STIPENDI PUBBLICI, AI MAGISTRATI GLI AUMENTI PIU’ VISTOSI

16 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 16 mag – Le retribuzioni medie pro capite nel quadriennio 2002-2005 registrano, nei diversi comparti del lavoro pubblico, incrementi compresi tra il 12% ed il 16%. Ma l’incremento della spesa per gli stipendi è stato del 26,2% per i magistrati, del 21,4% per i docenti universitari, del 21% per i diplomatici, del 19,8% per le forze di polizia. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico per gli anni 2003, 2004 e 2005. I dati elaborati dalla Corte provengono in massima parte dai conti annuali della Ragioneria generale dello Stato e riguardano oltre 10 mila enti. La Corte rileva, in premessa, che “la spesa per i dipendenti pubblici è cresciuta, a ritmi elevati, negli ultimi anni e il suo contenimento deve costituire una priorità delle politiche retributive, per gli effetti che si proiettano sulla finanza pubblica e sul sistema economico in cui è inserito il nostro Paese”. Dopo aver messo in rilievo gli aspetti distorsivi causati dal ritardo nella stipula dei contratti, la magistratura contabile constata che “nel quinquennio 2001-2005, nel settore statale, ci è stata una riduzione graduale delle unità in servizio (-2%) che erano di 2.027.526 nel 2001 e risultano essere di 1.987.267 nel 2005. Quanto al settore non statale (SSN, Regioni e autonomie locali, Università ecc.) si è verificato invece nel quinquennio un incremento delle unità di personale (+ 0,7%): erano 1.631.082 nel 2001 e sono passate a 1.643.201 a fine 2005”. Il dato complessivo del personale impiegato nella P.A. registra nel quinquennio una modesta riduzione di circa 28.000 unità dovuta ad una riduzione di 40.000 unità nel settore statale, compensata, in parte, da un aumento nel settore non statale di 12.000 unità.