Studenti tornano in piazza a Roma e protestano: “noi non ci stiamo”

3 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Migliaia di studenti di nuovo in piazza, al grido di «noi non ci stiamo». E’ questo lo spirito con cui oggi a Roma e domani in oltre 20 città, da Nord a Sud, migliaia di studenti delle scuole superiori e delle università torneranno a manifestare.

Contro il G20 che si apre oggi a Cannes e contro la politica del Governo che, per l’Europa, è pronto a correre ai ripari con misure drastiche. Una marcia inesorabile, quella degli studenti, che porterà di nuovo a Roma un corteo nazionale il 17 novembre, per la giornata mondiale dello studente.

Ma intanto oggi la piazza è calda e, nella Capitale, la sfida è tutta sulla sicurezza. Dopo i fatti di violenza del 15 ottobre scorso, il Campidoglio ha infatti messo il veto su tutti i cortei in Centro: la sfilata di questa mattina, infatti, non è stata autorizzata dalla Questura. Ma gli studenti fanno fronte comune: «I giochi di potere – ha dichiarato Andrea Capalti dell’UdS Roma – vogliono far scivolare il dibattito dai dai problemi reali del paese alla spirale violenza-repressione. Noi non siamo violenti e per questo non accettiamo i divieti: ci mobiliteremo partendo dalle nostre scuole facendoci sentire da tutta la città».

E la sfida di Roma fa da apripista alla staffetta di agitazioni previste per domani. «Non siamo disposti – spiegano in un documento firmato da vari collettivi studenteschi e universitari – ad accettare il piano di austerity che i governi di tutto il mondo mettono in pratica. Non rimarremo a guardare: bloccheremo la circolazione, invaderemo luoghi simbolo e assedieremo i palazzi del potere».

IL QUESTORE DI ROMA TAGLIENTE. Massima allerta oggi sul corteo di Roma che, come reso noto dalla Questura, non è stato autorizzato in quanto non è arrivata nei tempi previsti la richiesta degli studenti per manifestare.
E allora, per scongiurare nuovi momenti di tensione, è lo stesso Questore capitolino, Francesco Tagliente, a richiamare tutti alla calma facendo appello anche alla collaborazione dei presidi: «Scendere in piazza senza preavviso potrebbe esporre a responsabilità penali, civili ed amministrative. Invito quindi i direttori degli istituti scolastici e chiunque altro a conoscenza di possibili iniziative, a informare i diretti interessati delle possibili conseguenze connesse all’omessa presentazione del preavviso».