Stop fondi ai partiti. E spunta il “bonus mobili”

31 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Oggi il cdm farà un ulteriore passo avanti con la conferma della proroga delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione delle case…”.

Lo ha detto il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta a Radio Anch’io, dando l’ok per certo: “politicamente è deciso, poi spetta al cdm”.

BARETTA, SUBITO DELEGA E FEDERALISMO, ENTRO L.STABILITA’ – Delega fiscale e riprendere il lavoro sul federalismo fiscale: sono queste le due priorità del Governo in materia fiscale. Lo ha indicato il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta a Radio Anch’io. “Partire da queste due cose subito in modo da arrivare alla legge di stabilità con la possibilità di provvedimenti effettivamente incisivi”, ha detto.

_______________
di Marco Galluzzo
ROMA (WSI) – A meno di imprevisti il Consiglio dei ministri dovrebbe oggi approvare il disegno di legge che abolisce il finanziamento pubblico dei partiti. Non avrà vita facile in Parlamento, è una sorta di salto nel buio per l’organizzazione classica dei partiti così come li conosciamo, costringerà Pd e Pdl, più di altri, a ripensarsi: in termini di sedi, strutture e anche di personale.

IL TESTO – Dicono a Palazzo Chigi che il testo sarà snello, poco più di una decina di articoli, in grado di ripensare il sistema, aprendo alle erogazioni dirette dei cittadini e affidando ad essi la decisione di finanziare omeno i partiti.

Riprenderà le norme dell’anno scorso, molto severe in termini di trasparenza dei bilanci e introdurrà la possibilità di destinare una quota della dichiarazione dei redditi, molto probabilmente fissata al 2 per mille. In ogni caso dovrà essere strutturato per resistere alle tensioni che in Parlamento inevitabilmente accenderà. Meno saranno gli articoli, minori saranno anche le occasioni di emendamenti e cambiamenti.

PRESSING – Il disegno di legge del governo, su cui ancora ieri sera il sottosegretario Patroni Griffi e i ministri Franceschini e Quagliariello stavano lavorando, è una delle promesse di Letta, fa parte del programma su cui il Parlamento ha votato la fiducia.

Ed è divenuto in qualche modo improcrastinabile, anche per le critiche d’immobilismo rivolte da Renzi all’esecutivo, oltre che per la sfida costante sull’argomento da parte del movimento di Grillo. Negli ultimi giorni sembra siano arrivati a Palazzo Chigi progetti alternativi, suggerimenti cortesi e insistenti di modificare o alleggerire il taglio di risorse: nel governo non lo negano, accreditano non poche tensioni rimaste sotto traccia e l’immagine di un Letta che ha respinto l’assalto dei tesorieri (forse più del suo partito, certamente più «pesante» del Pdl) e di tutti coloro che avrebbero cercato di mitigare gli effetti dell’abolizione.

IN PARLAMENTO – Di certo, quando il testo arriverà in Parlamento, vi si scaricheranno tutte le tensioni interne ai due partiti di maggioranza. Ieri il Pd ventilava la cassa integrazione per i suoi dipendenti, mentre il Pdl parlava apertamente di licenziamenti in vista.

Non dovrebbero essere a rischio i finanziamenti pregressi già ottenuti: il testo prevede che i fondi del 2013 arrivino regolarmente a luglio; l’eliminazione dall’oggi al domani aprirebbe di sicuro molti contenziosi.

Dal 2014 dovrebbe partire un periodo di transizione di 3 anni, in ognuno dei quali si dimezzano i finanziamenti. Dal 2017 entrerà a regime il nuovo sistema.

Anche sui bonus per l’edilizia dovrebbe arrivare oggi il via libera da parte del governo. La proroga per entrambi gli incentivi, sia per le ristrutturazioni che per le riqualificazioni energetiche, sarebbe di sei mesi e la copertura dovrebbe essere stata trovata.

Una novità a sorpresa potrebbero essere gli sgravi anche per chi intende rinnovare i mobili di casa. Entrambi gli incentivi dovrebbero essere spalmati su dieci anni.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved