Spread periferici in crescita. Su l’Euribor a tre mesi

26 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro tassi governativi in lieve aumento sul tratto a due anni, mentre sul comparto swap sono rimasti pressoché stabili. Lieve calo sulla parte decennale. Tornano a salire gli spread sui titoli periferici. Non si ferma invece il rialzo del tasso Eonia swap ed Euribor tre mesi.

Ieri l’Efsf ha effettuato la prima emissione da 5 Mld€ con un rendimento lordo di 2,892% e con una domanda di circa 45 Mld€. La richiesta è stata particolarmente forte da parte dei paesi asiatici, con il Giappone che si è aggiudicato il 20% dell’emissione. Ricordiamo che l’Efsf quest’anno effettuerà altre due emissioni da 3-5 Mld€ ciascuna e nel periodo 2011-2012 raccoglierà per l’Irlanda 26,5 Mld€.

In merito alla politica monetaria della Bce, Nowotny ieri ha dichiarato che nel 2011 non vede un aumento marcato dell’inflazione e non si aspetta un rialzo dei tassi prima della seconda metà dell’anno. In Spagna dopo il buon andamento dell’asta sui bills a 3 e 6 mesi che ha visto una domanda superiore all’offerta con tassi inferiori alle aste precedenti, il fondo di ristrutturazione bancaria (Frob) ha dato mandato ad un gruppo di banche per l’emissione di un nuovo benchmark a tre anni, che secondo alcune indiscrezioni riportate da Reuters potrebbe essere effettuato in questa settimana.

Oggi invece sarà la volta dell’Italia che collocherà Bot per 8 Mld€ e Ctz per 2,5 Mld€, mentre la Germania offrirà il titolo a 30 anni fino a 2 Mld€. Oggi in Irlanda è attesa l’approvazione definitiva della legge di bilancio. Sul fronte macro segnaliamo il forte calo del Pil UK che per la prima volta dal terzo trimestre 2009 è tornato in negativo su base trimestrale. Secondo l’ufficio statistico il calo è da attribuire alla forte ondata di freddo che ha interessato il paese e che ha ridotto l’attività nel settore delle costruzioni e turistico.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati ieri in attesa del discorso di Obama. In calo soprattutto i tassi sul tratto a 10 e 30 anni. Le borse hanno chiuso intorno alla parità, recuperando nel finale le perdite su attese che il presidente potesse annunciare nuovi piani di stimolo per l’economia. Nel discorso sullo Stato dell’Unione di fronte al Parlamento, il presidente Obama ha dichiarato che il decifit del paese è insostenibile ed ha chiesto un congelamento per 5 anni di alcune spese federali che consentirebbe di risparmiare 400Mld$ nei prossimi 10 anni, oltre ad addizionali tagli sulla difesa per ulteriori 78 Mld$ di risparmio.

Il congelamento non è previsto per la spesa legata alla sicurezza sociale, al sistema sanitario e a gran parte della difesa. Obama ha aggiunto la necessità di investire nelle scuole, nell’innovazione, nelle infrastrutture (strade, ferrovie e telecomunicazioni). Ha aggiunto che l’aliquota fiscale per le imprese potrebbe essere abbassata e l’intero sistema fiscale semplificato.

Dopo la fine del discorso, non sono mancate comunque critiche da parte repubblicana che giudicano i tagli troppo piccoli rispetto la necessità di riportare il deficit sotto controllo. Sul fronte macro ieri il calo dell’indice CS/Shiller di novembre ha confermato la difficoltà del settore immobiliare residenziale. Ha sorpreso invece la fiducia dei consumatori di gennaio salita ai massimi da 8 mesi. Per oggi l’evento di rilievo sarà il comunicato del FOMC di questa sera. Nel 2011 il board è stato rinnovato in 4 elementi e non ci sarà più Hoenig, che per tutto il 2010 si è opposto all’impegno a mantenere i tassi bassi per un esteso periodo di tempo.

Valute:l’euro/dollaro resta in prossimità dei massimi da 2 mesi in attesa del comunicato della Fed di questa sera. Per oggi confermiamo i livelli di resistenza citati ieri: 1,37 e 1,38. Supporto più vicino a 1,3580. Lo yen si è leggermente apprezzato verso dollaro, arrivando in prossimità del supporto 81,85. Stabile verso euro con la resistenza più vicina a 113 ed il supporto a 111,80.

Materie Prime: ancora una giornata negativa per le principali commodity. Il calo maggiore ha interessato i metalli industriali guidati dallo zinco (-3,5%). A pesare sul comparto la notizia dell’aumento dei margini su alcuni metalli a partire dal prossimo 28 gennaio da parte di LCH Clearnet. Negativi gli energetici con il greggio Wti (-1,9%) sceso sotto gli 87 $/b. Tra i preziosi l’oro (-0,9%) scende ai minimi da tre mesi. Da segnalare il forte calo dell’ammontare di metallo detenuto dagli Etf a livello mondiale, calato ai livelli di agosto scorso su voci di vendite da parte di un grosso hedge fund. Misti gli agricoli.

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