Stress test: Bce boccia 9 banche italiane. Mps e Carige a rischio

26 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Bce boccia 25 banche europee, tra queste anche Mps e Carige. Sono i risultati degli stress test sulla verifica di solidità degli istituti finanziari in Europa condotti su 131 istituti europei. Dodici delle 25 banche europee che non hanno passato gli stress test della Bce hanno già varato misure di rafforzamento del capitale. Montepaschi ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2.111 milioni, mentre a Carige servono altri 814 milioni per superare lo scenario avverso degli stress test Bce. Lo comunica Bankitalia

[LEGGI COMUNICATO INTEGRALE di BANCA D’ITALIA].

Le banche italiane che non hanno passato lo stress test Bce sono:

Monte dei Paschi di Siena, Carige, Banca Popolare di Milano, Popolare di Vicenza, Bper, Banco Popolare, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Veneto Banca

La lista completa in ordine alfabetico delle maggiori 15 banche italiane sottoposte a stress test era la seguente:

1) Banco Popolare
2) Banca Popolare Dell’Emilia Romagna
3) Banca Popolare Di Milano
4) Banca Popolare di Sondrio
5) Banca Popolare di Vicenza
6) Banca Carige
7) Credito Emiliano
8) Banca Piccolo Credito Valtellinese
9) Iccrea
10) Intesa Sanpaolo
11) Mediobanca
12) Banca Monte dei Paschi di Siena
13) Unione Di Banche Italiane
14) UniCredit
15) Veneto Banca

Carige, cda decide aumento capitale per 500 mln – Il cda di Carige ha approvato all’unanimità il Capital Plan che verrà sottoposto all’approvazione Bce che prevede la copertura dello shortfall tramite un aumento di capitale per un importo non inferiore a 500 milioni garantito da Mediobanca ed altre operazioni di asset disposal. Tra le altre operazioni Carige elenca la dismissione delle attività del Gruppo operanti nel comparto assicurativo, nei settori del private banking e credito al consumo, oltre a economie di scala da realizzarsi con l’aggregazione delle controllate.

Panetta (Bankitalia), risultati nel complesso rassicuranti – Il risultato dei test Bce è per l’Italia “nel complesso rassicurante, per noi non inatteso. Dà l’immagine di un sistema bancario nel complesso solido”, anche se “occorre proseguire nelle azioni intraprese in alcuni casi”. Lo ha detto Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia e membro del comitato di sorveglianza Bce.

Tesoro: carenze banche italiane coperte da mercato – Il Ministro del Tesoro “confida che le residue carenze patrimoniali” delle banche italiane nello stress test della Bce “saranno coperte con ulteriori operazioni di mercato, e che la trasparenza assicurata dal Comprehensive Assessment permetterà di portarle a compimento agevolmente.”

Per Italia record negativo in Europa – Le banche italiane hanno subito la svalutazione dei propri attivi più forte fra gli istituti europei dalla asset quality review della Bce. Lo si legge in una nota, che indica in 12 miliardi di euro (3,5% degli asset) la correzione. Seconda la Grecia con 7,6 miliardi. La Germania è a 6,7 miliardi di riduzione.

Le bocciate hanno due settimane per presentare piani – Entro due settimane le banche che non hanno superato lo stress test della Bce dovranno presentare i piani per la ricapitalizzazione. E’ quanto informa la Bce secondo cui 12 delle 25 banche hanno già coperto 15 miliardi di carenza capitale nel 2014. Per le altre scatta la necessità di approntare misure.

Banca Popolare di Vicenza e la Popolare di Milano per le quali la Bce aveva individuato carenze di capitale si sono salvate grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale aggiuntive varate. Lo informa la Banca d’Italia secondo la quale i 233 milioni e i 166 rispettivamente mancanti sono stati coperti da misure aggiuntive.

Bankitalia: ‘Confermata solidità sistema’ – “I risultati confermano la solidità complessiva del sistema bancario italiano, nonostante i ripetuti shock subiti dall’economia italiana negli ultimi sei anni: la crisi finanziaria mondiale, la crisi dei debiti sovrani, la doppia recessione”. E’ quanto afferma la Banca d’Italia. (ANSA)

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Sono arrivate le pagelle della Bce. Le banche italiane che hanno fallito i temuti «stress test» sono nove, fra esse a sole 4 viene chiesto di ricapitalizzare, ma anche su questo bisogna fare la tara. Per Montepaschi la carenza è di 2,1 miliardi (che peraltro Bankitalia riduce a 1,35 miliardi, come spiegato più avanti) e per Banca Carige di 814 milioni. La Cassa genovese ha reagito immediatamente annunciando un aumento di capitale fino a 650 milioni. In teoria anche Banca Popolare di Vicenza è carente (per 233 milioni) e così Banca Popolare di Milano (166 milioni) ma di fatto si sono già messe al sicuro con operazioni dell’ultimo minuto. Ancora più tranquilla, nonostante la bocciatura formale, la situazione delle altre cinque banche italiane nel mirino.

La Banca d’Italia precisa che la bocciatura di Mps e Carige è avvenuta «solo per lo stress test nello scenario avverso», cioè nell’ipotesi dello scenario peggiore (il test ne contemplava diversi, fino a quello di una crisi acuta del genere del 2011). La stessa Bankitalia sottolinea che i risultati dei test «confermano la solidità complessiva del nostro sistema». Promozione piena per i due pesi massimi italiani Unicredit e Intesa Sanpaolo: l’esame della Bce evidenzia un’eccedenza di capitale rispettivamente di 8,7 e 10,8 miliardi.

C’è anche un motivo per cui il risultato italiano degli stress test è peggiore della media europea: spiega Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia, che «per l’Italia si ipotizza uno scenario sfavorevole in termini di crescita. E le condizioni iniziali contano molto».

Per citare tutti i numeri: le banche italiane che presentano carenze di capitale sono nove e avrebbero bisogno di 9,7 miliardi. Ma questo dato ufficiale era valido al 31 dicembre scorso. Tenuto conto degli aumenti di capitale avvenuti fra gennaio e settembre il fabbisogno scende a soli 3,3 miliardi. Le ulteriori operazioni decise dalle Popolari di Vicenza e Milano tagliano ulteriormente la necessità di ricapitalizzazione. Anzi adesso le due banche hanno addirittura un’eccedenza di capitale, rispettivamente di 30 e di 713 milioni.

Una precisazione anche su Mps: la Banca d’Italia spiega che il fabbisogno complessivo indicato dalla Bce è di 2,111 miliardi ma non tiene conto del residuo dei Monti Bond; tenendone invece conto la carenza di capitale scende a 1,35 miliardi. Ancora Bankitalia su Mps: «Sono stati conseguiti importanti risultati, in particolare sul piano della razionalizzazione organizzati e dell’abbattimento dei costi».

Il Monte dei Paschi annuncerà a breve le misure da presentare entro 15 giorni e da realizzare entro i prossimi nove mesi per rispondere ai rilievi della Bce. Un cda straordinario presieduto da Alessandro Profumo si è già riunito sabato per deliberare sulle misure, restano da verificare le ulteriori mosse. Il Ministro del Tesoro «confida che le residue carenze patrimoniali delle banche italiane saranno coperte con ulteriori operazioni di mercato», e la Carige ha risposto annunciando un aumento di capitale fra i 500 e i 650 milioni.

In tutta Europa sono 25 le banche bocciate in base alla valutazione complessiva di Francoforte, i cosiddetti «stress test». La carenza di capitale è di 24,6 miliardi. Ma 12 di queste 25 banche hanno già coperto queste carenze con aumenti di capitale per un totale di 15 miliardi nel 2014. Ne restano 13 con una carenza di capitale totale di 9,5 miliardi. Tutte le banche che presentano «shortfall» di capitale «devono preparare piani di ricapitalizzazione entro due settimane dall’annuncio dei risultati», e cioè da oggi, e avranno fino a un massimo di nove mesi per coprire queste carenze patrimoniali.

Le banche italiane hanno subito la svalutazione dei propri attivi più forte fra gli istituti europei dalla Asset quality review della Bce. Una nota indica in 12 miliardi di euro (3,5% degli asset) la correzione. Seconda è la Grecia con 7,6 miliardi e terza la Germania con 6,7 miliardi di riduzione.

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La valutazione approfondita della Bce ha rilevato una carenza patrimoniale di 25 miliardi di euro per 25 istituti: in 12 (Cooperative Central Bank, Bank of Cyprus, Veneto Banca, Banco Popolare, Piraeus Bank, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio, Munchener Hypothekenbank, Axa Bank Europe, Crh, Bper e Liberbank) delle 25 banche la carenza patrimoniale è già stata coperta con aumenti di capitale pari a 15 mld di euro nel 2014. Ne restano 13 che dovranno ancora ricapitalizzare: Mps (short fall di 2,11 mld), Eurobank (1,76 mld), Banco Comercial Portugues (1,15 mld), National Bank of Greece (0,93 mld), Banca Carige (0,81 mld), Oesterreichischer Volksbanken-Verbund (0,86), Permanent tsb (0,85), Dexia (0,34), Hellenic Bank (0,18), Nova Ljubljanska banka (0,03), Nova Kreditna Banka Maribor (0,03). Nelle tredici figurano anche Bpm (0,17 mld) e Banca Popolare di Vicenza (0,22) che comunque hanno già provveduto con misure aggiuntive.

Gli istituti che presentano carenze sono tenuti a predisporre piani patrimoniali entro due settimane dall’annuncio dei risultati. Per colmare le carenze di capitale le banche avranno fino a nove mesi di tempo. Questo esercizio, articolato in un esame della qualità degli attivi (asset quality review, AQR) e in una prova di stress prospettica delle banche, “unico e rigoroso – ha commentato il vicepresidente della Bce, Vítor Constâncio- costituisce un importante traguardo nel quadro dei preparativi per il Meccanismo di vigilanza unico, che diverrà pienamente operativo a novembre”. Questo accurato esame, “senza precedenti”, effettuato sulle posizioni delle maggiori banche, aggiunge Constancio, “rafforzerà la fiducia del pubblico nel settore bancario. Individuando i problemi e i rischi, contribuirà a correggere i bilanci e ad accrescere la tenuta e la solidità delle banche. Ciò dovrebbe agevolare una maggiore erogazione di prestiti in Europa, promuovendo la crescita economica”.

L’AQR, rileva la Bce, ha evidenziato che a fine 2013 il valore contabile degli attivi bancari deve essere corretto per un ammontare di 48 miliardi di euro, che confluirà nei bilanci o nei requisiti prudenziali delle banche. Inoltre, sulla base di una definizione standard di esposizioni deteriorate, ossia non performing (scadute da 90 giorni oppure oggetto di una riduzione durevole di valore o in stato di default), l’esame ha messo in luce che tali esposizioni bancarie sono aumentate di 136 miliardi di euro, portandosi in totale a 879 miliardi.La valutazione approfondita ha inoltre rilevato che lo scenario avverso ridurrebbe di circa 263 miliardi di euro il capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, CET1) delle banche, ossia il capitale di massima qualità destinato all’assorbimento delle perdite che misura la solidità finanziaria delle stesse. Ciò darebbe luogo a una diminuzione della mediana del coefficiente di CET1 di 4 punti percentuali, dal 12,4% all’8,3%. Tale diminuzione è più elevata rispetto agli esercizi analoghi precedenti, indice del rigore dell’esercizio attuale.

Questo esercizio, ha sottolineato Daniéle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza, “è un ottimo primo passo nella giusta direzione. Ha richiesto un impegno straordinario e notevoli risorse da parte di tutti i soggetti coinvolti, fra cui le autorità nazionali dei paesi dell’area dell’euro e la Bce. Ha accresciuto la trasparenza nel settore bancario, individuando negli enti creditizi e nel sistema gli ambiti che necessitano di miglioramenti”. La valutazione approfondita, ha rilevato, “ci ha consentito di operare un confronto tra banche indipendentemente dai confini nazionali e dai modelli imprenditoriali; gli esiti della valutazione ci permetteranno di acquisire conoscenze e pervenire a conclusioni per la vigilanza in futuro”.

In seguito all’annuncio dell’esercizio nel luglio 2013, le maggiori 30 banche partecipanti hanno intrapreso varie misure, fra cui aumenti di capitale per 60 miliardi di euro, al fine di rafforzare i loro bilanci per un totale di oltre 200 miliardi. Tali misure, effettuate in preparazione alla valutazione approfondita, rientrano nei più ampi esiti dell’esercizio, conclusosi con successo. Alcuni interventi intrapresi nel 2013 hanno limitato le insufficienze rilevate dalla valutazione approfondita, altri adottati nel 2014 potranno essere considerati ai fini della copertura delle carenze patrimoniali. (AdnKronos)

STRESS TEST, COMUNICATO STAMPA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

26 ottobre 2014 – L’analisi approfondita della BCE evidenzia che le banche devono assumere ulteriori misure

Risultati essenziali della valutazione approfondita sulle 130 maggiori banche dell’area dell’euro:

Sono state individuate carenze patrimoniali pari a 25 miliardi di euro per 25 banche partecipanti.

Il valore degli attivi bancari deve essere corretto per 48 miliardi di euro, di cui 37 miliardi non hanno generato carenze patrimoniali.

La carenza di 25 miliardi di euro e l’aggiustamento del valore degli attivi pari a 37 miliardi implicano un impatto complessivo sulle banche di 62 miliardi.

Sono stati rilevati ulteriori 136 miliardi di euro di esposizioni deteriorate.

Lo scenario avverso della prova di stress diminuirebbe il capitale delle banche di 263 miliardi di euro, riducendo la mediana del coefficiente di CET1 di 4 punti percentuali, dal 12,4% all’8,3%.

L’esercizio assicura un elevato livello di trasparenza, coerenza e parità di trattamento.

Questo rigoroso esercizio rappresenta una pietra miliare per il Meccanismo di vigilanza unico, che avrà inizio a novembre.

La Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato oggi i risultati di un esame approfondito, durato un anno, sulla tenuta e sulle posizioni delle 130 maggiori banche dell’area dell’euro al 31 dicembre 2013.

Vítor Constâncio, Vicepresidente della BCE, ha dichiarato: “Questo esercizio, unico e rigoroso, costituisce un importante traguardo nel quadro dei preparativi per il Meccanismo di vigilanza unico, che diverrà pienamente operativo a novembre. Questo accurato esame, senza precedenti, effettuato sulle posizioni delle maggiori banche rafforzerà la fiducia del pubblico nel settore bancario. Individuando i problemi e i rischi, contribuirà a correggere i bilanci e ad accrescere la tenuta e la solidità delle banche. Ciò dovrebbe agevolare una maggiore erogazione di prestiti in Europa, promuovendo la crescita economica.”

La valutazione approfondita – articolata in un esame della qualità degli attivi (asset quality review, AQR) e in una prova di stress prospettica delle banche – ha rilevato una carenza patrimoniale di 25 miliardi di euro per 25 istituti. In 12 delle 25 banche la carenza patrimoniale è già stata coperta con aumenti di capitale pari a 15 miliardi di euro nel 2014. Gli istituti che presentano carenze sono tenuti a predisporre piani patrimoniali entro due settimane dall’annuncio dei risultati. Per colmare le carenze di capitale le banche avranno fino a nove mesi di tempo.

L’AQR ha evidenziato che a fine 2013 il valore contabile degli attivi bancari deve essere corretto per un ammontare di 48 miliardi di euro, che confluirà nei bilanci o nei requisiti prudenziali delle banche. Inoltre, sulla base di una definizione standard di esposizioni deteriorate, ossia non performing (scadute da 90 giorni oppure oggetto di una riduzione durevole di valore o in stato di default), l’esame ha messo in luce che tali esposizioni bancarie sono aumentate di 136 miliardi di euro, portandosi in totale a 879 miliardi.

La valutazione approfondita ha inoltre rilevato che lo scenario avverso ridurrebbe di circa 263 miliardi di euro il capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, CET1) delle banche, ossia il capitale di massima qualità destinato all’assorbimento delle perdite che misura la solidità finanziaria delle stesse. Ciò darebbe luogo a una diminuzione della mediana del coefficiente di CET1 di 4 punti percentuali, dal 12,4% all’8,3%. Tale diminuzione è più elevata rispetto agli esercizi analoghi precedenti, indice del rigore dell’esercizio attuale.

“Questo esercizio è un ottimo primo passo nella giusta direzione. Ha richiesto un impegno straordinario e notevoli risorse da parte di tutti i soggetti coinvolti, fra cui le autorità nazionali dei paesi dell’area dell’euro e la BCE. Ha accresciuto la trasparenza nel settore bancario, individuando negli enti creditizi e nel sistema gli ambiti che necessitano di miglioramenti” ha affermato Danièle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza. “La valutazione approfondita ci ha consentito di operare un confronto tra banche indipendentemente dai confini nazionali e dai modelli imprenditoriali; gli esiti della valutazione ci permetteranno di acquisire conoscenze e pervenire a conclusioni per la vigilanza in futuro.”

In seguito all’annuncio dell’esercizio nel luglio 2013, le maggiori 30 banche partecipanti hanno intrapreso varie misure, fra cui aumenti di capitale per 60 miliardi di euro, al fine di rafforzare i loro bilanci per un totale di oltre 200 miliardi. Tali misure, effettuate in preparazione alla valutazione approfondita, rientrano nei più ampi esiti dell’esercizio, conclusosi con successo. Alcuni interventi intrapresi nel 2013 hanno limitato le insufficienze rilevate dalla valutazione approfondita, altri adottati nel 2014 potranno essere considerati ai fini della copertura delle carenze patrimoniali.

Valutazione approfondita

La valutazione approfondita, che ha integrato le componenti dell’AQR e della prova di stress, era intesa a rafforzare i bilanci delle banche, accrescere la trasparenza e promuovere la fiducia. Le 130 banche esaminate rappresentavano 22.000 miliardi di euro di attività, pari all’82% degli attivi bancari totali nell’area dell’euro. La valutazione è stata condotta conformemente al regolamento e alla direttiva dell’UE sui requisiti patrimoniali in vigore (CRR/CRD IV), che prevedono alcune discrezionalità nazionali. Tali discrezionalità possono determinare differenze – come nel caso della definizione di capitale – che si ridurranno gradualmente nel corso dei prossimi anni con il progressivo venir meno delle disposizioni transitorie nella normativa pertinente. La BCE riconosce l’esigenza di migliorare la coerenza della definizione di capitale e della sua qualità. La vigilanza bancaria della BCE affronterà il tema in via prioritaria.

AQR

L’AQR, condotta dalla BCE e dalle autorità nazionali competenti (ANC), ha esaminato l’adeguatezza della valutazione degli attivi iscritti nei bilanci delle banche al 31 dicembre 2013. La comparabilità delle banche oltre i confini nazionali è stata assicurata dall’applicazione di definizioni comuni per concetti inizialmente disomogenei e da una metodologia uniforme per l’analisi dei bilanci. Oltre 6.000 esperti in tutto il Meccanismo di vigilanza unico (MVU) hanno esaminato nel dettaglio più di 800 singoli portafogli, svolgendo fra l’altro un’analisi accurata della qualità dei crediti di 119.000 debitori verso le banche. L’esame fornisce alla BCE informazioni significative sulle banche che saranno sottoposte al regime di vigilanza diretta e si affianca agli sforzi profusi per creare in futuro un contesto di parità di condizioni in seno alla vigilanza.

Prova di stress

La prova di stress è stata condotta dalle banche partecipanti, dalla BCE e dalle ANC in collaborazione con l’Autorità bancaria europea (ABE), che ne ha anche definito la metodologia. Lo scenario avverso, invece, è stato sviluppato dal Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) in collaborazione con le ANC, l’ABE e la BCE. Nello scenario di base alle banche è stato richiesto di detenere un coefficiente minimo di CET1 dell’8% (come per l’AQR), mentre nello scenario avverso il coefficiente era pari al 5,5%. La prova di stress non si configura come previsione di eventi futuri, ma come esercizio prudenziale inteso a verificare la capacità delle banche di superare situazioni di maggiore debolezza economica; le banche sono state incoraggiate a elaborare proiezioni prudenti da sottoporre ad analisi critica sulla base di requisiti rigorosi di assicurazione della qualità. Un elemento di novità è rappresentato dal fatto che le informazioni acquisite nell’AQR sono state integrate nei bilanci bancari di partenza e nelle relative proiezioni della prova di stress.

Comunicazione per singola banca

Nei 130 schemi relativi alle singole banche la BCE distingue tra le carenze patrimoniali individuate in sede di AQR e quelle determinate dallo scenario di base e dallo scenario avverso della prova di stress. La valutazione approfondita integra le due voci. Gli schemi, inoltre, forniscono ulteriori informazioni importanti sulle singole banche, riguardanti ad esempio le emissioni di strumenti di capitale già effettuate nel 2014. I risultati integrali della prova di stress vengono pubblicati anche dall’ABE. Il rapporto aggregato contenente gli esiti completi dell’esercizio per tutte le banche è reperibile all’indirizzo:

http://www.ecb.europa.eu/ssm/assessment/html/index.en.html.