Stress test: scocca l’ora dell’Asia

26 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’Europa e l’America e’ giunta l’ora degli stress test in Cina. Pechino partecipera’ alla farsa, mettendo sotto esame le proprie societa’ fiduciarie. Secondo l’Economic Observer le autorita’ del Paese hanno intenzione di valutare se gli istituti finanziari locali sarebbero in grado di sopravvivere nel caso di uno scoppio della bolla immobiliare.

Fondamentale sara’ il controllo dei soldi in circolazione: le societa’ fiduciarie sottometteranno informazioni all’autorita’ della China Banking Regulatory Commission (CBRC) circa la loro esposizione al settore immobiliare, tra cui le dimensioni degli investimenti, le misure di controllo dei rischi e le attivita’ collaterali.

L’esito degli esami potrebbe essere che dalle societa’ fiduciarie arriveranno sempre meno finanziamenti per lo sviluppo delle proprieta’ immobiliari.

Nella prima meta’ dell’anno le societa’ cionesi hanno varato piani di investimento pari a 67.7 miliardi di yuan (circa $10 miliardi), rispetto ai 40 miliardi di yuan in tutto il 2009.

Questo vuol dire che le autorita’ di regolamentazione non stanno facendo molto per calmare le acque agitate in cui i mercati navigano. Stanno cercando piuttosto di capire quali sono le societa’ che rappresentano il problema principale.

Gli stress test in versione cinese potrebbe rivelarsi una farsa come quelli europei e statunitensi. Ma anche se fossero una prova piu’ seria ed attendibile, la questione cruciale e’: le autorita’ saranno in grado di prevenire che le societa’ sbagliate prestito troppo denaro? Per il momento il tentativo di controllare la crescita delle attivita’ di prestito e’ stato un fallimento. E gli analisti ribadiscono il concetto: il settore bancario e’ l’anello debole della catena.