Sud Africa: Pmi, missione per i Mondiali

13 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il made in Italy punta sul Sud Africa “per recuperare, da una parte, il tempo perduto in questi anni e, dall’altra, per offrire allo stato africano tutte le potenzialità e il know-how delle nostre piccole e medie imprese, a partire dai campionati Mondiali di calcio che si terranno nel Paese africano nel 2010”. È questo lo scopo della missione del sottosegretario al Commercio internazionale, con delega ai Paesi africani, Mauro Agostini, che da ieri fino a domani è in Sud Africa con una delegazione che vede insieme i rappresentanti di Ice, Sace, Simest e Confindustria, anche in previsione di una missione programmata per il prossimo mese di luglio e che coinvolgerà circa cento aziende italiane.
La missione prevede una serie di teppe da Città del Capo a Durban e da Johannesburg a Pretoria. Nella tre giorni il sottosegretario incontrerà tra gli altri Phumzile Mlambo-Ngcuka, vice presidente del Sud Africa, Zweli Mkhize, vice premier e ministro delle Finanze e dello Sviluppo economico e il vice ministro per il Commercio e l’Industria, Elizabeth Thabethe.
“Il Sud Africa è un Paese che ha offerto in questi anni agli investitori stranieri stabilità politica ed economica – spiega Agostini – ha grandi aziende nel settore estrattivo, petrolifero e automobilistico, ma allo stesso tempo sono poco presenti le piccole e medie imprese che potrebbero avere grandi opportunità, grazie soprattutto alla disponibilità di materie prime e alla manodopera qualificata. In particolare nel campo tessile, nella componentistica auto, ma anche nel settore orafo e nell’impiantistica”. E non solo: l’Italia è pronta a offrire il proprio know how anche in previsione dei prossimi campionati mondiali di calcio che si terranno proprio in Sud Africa nel 2010. E per questo Agostini avrà un incontro con Amichand Rajbansi, il ministro dello Sport, insieme con i responsabili della Safa Western Cape (Football Association).
“Siamo convinti – prosegue Agostini – che i Mondiali 2010 siano un grande volano economico e produttivo oltre che sociale non solo per il Sud Africa, ma per l’intero continente. Noi veniamo da un successo recente, l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Torino, ma le nostre aziende saranno presenti anche in Cina per Pechino 2008 e credo abbiamo buone possibilità anche per offrire la nostra competenza per i campionati di calcio. Sappiamo che il presidente Mbeki ha lanciato un programma di sviluppo economico che prevede interventi nei settori delle infrastrutture, delle Pmi e del mercato del lavoro per raggiungere un tasso di crescita del 7 per cento entro il 2010 e ridurre entro il 2014 i livelli di povertà e disoccupazione. Siamo convinti che il made in Italy potrà fare bene per contribuire alla crescita sociale ed economica del paese”.
Il Sudafrica si presenta come un’economia in cui gli scambi con l’estero rappresentano più del 50 per cento del prodotto interno lordo. La principale voce delle esportazioni è rappresentata da metalli e pietre preziose, mentre i macchinari e i prodotti petroliferi costituiscono le importazioni più significative. L’Italia, che nei primi nove mesi del 2006 risulta essere all’ottavo posto come Paese fornitore e al sesto come cliente, esporta verso il Sud Africa per oltre 1,5 miliardi di dollari e importato per circa 1,8 miliardi di dollari.
a.d.r.