Stati Uniti e Iran: la guerra per il momento si svolge con le banche

29 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti annuncia il taglio delle operazioni con la Noor Islamic Bank. Washington crede che era diventata una delle alternative utilizzate da Tehran per eludere le sanzioni internazionali sulle vendite del petrolio, stando a quanto riporta il Wall Street Journal.

Il tema è particolarmente delicato visto che l’istituto preso di mira negli Emirati Arabi Uniti è in parte di proprietà del governo locale di Dubai, stretto alleato degli Stati Uniti. Il chairman della banca è uno dei figli della più alta carica della città.

Secondo le persone intervistate sul tema, la banca era diventata uno dei canali più importanti per rimpatriare i proventi in valuta estera generati dalla vendita di petrolio, facilitando circa il 60% della vendita estera di greggio dal paese lo scorso anno. I numeri non possono essere confermati, ma secondo stime lo scorso anno l’Iran avrebbe guadagnato oltre $80 miliardi dalle esportazioni di petrolio.

Le crescenti tensioni tra l’Iran (quinto produttore mondiale di greggio) e il mondo occidentale, hanno portato il prezzo del petrolio oltre $109 negli ultimi giorni, i massimi da ben 9 mesi, aumentando il costo alla pompa di benzina.