SUI MERCATI AMERICANI
E’ CALMA PIATTA

26 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

A circa due ore dalla chiusura delle contrattazioni, le borse USA proseguono all’insegna della cautela. Gli investitori rimangono in attesa di ulteriori sviluppi sulla situazione in Iraq.

Bassi i volumi di scambio.

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Deboli, come era prevedibile, i dati macroeconomici comunicati in mattinata, relativi entrambi al difficile mese di febbraio. Gli ordini di beni durevoli hanno registrato un ribasso dell’1,2%, un’ulteriore conferma, secondo gli esperti, che l’economia USA ha difficolta’ a riprendersi. Flessione superiore alle previsioni per la vendita di nuove case, che e’ diminuita dell’8,1% al livello piu’ basso dall’agosto 2000, segno che il settore immobiliare sta iniziando a rallentare. E sempre sul fronte macroeconomico dichiarazioni preoccupanti sono arrivate dal governatore della Fed di Atlanta, Jack Guynn, secondo cui la ripresa USA e’ sorprendentemente lenta. “I rischi che ci troviamo a fronteggiare sono insolitamente grandi e difficili da quantificare – ha detto Guynn -, e non c’e’ stata un completa svolta verso la ripresa. Sarebbe necessario un ritorno agli investimenti da parte delle aziende, ma questi sono frenati dalle incertezze geopolitiche”.

Hanno scoraggiato gli investitori le indiscrezioni secondo cui l’eliminazione della doppia tassazione sui dividendi, prevista dal pacchetto fiscale del presidente Bush, sarebbe a rischio. Secondo il Senato, inoltre, l’impatto dello stimulus package sulla crescita economica sarebbe minimo, se non addirittura nullo.

Secondo gli analisti tecnici di Merrill Lynch, nelle prossime due settimane l’azionario USA si muovera’ in maniera irregolare, con violenti sbalzi intraday e senza un trend preciso. La riluttanza dei mercati a restituire i guadagni realizzati la scorsa settimana indica comunque che il tono negativo e’ scomparso e nel mese di aprile gli indici dovrebbero registrare ulteriori guadagni. Nel complesso ottimisti anche gli esperti di Salomon Smith Barney: secondo un sondaggio, il 60% dei gestori di portafoglio e’ bullish sull’azionario e ben l’80% prevede che l’S&P 500 terminera’ l’anno in positivo.

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