Società

STRETTA
SUI DERIVATI
BANCHE IN ALLERTA

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(WSI) –
Non è stata indolore la stretta di Bankitalia sugli strumenti derivati. Il recente provvedimento contenuto nel bollettino di vigilanza di Via Nazionale ha costretto le banche a mettersi immediatamente al lavoro per rispettare le nuove regole. Che esigono requisiti organizzativi e controlli interni più forti che in passato per i derivati sui crediti.

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Basti pensare che per l’inizio dell’attività su determinati segmenti di questo mercato, le banche sono addirittura costrette a richiedere l’ok del consiglio d’amministrazione. Non solo: gli istituti di credito dovranno definire soluzioni organizzative che accentrino la funzione del controllo dei rischi. Oltre a dotarsi di un sistema informativo integrato e di procedure che consentano di aggregare tutte le esposizioni riferite a un debitore.

Gli adempimenti richiesti da Bankitalia non sono insomma cosa da poco. Anche se erano stati concordati con l’Abi attraverso periodici confronti negli ultimi mesi. «La comunicazione di vigilanza non è certo stata un fulmine a ciel sereno – spiegano i bene informati – Ma non c’è dubbio che adesso, per le banche, si apra un periodo non facile di adeguamento alla normativa».

La preoccupazione per la stretta sui derivati non sarebbe a livello di sistema, ma più che altro per gli istituti di credito più piccoli. Che magari, fino a poco tempo fa, avevano operato su questi strumenti senza mettere a punto strutture gestionali e procedure di valutazione del rischio centralizzate. Tuttavia, Bankitalia è stata perentoria: «Le operazioni sui derivati di credito sono caratterizzate da un’elevata rischiosità anche di tipo legale. E possono determinare una sopravvalutazione del capitale regolamentare effettivamente a disposizione delle banche per la copertura dei rischi». I nuovi paletti, dunque, vanno rispettati. Per evitare di incorrere in guai peggiori.

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