STRATEGIE DI TRADING PER L’ELEZIONE USA 2000

10 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

In un momento cosi’ surriscaldato e volatile come quello dell’attuale elezione presidenziale Usa, e’ importante che gli investitori tengano in mente una serie di fattori chiave per la compravendita dei titoli.

Innanzitutto, e’ estremamente rischioso acquistare titoli in occasione di un rally o vendere titoli immediatamente dopo forti perdite del mercato. Questo perche’ reazioni di questo tipo sono esclusivamente di natura temporanea.

Storicamente, il mercato include gia’ nei prezzi il possibile esito di un’elezione prima che gli investitori individuali abbiano la possibilita’ di emettere un ordine di compravendita. Una volta che gli ordini sono stati emessi (e il rapporto di domanda e offerta viene di conseguenza equilibrato), il trend di mercato dovrebbe delinerasi con piu’ precisione.

Per esempio, al momento dell’elezione del predidente Woodrow Wilson (1912), il mercato azionario era molto forte. Ma subito dopo che l’emissione degli ordini di compravendita fu completata, il mercato entro’ in una fase discendente.

Tornando a noi, se consideriamo la debolezza che ha mostrato il mercato Usa nell’attuale periodo pre-elettorale, e’ realistico aspettarsi che il trend ribassista continui anche dopo l’annuncio finale dell’esito elettorale.

I risultati finali di questa elezione dovrebbero essere comunicati il prossimo 17 novembre. Fino ad allora, il mercato rischia di rimanere nel limbo.

La strategia migliore e’ aspettare i prossimi segnali operativi sufficientemente chiari per capire se il trend si invertira’ o no.

Bisogna considerare che sono molti i titoli azionari che recentemente hanno registrato perdite consistenti in termini di volume e in un clima di alta volatilita’. Il che indica l’opportunita’ per gli investitori di abbandonare le proprie posizioni per giocare al ribasso.

Inoltre, il flusso degli investimenti non indica nessuna tendenza all’accumulo di capitale sul mercato. Il che fa pensare che gli hedge funds e i fondi di investimento piu’ tradizionali abbiano deciso di alleggerire il portafoglio per evitare di scontare le fluttuazioni imprevedibili della volatilita’ di questi giorni.

Bisogna anche considerare che le eruzioni vulcaniche del Nasdaq negli ultimi tempi hanno agito come forza distruttiva sui trend di lungo periodo, e questo non verra’ certamente cambiato dall’esito dell’elezione.

Molti titoli hanno completamente invertito il proprio trend rialzista e ora si trovano a minimi storici inferiori alla quotazione del collocamento. Per esempio, nell’aprile del 1999 Priceline (PCLN) veniva trattata a $165. Ora si trova a $3,34. Passera’ lungo tempo prima che questi titoli riescano a riprendersi. E anche quando si riprenderanno, la rimonta sara’ molto piu’ lenta del primo trend di rialzo.

La scorsa estate vi abbiamo avvertito che il Nasdaq si trovava su una rotta di intensa volatilita’. Ora confermiamo la nostra posizione. Da quando ha rotto il livello di supporto dei 3.600 punti, il tabellone elettronico si trova in forte difficolta’ a rimontare oltre questo livello.

Cosa significa per gli investitori? Che fino a quando il Nasdaq si trova al di sotto della barriera dei 3600 punti, il trend ribassista rimane intatto e la volatilita’ continuera’ a ritmi intensi.

Bisognera’ dunque tenere d’occhio alcuni titoli chiave come Cisco Systems (CSCO), America Online (AOL), Microsoft (MSFT) e Broadcom (BRCM). Questi titoli stanno testando critici livelli di trading. Se questi livelli dovessero essere violati al ribasso, potrebbero trascinare al calo con se’ interi settori. Questo, ovviamente, nel breve periodo.

Dal punto di vista del lungo periodo, il trend rialzista rimane intatto per i prossimi anni.

Infine, una considerazione di lungo respiro.

In futuro ci saranno numerosi cambiamenti di natura politica, sociale e tecnologica che avranno indubbie ripercussioni sull’economia e sul mercato. Ogni cambiamento in questi settori influisce sempre sul mercato.

Ma e’ essenziale rimanere flessibili e saper gestire i fattori di rischio. Per esempio, nel medio termine (un anno da ora) e’ realistico aspettarsi un flusso dei capitali nei titoli non ciclici come molti di quelli inclusi nell’indice Dow Jones. Piu’ in la’ nel tempo, il settore high-tech dovrebbe sperimentare una nuova, seconda fase di crescita.

Quando il Nasdaq avra’ finito la fase di corezione, sara’ bene puntare a un nuovo ciclo di crescita che potrebbe esere ancora piu’ sostenuto di quello appena passato.

Per una copertura completa vedi ELEZIONI USA:
SPECIALE WALL STREET ITALIA

Michele Mondiello
Chief Market Analyst
Wall Street Italia