STATI UNITI: SENZA TREGUA LA CRISI DEL CREDITO

5 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Oggi sono attese le riunioni della Boe e della Bce che non dovrebbero apportare modifiche al livello dei tassi. Più interessante sarà seguire la conferenza stampa di Trichet, da cui però non sono attesi cambiamenti di toni rispetto all’ultima riunione. Il capo della Bce dovrebbe infatti continuare a ribadire l’importanza di preservare la stabilità dei prezzi e di monitorare le aspettative di inflazione.

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Tassi di interesse: in area Euro la sessione si è conclusa contrasta. I tassi di mercato sono saliti sulla parte a lungo termine della curva, mentre sono scesi sulla parte a breve, risentendo da un lato dei timori inflattivi e dall’altro dall’andamento delle borse. Sul fronte macro i Pmi servizi di maggio sono rimasti pressoché stabili sopra la soglia dei 50, unica eccezione l’Italia e la Spagna che continuano a rimanere nell’area di contrazione.

Intanto, l’Ocse ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2008 per l’intera area portandole all’1,7%, mentre la crescita italiana dovrebbe attestarsi intorno allo 0,5%. Oggi l’attenzione sarà rivolta alle decisioni della Bce e della BoE. Sul decennale la resistenza resta 4,45%.

Negli Usa tassi di mercato in sensibile rialzo dopo il richiamo di Bernanke sul tema inflazione, definita la priorità della Fed. Il governatore della Fed ha però cercato di enfatizzare le differenze tra le forti pressioni sui prezzi degli anni ’70 e quelle attuali, sottolineando come i livelli assoluti dell’inflazione di oggi non sono paragonabili a quelli a due cifre di circa 40 anni fa.

Nel frattempo l’attenzione degli operatori è sempre più focalizzata sul comparto finanziario. L’attenzione è puntata soprattutto su Lehman e Wachovia per i timori di svalutazioni marcate in arrivo. La trimestrale di Lehman sarà presentata il prossimo 16 giugno. Allo stesso tempo ieri Moody’s ha rimesso sotto osservazione il rating delle due principali compagnie riassicuratrici di bond, MBIA ed Ambac (c.d. monoline) che hanno registrato perdite superiori al 15% segnando nuovi minimi storici.

I dati macro hanno confermato la permanenza dell’Ism non manifatturiero al di sopra della soglia dei 50 punti, grazie soprattutto agli ordini dall’estero. Sul decennale la resistenza oggi si colloca al 4%.

Valute: Dollaro stazionario in area 1,54 vs. Euro dopo essere sceso fino a 1,5387. Il richiamo di Bernanke sul tema inflazione sottolinea come l’atteggiamento della Fed in prospettiva sia orientato verso una movimentazione dei tassi tale da frenare tali pressioni. Al momento non riteniamo però che la Fed opererà già quest’anno un rialzo del tasso di riferimento. Per oggi il supporto è a 1,5350.

In assenza di dati macro giapponesi ed in presenza di un andamento contrastato dei listini azionari, lo Yen si è deprezzato nei confronti del Dollaro durante la notte ed apprezzato vs Euro. Tale dicotomia è stata influenzata probabilmente dall’andamento dell’Euro/Dollaro. Verso Dollaro segnaliamo che il cross si trova poco al di sotto dell’importante livello di resistenza statico e dinamico collocato a 105,90-106, il cui superamento potrebbe dar luogo ad un movimento fino ad area 108,50-109.

Materie Prime: forte calo del greggio Wti dopo i dati non favorevoli sulle scorte Usa. Sebbene nella settimana al 30 maggio le scorte di greggio siano fortemente calate, quelle di benzina e distillati sono aumentate, così come il tasso di raffinazione. La domanda Usa continua ad essere in calo rispetto all’anno precedente. Ieri anche l’India e la Malesia hanno annunciato un aumento dei prezzi dei carburanti, dopo che nei giorni precedenti anche altri paesi asiatici hanno agito in tale direzione. Tale evoluzione potrebbe impattare negativamente nel medio periodo sulla domanda di carburante dell’area.

Tra gli energetici forte calo della benzina Usa (-4,7%). Ancora contrastati i metalli industriali con il rimbalzo di nichel (+2,2%) e zinco (+2,4%) ed il calo del piombo (-2,7%). Contrastati anche i preziosi con il rialzo dell’argento (+0,6%) ed oro (-0,2%). Tra gli agricoli in rialzo la soia (+2,2%) ed il mais (+1,1%) dopo che l’eccessiva pioggia in alcune regioni degli Usa hanno danneggiato parte del raccolto.

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