STATI UNITI: BEIGE BOOK E PRESSIONI SUI BOND

12 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Negli Usa il Beige Book in pubblicazione questa sera potrebbe fornire un’ulteriore conferma di quanto il board della Fed stia diventando progressivamente più preoccupato della dinamica dei prezzi.

Tassi di Interesse: in area Euro tassi di mercato sostanzialmente stabili. In lieve restringimento lo spread dei titoli italiani decennali verso Germania (tornato intorno ai 27pb), dopo la pubblicazione delle stime Isae su deficit/Pil per 2006 e 2007 migliori di quelle governative. Restano pressoché stabili le breakeven inflation. Oggi non sono attesi dati macro di rilievo e gli operatori saranno in attesa del dato sulla bilancia commerciale Usa.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Negli Usa, dalle minute dell’incontro della Fed del 20 settembre è emersa ancora una forte attenzione sul rischio inflazione a causa dei persistenti elevati livelli delle variazioni degli indici core sui prezzi. E’ stata pertanto drasticamente ridotta la probabilità attribuita dagli operatori all’ipotesi di un taglio dei tassi entro il primo trimestre 2007. L’attesa di un Beige Book che potrebbe confermare questo atteggiamento da parte della Fed, potrebbe pesare ancora sui bond. Sul segmento decennale l’obiettivo rimane fissato nel breve al 4,80%.

Valute: Dollaro ancora in apprezzamento verso Euro arrivando a sfiorare quota 1,25. Il richiamo sul tema dell’inflazione da parte di membri della Fed esplicitato nelle minute dell’ultimo incontro, costituisce un ulteriore elemento a favore del biglietto verde. Ieri inoltre il deficit di bilancio Usa ha evidenziato il livello più basso dal 2002 nell’anno fiscale terminato lo scorso mese. Oggi il deficit di bilancia commerciale, qualora in restringimento, potrebbe ulteriormente favorire il Dollaro. Possibile pertanto il test dell’importante supporto a quota 1,245. Si muove intorno ai livelli di ieri il Dollaro/Yen dove il supporto passa da 119,40, restando sempre aperta la possibilità di un movimento verso 120.

In rafforzamento lo Yen contro Euro dopo che il vice ministro delle finanze giapponese, Watanabe, ha dichiarato che non esistono ragioni per un ulteriore indebolimento dello Yen poiché l’economia sta riavviandosi verso la normalità. Nel breve periodo, la resistenza più significativa passa da 150,46, mentre il supporto da 149. Intanto si è indebolito per il terzo giorno consecutivo lo Yuan cinese, spinto dalla speculazione che la banca centrale voglia aumentare la flessibilità del cambio in entrambe le direzioni, sia al rialzo che al ribasso, per eliminare un po’ di speculatori dal mercato.

Materie Prime: scende sotto quota 58$/b il prezzo del greggio Wti, cedendo l’1,6% dietro l’incertezza dell’effettivo taglio della produzione annunciato dall’Opec a causa della mancanza di dettagli precisi al riguardo. L’Organizzazione è stata infatti piuttosto vaga, annunciando un taglio della produzione senza però specificare se il taglio si riferisce alla produzione effettiva o all’attuale quota di 28 Mln b/g. Secondo le stime di Bloomberg nell’ultimo mese i paesi del cartello hanno prodotto 27,63 Mln b/g, sotto la quota ufficiale. Oggi sono attese le scorte di greggio settimanali Usa che ancora una volta dovrebbero continuare a salire. In controtendenza il settore dei metalli industriali e dei preziosi che hanno continuato a crescere.

Copyright © Servizio Research and Strategy MPSFinance per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved