Stress test banche europee: atto II

8 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

SIENA- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso la sessione poco variati sia sul comparto governativo sia swap, a fronte di un calo dei listini azionari. Sul monetario è continuato il rialzo del tasso Euribor tre mesi fissato a 1,172% da 1,162%. Nel frattempo i prestiti overnight presso Bce si confermano stabili su livelli fisiologici, pari ieri a circa 300Mln€ dal precedente circa 760Mln€. La scorsa settimana inoltre la Bce non ha effettuato acquisti di bond.

L’attenzione degli operatori è ora tutta focalizzata sulla riunione di venerdì in cui i leader e capi di stato discuteranno di misure contro la crisi del debito e della questione Libia e Nord Africa. Intanto il commissario agli Affari economici e monetari Rehn ha dichiarato che ci sono buoni motivi per ridurre il tasso di interesse sui prestiti concessi a Irlanda e Grecia.

Trichet alla fine della riunione della banca dei regolamenti internazionali ha rimarcato come il forte aumento dei prezzi delle materie prime pongano un rischio di un aumento dell’inflazione, già evidente fra i paesi emergenti. A coloro che gli hanno chiesto se la Fed stia tenendo i tassi troppo bassi ha risposto che tra le banche centrali vi è “una solida unità di intenti”, ma ciò non significa che tutti prendono le stesse decisioni.

Il quotidiano tedesco Handelsblatt ha riportato alcune indiscrezioni sugli stress test a cui saranno sottoposte le banche europee. In particolare, secondo il quotidiano, ci saranno due scenari: il primo basato sulle proiezioni della commissione europea per crescita ed inflazione, il secondo il peggioramento della crisi del debito sovrano.

L’ultima simulazione prevede una contrazione nel 2012 dello 0,2% ed un forte calo del settore immobiliare. Sul fronte dell’offerta oggi l’Olanda emetterà fino a 3,5 Mld€ di bond 2014 e la Grecia 1,25 Mld€ di bills. In mattinata la Spagna ha annunciato un’emissione sindacata sul titolo a 15 anni.

Negli Usa inizio di settimana con tassi di mercato governativi sostanzialmente stabili su tutta la curva in un contesto di ribasso dei listini azionari. Gli operatori rimangono focalizzati sull’evoluzione della crisi libica da cui giungono segnali contrastanti. Le ultime notizie di stampa fanno riferimento alla possibilità di dimissioni di Gheddafi che però non sarebbero accettate dai ribelli. Allo stesso tempo la Nato sarebbe pronta ad intervenire.

I titoli più penalizzati ieri sono stati quelli legati al settore tecnologico e materie prime. Sul fronte Fed, continua il dibattito sull’ipotesi di estensione o meno del piano di acquisto di asset. Tra coloro che non escludono questa possibilità, oltre a Bernanke, ieri si è inserito anche Lockhart (membro non votante), pur precisando di essere molto cauto su tale possibilità. Fisher ha invece confermato la sua opposizione.

Si tratta verosimilmente delle ultime dichiarazioni da parte di membri Fed prima dell’usuale pausa ad una settimana dal prossimo incontro Fed (15 marzo). Sul fronte macro, il credito al consumo di gennaio è risultato in rialzo per il quarto mese consecutivo, trainato dalla componente non revolving (soprattutto prestiti per l’acquisto di auto).

Valute: dollaro in apprezzamento verso euro sulla scia del calo del prezzo del greggio. Il cross negli ultimi giorni ha perso parte della correlazione con il differenziale dei tassi Usa-Germania: il forte allargamento di quest’ultimo ha comportato un deprezzamento meno che proporzionale del dollaro. Il driver rimane nel breve ancora l’evoluzione della situazione geopolitica.

Il primo supporto rilevante di breve è in prossimità di 1,3890.Yen in deprezzamento vs dollaro ed euro durante la notte grazie al rialzo dei listini asiatici. Sui rispettivi cross restano validi i livelli segnalati ieri. Verso dollaro il supporto da monitorare questa settimana si colloca a 81,60. La resistenza più vicina passa da area 83. Verso euro il cross trova un livello di resistenza a 116. Il supporto più vicino si colloca a 114,55, seguito da un’area più significativa presso 113,70. Deprezzamento dello yuan cinese vs dollaro. Questa mattina Reuters ha segnalato che la banca centrale cinese avrebbe deciso di eliminare gli incrementi punitivi sulla riserva obbligatoria precedentemente imposti ad alcune banche grazie al miglioramento del controllo sugli impieghi di febbraio.

Materie Prime: questa mattina il petrolio è in calo con il greggio Wti presso soglia 104$/b dopo che Al-Jazeera ha citato una proposta di abbandono di Gheddafi in cambio di immunità. I ribelli avrebbero però respinto l’offerta. Secondo Ft, da aprile altri paesi Opec potrebbero seguire l’Arabia aumentando la produzione. In restringimento lo spread Wti-Brent calato sotto i 10$/barile. Tra gli energetici in rialzo il gas naturale (+3,1%). Vendite sui metalli industriali guidati da nichel (-4,6%) e rame (-4%). Prosegue il rialzo dei preziosi, in particolare con l’argento (+1,5%) salito oltre i 36$/oncia. Tra gli agricoli acquisti sul caffè (+3%) ai massimi da 14 anni, in calo il grano (-3,9%).

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