Stampare in 3D i tessuti umani, la sfida di Procter&Gamble

26 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dimenticate le figurine di plastica o i giocattoli: l’ultima frontiera della stampante a 3D riguarda i tessuti umani. Ne sa qualcosa la Procter&Gamble, ultima società ad esplorare questo terreno, che promette di fornire un modo più rapido ed economico per testare l’efficacia e l’eventuale tossicità dei prodotti.

La più grande società di beni di consumo del mondo ha lanciato un concorso a Singapore, chiedendo a diversi studiosi di presentare proposte di ricerca sulle applicazioni della biostampa 3D che potrebbero essere rilevanti per P & G.

“Vogliamo esaminare le possibilità in un settore emergente molto forte “, ha detto Elena Lurie Luke, che dirige la divisione P & G Life Sciences Open Innovation.

P&G non è la sola a esplorare questo terreno. All’inizio del mese anche l’Oréal ha ufficializzato la sua collaborazione con Organovo, leader nel campo della biostampa 3D.

Organovo, già nota nel settore per aver stampato con successo tessuto epatico, stamperà in 3D alcuni campioni di pelle, destinati all’analisi dei prodotti cosmetici del colosso francese suo partner. Se la sperimentazione dovesse superare le tre fasi principali previste, si potrà parlare di vera rivoluzione nel campo dei test cosmetici. (mt)