l’Italia paga uno ‘spread’ crescente sulla scadenza decennale, con il differenziale di rendimento rispetto al ‘bund’ tedesco oltre quota 172 punti stamani, livello piu’ alto dopo il record di 178 punti segnato, a giugno, nel pieno della crisi greca.

Intanto, sul mercato valutario l’euro continua a guadagnare sul dollaro, superando 1,36, dopo il nuovo rally messo a segno la vigilia. La moneta di Eurolandia trae beneficio dalla debolezza del dollaro, specie dopo i deludenti dati economici pubblicati la vigilia, in particolare quello sulla fiducia dei consumatori Usa. E si parla comunque del proseguimento del trend rialzista, secondo Fibonacci

Nuovo record dell’oro, che conferma la sua natura di bene rifugio per eccelleza e che stamattina ha toccato un nuovo massimo di tutti i tempi a 1,314,8 dollari l’oncia sul contratto per consegna dicembre.

Tornando a Piazza Affari, segno più per Fondiaria-Sai (+0,68%), Telecom (+0,39%) e StMicroelectronics (+0,36%). La migliore è però Saipem, che mostra sul listino milanese un guadagno di quasi due punti percentuali a 29,3 euro dopo essersi spinto fino a 29,53 euro. Il titolo beneficia del rialzo del greggio, spinto dalla buona lettura del PMI manifatturiero cinese e dal declino del dollaro. Il mercato attende inoltre i dati sulle scorte di greggio in agenda per oggi pomeriggio alle 16.30.

Gli analisti stimano un calo degli stocks, alimentando così le speculazioni circa un aumento della domanda globale. In disparte Eni che, dopo un avvio vivace mostra un adamento in trading range a 15,84 euro.

Tra i segni meno, occhi puntati invece su Banco Popolare. Quest’ultima precipita mostrando un calo superiore ai tre punti percentuali su indiscrezioni che vedono l’istituto in procinto di attuare un aumenti di capitale. Il titolo risente anche di un downgrade.

Male anche Ubi Banca (-1,55%), Banca Mps (-1,36%) e Bulgari (-1,23%).