STANGATA SU BOND
E DIVIDENDI?

26 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Governo battuto in commissione Bilancio del Senato alla prima votazione sulla Finanziaria. È solo un primo segnale di quello che potrebbe succedere in aula. Guadagna terreno, infatti, la proposta di una stretta fiscale su corporate bond e dividendi azionari. L’Udc e l’Unione si preparano a dare battaglia sull’emendamento all’art. 64 della Finanziaria, che innalza dal 12,5 al 20% la tassazione su tutte le emissioni obbligazionarie e «sugli utili pagati ad azionisti di risparmio».

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L’iniziativa del responsabile dell’Udc, Ivo Tarolli, riscuote consensi nella maggioranza e incassa il via libera sostanziale del centrosinistra. Ieri, Marco Follini, ha parlato chiaro: «È il percorso più lineare per reperire risorse per la legge di bilancio», ha detto l’ex segretario del partito centrista, chiamando a raccolta compagni di partito e franchi tiratori per vincere in Parlamento le resistenze di Forza Italia (in prima fila il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti) e Lega. Alla crociata potrebbe unirsi anche una parte di An, che non ha mai smesso di fare il tifo per la tassazione delle rendite finanziarie. Insomma, ci sono i numeri per una maggioranza trasversale che potrebbe infliggere una sonora sconfitta al governo in aula.

I generali dell’Ulivo sono pronti a scendere in campo. Scalpita il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, che assicura il totale appoggio del suo partito a un intervento in questo senso: «Siamo favorevoli. Pronti a schierarci in Parlamento». Anche i Ds sono pronti a scendere in campo. «Siamo d’accordo – dice a Finanza & Mercati l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco – anche perché la proposta era già nel programma elettorale del centrosinistra nel ’96». L’appoggio dell’Ulivo sembra dunque assicurato. «A meno che – aggiunge l’esponente della Quercia – il governo non decida di chiedere la fiducia».

Ma la stangata in vista sulle obbligazioni suscita forti preoccupazioni nel mondo della Finanza. «Il mercato dei corporate bond italiano non si è ancora ripreso completamente dai crac Cirio e Parmalat – sottolinea un banchiere milanese – e una manovra di questo genere non sarebbe certo di aiuto considerando che, per fare un esempio, le obbligazioni Enel rendono poco più di un Btp».

In ogni caso, la partita resta tutta aperta.
Intanto si acuisce anche lo scontro tra governo e maggioranza sul condono fiscale. Nonostante i numerosi emendamenti presentati in tal senso dai singoli senatori della Cdl, ieri Giuseppe Vegas ha voluto ribadire la netta contrarietà dell’esecutivo. «La stagione delle sanatorie è finita, anche perché sarebbe un controsenso rispetto alla lotta all’evasione fiscale. Il gettito andrebbe solo a migliorare i saldi e non ad autorizzare nuove spese», ha replicato il viceministro dell’Economia al senatore di An, Roberto Salerno, che non considera affatto tramontata l’ipotesi di nuovi condoni. Dello stesso avviso anche il sottogretario al Tesoro, Michele Vietti (Udc), secondo cui «il condono è un tormentone infinito e il ministro Tremonti ha già espresso la sua contrarietà».

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