STRESS TEST: ECCO IL QUADRO CHE EMERGE

7 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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di WSI.

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è chiusa con tassi contrastati, in rialzo sul lungo termine ed in calo sul breve con un irripidimento della curva a 191 pb da 184 pb. A condizionare i mercati ieri è stata l’attesa per la riunione della Bce e per i risultati degli stress test in Usa di oggi.

In calo invece il differenziale sul decennale Italia-Germania sceso sotto i 110 pb. Sul fronte macro, sono stati pubblicati i dati finali dei Pmi servizi di aprile per l’intera area Euro che, pur rimanendo ancora abbondantemente sotto quota 50, hanno registrato un rialzo rispetto al preliminare portandosi ai massimi dallo scorso novembre.

In Germania l’asta sul titolo a 5 anni ha registrato una buona domanda con il bid-to-cover a 1,3. Oggi in calendario in Francia è attesa l’asta da 6,5-8 Mld€ di Oat a 8, 10, 20 anni e titoli a 2 anni. In Norvegia la banca centrale ha tagliato i tassi di interesse di 50 pb all’1,5%, si tratta del sesto taglio da ottobre 2008.

Oggi invece è attesa la riunione della Bce che dovrebbe ridurre il tasso di riferimento di 25 pb e soprattutto annunciare le nuove misure non convenzionali che dovrebbero garantire il funzionamento del mercato del credito. Su quest’ultimo punto la decisione si annuncia non facile con riferimento al contenuto delle manovre non convenzionali e soprattutto all’eventuale fissazione del livello dell’1% come limite per i prossimi mesi, come espressamente dichiarato dal presidente della Bundesbank, al contrario di quanto sostenuto invece da altri membri come ad esempio Orphanides.

In calendario anche la riunione della BoE che dovrebbe lasciare il tasso di riferimento invariato allo 0,5%. Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo sulla parte a lungo termine dopo la continuazione del rally dei mercati azionari. Ancora una volta il rialzo è stato determinato dai titoli finanziari, sulla scia delle attese degli operatori di risultati degli stress test meno negativi delle attese.

Ufficialmente i risultati saranno pubblicati questa sera a mercati chiusi ma le innumerevoli indiscrezioni apparse su diversi organi di stampa lasciano trasparire un quadro già abbastanza chiaro: 1) il totale delle ricapitalizzazioni richieste ammonterebbe a circa 67Mld$; 2) le banche che necessiterebbero di iniezioni di capitali sarebbero nell’ordine Bank of America (34Mld$), Wells Fargo (15Mld$), GMAC (11,5Mld$), Citigroup (5Mld$) e Morgan Stanley (circa 1,5Mld$). Le rimanenti 14 banche non avrebbero invece bisogno di ricapitalizzazioni.

E’ stato soprattutto l’ammontare ipotizzato per Citigroup, nettamente inferiore a quanto atteso da diversi analisti, a supportare il titolo che ieri in borsa ha guadagnato circa il 16%. Dall’altro lato i dati macro continuano a risultare mediamente migliori delle attese: tra questi ultimi il report sull’andamento occupazionale redatto da Adp secondo cui i posti di lavoro persi (ad esclusione del comparto governativo) sarebbe stato pari a 491.000 nel mese di aprile, un dato in assoluto ancora molto elevato ma inferiore rispetto ai circa 600.000 attesi sia con riferimento al dato in esame sia in relazione alla variazione degli occupati non agricoli, in pubblicazione domani. Nel breve il primo livello di resistenza sul decennale si colloca a 3,25%.

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Valute: Dollaro in recupero verso Euro questa mattina, ricollocandosi sotto la soglia di 1,33. Nelle imminenze della riunione della Bce il Dollaro ha perso la tipica correlazione con l’andamento dei mercati azionari. Gli operatori sono piuttosto concentrati sulle decisioni della Bce soprattutto in tema di manovre non convenzionali, tra cui l’allungamento delle operazioni di rifinanziamento fino a 12 mesi. Gli operatori tendono ad associare all’Euro il comportamento del Dollaro dopo l’annuncio del quantitative easing della Fed lo scorso 18 marzo, quando il Dollaro registrò un marcato deprezzamento. L’entità delle decisioni che la Bce potrebbe oggi adottare, potrebbe essere comunque non paragonabile a quello della Fed ma sarà importante verificare soprattutto l’entità dell’apertura ad ulteriori manovre in futuro. Nel breve il primo supporto di rilievo si colloca a 1,32. Yen poco mosso nel corso della notte nonostante il ritorno degli operatori giapponesi dopo i 3 giorni di festività ed il forte rialzo del Nikkei. Verso Euro confermiamo i livelli citati ieri: la resistenza si colloca a 132,90, i supporti a 129,90 e 128,90.

Materie prime: giornata positiva per le materie prime. Tra i migliori segnaliamo il gas naturale (+7,5%) su aspettative che il momento peggiore della recessione sia terminato. Sui massimi del 2009 il greggio Wti (+4,6%) grazie al rialzo delle scorte Usa minore delle attese (605.000 verso 2,5Mln previsti). Tra i metalli industriali i migliori sono stati il nichel (+5,8%) ed il rame (+4,7%). Positivi anche i metalli preziosi guidati dall’argento (+2,2%). Lievi rialzi per gli agricoli. Infine in rialzo i suini (+5,2%) dopo il maggiore aumento degli acquisti da parte delle aziende Usa negli ultimi 7 anni a causa del prezzo della carne calato ai minimi del 2009.

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