Stress test: per la Bce molte banche saranno bocciate quest’anno

19 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)-Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva sia sul comparto governativo sia su quello swap a fronte di un rialzo dei listini azionari. In mattinata si sta assistendo ad un rialzo generalizzato degli spread sui periferici in attese delle aste di oggi di Germania (Schatz fino a 6 Mld€) e Portogallo (Bills per 0,75 Mld€).

Nowotny durante un intervento ha affermato che il mercato ha interpretato male le parole di Trichet dopo la riunione della Bce in merito all’inflazione confermando che il livello dei tassi resta adeguato. Lo stesso Weber ha dichiarato di non vedere alcuna necessità di modificare il livello dei tassi nell’immediato futuro, aggiungendo di aspettarsi che l’inflazione resti al di sotto del limite del 2% nel medio termine.

La Merkel in un’intervista al settimanale Stern ha dichiarato che la Germania farà il necessario per garantire la stabilità dell’euro, mostrandosi favorevole ad un miglioramento del coordinamento tra i paesi dell’area su fisco e questioni sociali, legge del lavoro e sviluppo dei compensi nel settore pubblico, al fine di ridurre le differenze tra i paesi.

Secondo Ft, che cita una fonte anonima, la Bce si attende che diverse banche quest’anno non riusciranno a superare gli stress test che inizieranno a marzo ed i cui risultati saranno disponibili a giugno. Questa mattina Moody’s ha assegnato provvisoriamente il rating AAA alla prima emissione dell’Efsf atteso per la prossima settimana.

Negli Usa i tassi di mercato governativi in rialzo su tutte le scadenze in un contesto di proseguimento del rally delle borse. Lo spread 2-30 anni ha registrato un nuovo record in prossimità dei 400pb ad evidenziare un maggiore tasso di mercato richiesto dagli investitori sul tratto a lungo per proteggersi dal rischio inflazione.

Sul fronte azionario indicazioni miste sono arrivate dalle trimestrali. Citigroup (-6,4% in chiusura) ha deluso il mercato annunciando profitti inferiori alle attese prima dell’apertura. A mercati chiusi hanno invece annunciato utili migliori del previsto Apple ed IBM con le rispettive azioni in rialzo nell’after-hour.

Sul fronte macro resta su livelli depressi la fiducia dei costruttori a gennaio a segnalare la situazione ancora critica del settore residenziale. Il Tic report ha evidenziato forti acquisti di asset Usa nel mese di novembre, con la Cina che è tornata ad acquistare bond a lunga scadenza per 9,9Mld. L’ammontare totale detenuto dal colosso asiatico è però calato di circa 11Mld e questo potrebbe dipendere dal fatto che gli acquisti netti sono stati inferiori ai bond in scadenza già in portafoglio.

La Cina rappresenta il principale creditore degli Usa con circa 896Mld$ di securities detenute. Oggi sono previsti ulteriori dati immobiliari, nello specifico i permessi edilizi e l’apertura di cantieri di dicembre. In programma anche l’incontro bilaterale tra Usa e Cina a Washington. Il presidente cinese Hu Jintao è atterrato ieri per una visita di 4 giorni. Al centro dei colloqui ci sarà la rivalutazione dello yuan che l’occidente richiede a gran voce e che la Cina vuole implementare in modo molto graduale.

Valute: questa mattina il dollaro tocca i minimi da 8 settimane verso euro sulla speculazione che il recupero difficoltoso del settore immobiliare Usa e del mercato del lavoro ritardi il rialzo dei tassi da parte della Fed. Al contrario Trichet la scorsa settimana si era mostrato possibilista nei confronti di un rialzo qualora emergano pressioni inflattive. Per oggi la resistenza si colloca a 1,35. Il supporto a 1,3260 con livello intermedio a 1,3380.

Il dollaro ha perso terreno anche nei confronti dello yuan cinese e dello yen giapponese. Il dollaro/yen è sceso al di sotto del supporto (ora diventato resistenza) 82,30. Il livello successivo si colloca a 81,60. L’euro yen oggi trova un livello di resistenza a 111,15 ed il supporto a 109,60.

Materie Prime: chiusura di giornata mista per le principali materie prime. I rialzi maggiori hanno interessato il comparto agricolo, con le quotazioni del mais (+1,7%) che hanno raggiunto i livelli massimi da 30 mesi su speculazione di un possibile aumento delle importazioni cinesi. In lieve calo il greggio Wti (-0,2%) che continua però a rimanere saldamente sopra i 91 $/b. In calo i metalli industriali ad eccezione del rame che al Lme ha fatto segnare un nuovo record storico in chiusura. Positivi i metalli preziosi.

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