Strumenti finanziari di protezione contro la volatilità dei mercati

12 Giugno 2018, di Redazione

Quando i mercati vengono presi dalla volatilità e il futuro è incerto, può essere un errore non pensare a strumenti finanziari di protezione. Quando si verificano, come in questa fase, momenti di tensione sull’azionario è importante infatti proteggere il proprio portafogli di investimenti introducendo prodotti alternativi per esempio ai classici fondi.

Una protezione verso mercati ballerini può essere rappresentata dall’inserire nel portafoglio dei certificati d’investimento con barriere più o meno profonde a seconda delle proprie aspettative sui mercati. Chi si vuole assicurare una protezione nei confronti di un ribasso fino al 25% , potrebbe ad esempio valutare la nuova emissione di cash collect su singole azioni proposta da Bnp Paribas con scadenza 2020. In pratica si tratta di certificati che garantiscono una barriera di protezione (che entra in gioco solo a scadenza) qualora ci fosse una discesa dei corsi azionari dei titoli sottostanti come Fca, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Enel, Eni, Generali, Telecom Italia, e al contempo offrono coupon mensili (compresi tra 0.35% e 0.90% al mese, quindi tra 4.2% e 10.2% per anno ) se il sottostante non ha perso più del 25%.

Chi temesse correzioni più importanti dei mercati azionari, potrebbe invece guardare l’emissione di Cash Collect Doppia Barriera, che protegge fino a ribassi del 40% dei corsi. Il Cash Collect Doppia Barriera su Intesa SanPaolo ad esempio prevede una protezione a scadenza (febbraio 2021) fino a 1.882 Eur e prevede l’opportunità di coupon semestrali del 4.5% se il titolo si trova sopra i 2.5 Eur alla data di valutazione. I coupon dei certificati d’investimento possono tra l’altro consentire il recupero di minusvalenze pregresse. Eventuali plusvalenze dei certificati sono infatti considerati redditi diversi: gli investitori che avessero uno zainetto fiscale derivante da perdite cumulate su azioni o su fondi ad esempio, potrebbero compensarle con plusvalenze derivanti dai coupon o dal capital gain.

Sempre rimanendo in tema di protezione, chi avesse un portafoglio ad esempio in fondi, potrebbe utilizzare i certificate a leva chiamati Minifuture a scopo di copertura. I Minifuture consentono di investire a leva al rialzo (Long) o al ribasso (Short) su un sottostante a un prezzo inferiore al valore di tale sottostante grazie alla presenza di uno strike prefissato dall’emittente, che riduce quindi l’investimento nei Minifuture rispetto all’investimento diretto nel sottostante e determina l’effetto leva. Pertanto, l’investitore decide al momento dell’investimento la leva finanziaria, che resta invariata fino alla chiusura della posizione. Questa caratteristica rende i Minifuture adatti anche a scopo di copertura perché possono essere detenuti in portafoglio per più giornate di negoziazione senza soffrire l’”effetto dell’interesse composto”* che hanno invece certificati ed ETF a leva fissa.

Ultimamente la gamma di Minifuture è stata estesa anche alle valute per permettere all’investitore privato che ha difficoltà a coprire il rischio valutario di avere degli strumenti semplici e quotati a disposizione.  Abbiamo infatti notato che il mercato italiano è molto interessato alle valute, se pensiamo ad esempio al MOT è possibile riscontrare un turnover significativo non solo di obbligazioni in dollari, ma anche in valute più “esotiche”, come ad esempio la lira turca o lo zar sudafricano. I nuovi Mini su valute sono pensate da un lato per quegli investitori che volessero coprire una parte del portafoglio in valuta magari in un momento particolarmente critico (es: elezioni locali,…), dall’altra per trader che vogliano prendere una posizione di breve al rialzo o al ribasso senza necessariamente aprirsi un conto specifico. Rispetto ai Contract for difference infatti, non c’è necessità di aprire un conto con un nuovo intermediario, ma è possibile negoziare i Minifuture con qualunque banca o broker, basta semplicemente conoscere il codice Isin.

*l’effetto dell’interesse composto è un effetto matematico dei prodotti a leva fissa dovuto al ricalcolo della leva su base giornaliera che si manifesta soltanto se il prodotto viene tenuto in portafoglio per due o più giorni di mercato. Come conseguenza, la performance su più giornate di mercato può differire sensibilmente  dalla performance del sottostante moltiplicata per la leva positiva o negativa

a cura di Luca Comunian, responsabile marketing e comunicazione global markets di Bnp Paribas