Stati Uniti sempre piu’ dipendenti dalla Cina: boom di investimenti da Oriente

22 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nel primo semestre dell’anno in corso gli investimenti in arrivo dal paese dei dragoni sono cresciuti del 360% rispetto a 12 mesi fa. Lo ha comunicato lo stesso governo cinese.

Il ministro del commercio di Pechino, come riportato da Fortune, si e’ limitato a riferire che il totale degli investimenti al di fuori dei confini locali ha toccato quota $55.2 miliardi a fine giugno, contro i $43.3 miliardi dell’intero 2009.

L’anno scorso, stando ai dati forniti dalla societa’ di consulenza Rhodium Group, le societa’ cinesi avevano annunciato investimenti diretti sul suolo americano prossimi ai $5 miliardi, in rialzo rispetto a una media di $500 milioni dei dodici mesi precedenti.

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Stati come South Caroline e Texas hanno fatto di tutto per attrarre simili risorse. Il motivo e’ semplice: creano aziende e portano con se’ creazione di posti di lavoro. L’ultimo esempio spetta al Missouri.

Nella cittadina di Moberly, che conta appena 14 mila abitanti, domenica prossima aprira’ i battenti Mamtek International. Si tratta di un’azienda che produrra’ un sostituto dello zucchero privo di calorie e utilizzato nelle bevande e nei cibi confezionati. Il sito produttivo dovrebbe immettere $46 milioni nell’economia locale, creare 312 posti di lavoro entro fine 2011 e raddoppiare il numero degli assunti nel lungo termine.

“Tutto cio’ contribuira’ a spingere in modo significativo l’economia del Missouri e del nostro settore manifatturiero. Si tratta di un ulteriore segnale del fatto che la nostra congiuntura sta migliorando”, ha commentato il governatore dello stato Jay Nixon.

Ci e’ voluto poco per giungere a un accordo: dalla prima visita alla firma definitiva ci sono voluti 73 giorni. Ora si attendono altri investimenti. In arrivo sempre dalla Cina, si intende.