Standard Chartered: affari Iran, rischia sospensione a NY

7 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La banca britannica Standard Chartered rischia di veder sospese le proprie attività nello stato di New York, dopo che le autorità americane l’hanno accusata di aver concluso transazioni per un valore di $250 miliardi, per sette anni, con l’Iran, dunque in aperta violazione delle norme anti-terrorismo vigenti negli Stati Uniti.

Il colosso, con sede a Londra, avrebbe secondo un articolo di Bloomberg, guadagnato centinaia di milioni di dollari, grazie alle commissioni ricevute nel fare affari per conto di società iraniane che sono soggette alle sanzioni americane. Immediata la reazione del titolo, che a Londra perde -14%, dopo -7% sulla borsa di Hong Kong.

Il responsabile della divisione negli Stati Uniti, nel 2006, avvertì in realtà i suoi superiori a Londra, affermando che i rapporti di Standard Chartered con l’Iran avrebbero potuto esporre l’istituto “a un danno alla sua reputazione catastrofico”.

Ma un suo superiore, secondo quanto riferito dalle autorità di New York, rispose bruscamente. “Chi siete tu, e il resto del mondo, per stabilire che non possiamo fare affari con l’Iran?”.