Start-up: robotica, settore di investimento sottovalutato

8 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo – pubblicato da Wired Italia – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma – Francesco Mantegazzini, fiorentino di nascita e milanese d’adozione, è attualmente Head of Investor Relations & Business Development per il Gruppo Sole 24 Ore, carica che ricopre da novembre 2011 dopo aver lavorato per diversi anni in Telecom Italia occupandosi di strategie e innovazione. All’interno del Sole 24 Ore ha già contribuito con il suo arrivo alla creazione del progetto a sostegno delle startup Fabbrica 24, una sorta di incubatore corporate che muove da alcuni mesi i primi passi concreti ma non è ancora stato completamente lanciato.

Francesco è attivo come business angel (socio di Italian Angel for Growth) da alcuni anni, è capace di analizzare chirurgicamente un modello di business, di farlo a pezzi o scoprirne il valore nascosto. Ha molta passione per l’ investimento di ventura, per il rischio, per la sfida. Caratteristiche che emergono anche in alcuni dei suoi interessi extra-lavorativi: snowboarding estremo e surf.

Ecco cosa ci racconta della sua esperienza come business angel.

Nome? Età? Dove vivi?

“Francesco Mantegazzini, 42 all’anagrafe. Vivo a Milano durante la settimana, su una tavola da snowboard o da surf in mezzo alla natura nel weekend “.

Quanta parte del tuo tempo dedichi al lavoro?

“Troppa. Ma quando hai tante cose interessanti da poter fare è difficile trattenersi “.

Che tipo di investitore sei, full time o part time? Ovvero: fai solo questo o anche altro nella vita?

“Faccio anche altro, ma investo anche per lavoro e per hobby “.

Quando e perché hai cominciato a investire?

“Ho iniziato 2 anni fa per diversificare il rischio manageriale e imparare ad investire in un nuovo tipo di aziende e perché no, magari poi fondare la mia startup “.

Qual è la tua filosofia d’investimento?

“Investo in attività che non siano in conflitto d’interesse con le mie attività lavorative “.

Quanti investimenti hai fatto finora, e dove? In Italia o all’estero?

“In Italia e all’estero “.

Quanto hai perso, quanto hai guadagnato?

“Per ora non ho guadagnato né perso”.

In Italia è facile essere un investitore del tuo tipo?
“Io sono un nano-angel, fondi a disposizione limitati. Quindi la risposta è ni. Lo possono fare tutti, ma bisogna conoscere bene il business per non rischiare oltre il limite”.

Quante startup vedi in un anno e quante di queste ti piacciono?

“Ne vedo centinaia, e qualcuna mi piace “.

Quali sono secondo te pregi e difetti delle startup italiane?

“Tenacia e combattività di alcuni team. Tecnologia innovativa limitata ad alcuni settori “.

Un settore d’investimento sottostimato

“La robotica “.

L’azienda che ti sei lasciato scappare?

“Blomming. Oltetutto siamo amici e auguro loro tutto il bene possibile”.

L’investitore che più ammiri al mondo?

“Beh, anni fa c’era un azionista Telecom, di cui non ricordo il nome, che pur possedendo un’azione sola che valeva meno di 1 euro si presentava ogni anno all’Assemblea degli azionisti Telecom Italia, e mangiava per 5 euro. Un ritorno annuo di più del 100%, per anni “.

Quali sono i tuoi canali d’informazione? Web, radio, tv o carta?

“Web, radio, tv, carta. Il Sole 24 Ore ovunque “.

Quando non investi cosa ti piace fare?

“Snowboarding, Surfing, Reading, Eating, Travelling, etc.. “.

La crisi dell’eurozona ostacola gli investimenti?

“Dipende in quale campo. In Italia comunque, sono la burocrazia e il sistema attuale che ostacolano gli investimenti in startup molto più della la crisi “.

La prima cosa che lo Stato potrebbe e dovrebbe fare per aiutare la startup innovative e l’impresa?

“Semplificare la burocrazia, togliere tasse e contributi previdenziali durante il periodo di startup. Dare incentivi alle aziende industriali e di servizi a investire in startup “.

Hai comprato azioni Facebook?

“Aahahahhahahaaha! 100Bn$? La storia ci dice che poche grandi imprese durano più di vent’anni. Occhio quindi al calcolo del terminal value nelle valutazioni… “.

Copyright © Wired Italia. All rights reserved