Stati Uniti preoccupano. Jim Rogers: ecco dove investire

12 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Gli Stati Uniti subiranno una fase di rallentamento, e non solo per gli elevati prezzi del petrolio, ma anche per il “debito sconcertante del paese, che si sta confermando un forte freno per l’economia del paese”. L’America sta mentendo inoltre anche sull’inflazione, che è ovunque. Parla così, in una intervista esclusiva rilasciata a Business Insider, il guru di Wall Street, esperto del mercato delle commodities, Jim Rogers, che ora vive e lavora a Singapore.

Sull’inflazione: “Tutti stanno pagando un prezzo più alto per il petrolio e ovviamente tale situazione sta avendo ripercussioni sui consumi ovunque; ma non sono solo i prezzi del petrolio a salire, sono anche quelli dei beni alimentari e di ogni cosa. C’è una inflazione ovunque, gli Stati Uniti mentono su questo, intendo dire che il govwerno americano mente sull’inflazione, essa è dappertutto”.

Sull’outlook dell’economia Usa: “Avremo un rallentamento. Il debito americano è così sconcertante che si sta confermando sempre di più come un freno sulla nostra economia. Metterei anche in rilievo che ogni 4-6 anni gli Stati Uniti hanno sofferto un rallentamento della congiuntura, dunque entro il 2012, 2013, 2014, saremo già in ritardo per un indebolimento (che avverrà), qualunque sarà la ragione. Se sarà causata dai prezzi elevati del petrolio o da qualcos’altro non si sa, ma avverrà”.

Rogers non lesina consigli di investimenti e afferma che tra le commodities, nel caso in cui dovesse scegliere un settore specifico, punterebbe su quelle agricole. “Dipende da quella che ha visto le quotazioni scendere di più, ma sarebbe un prodotto agricolo, posso dirvi questo”. Ma importante è fare attenzione anche all’ oro.

Alla domanda: “lei ha detto quest’anno che se l’oro si muovesse verso $1.600 sarebbe stato propenso ad acquistarne di più. Sta guardando all’oro in questo momento?”, la risposta è: “Sto sicuramente osservando (il trend) e nel caso in cui le quotazioni dovessero andare sotto quota $1.600, ne acquisterei sicuramente di più. E se scendessero fino a $1.200 spero di essere abbastanza intelligente da acquistarne quantità ulteriori”. Continuando, “l’oro è salito per 11 anni di seguito, e questo è estremamente insolito per qualsiasi asset. Dunque, non sarei sorpreso se le sue quotazioni…continuassero a soffrire una correzione nel 2012”. In questo caso, però, Rogers acquisterà per l’appunto più oro. “Non venderò. Non ho venduto e non venderà fino a quanto non arriverà la bolla. Ci sarà prima o poi una bolla riguardo all’oro, ma sarà tra 10 anni, non sono certo, ma molti anni da ora. E lì spero che sarò abbastanza intelligente da vendere, quando la bolla arriverà”.

Sulla Cina Rogers continua a ripetere come tutti coloro che prevedono prima o poi una esplosione dell’economia del paese hanno “sbagliato completamente per anni”. Certo, il guru prevede dei dietrofront nella crescita del paese, ma ricorda che quanto molti economisti non comprendono è che “la Cina ha attraversato un periodo di declino per 300/400 anni e poi ha iniziato a crescere nel 1978. C’è una grande storia di imprenditoria, di capitalismo”. In più, “hanno cervelli, dispongono del know-how, ci sono poi molti cinesi che vivono all’estero e che porteranno nel paese soldi e abilità manageriali”. La Cina “ha poi un tasso di risparmio molto molto alto: i cinesi risparmiano più del 35% del loro reddito e, di conseguenza, anche se dovessero rallentare, avranno qualcosa che li reggerà nella caduta, contrariamente all’America e al resto del mondo”. Quando le cose andranno male per l’America, il paese dovrà invece prendere a prestito o stampare moneta, e nessuna delle due cose è buona sia per l’America che per il resto del mondo.

Altra opportunità di investimento è il turismo in India: “il turismo indiano sarà meraviglioso nel corso nel prossimo decennio, o anche per i prossimi due o tre”.