Spread Btp/Bund è sceso. Ma l’allarme rimane

8 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

A pochi giorni dal voto di fiducia su Berlusconi – il prossimo lunedì 14 dicembre -che deciderà il destino della politica italiana, e con un debito da far rabbrividire i più ottimisti, il quadro dell’Italia appare sempre più fosco. La speculazione è lì pronta ad agire e ad attaccare i titoli di stato del nostro paese, in un momento in cui il mondo intero guarda all’evoluzione delle economie che rientrano nei Piigs.

Certo, dopo aver testato lo scorso 30 novembre il massimo dall’introduzione dell’euro, a quota 212 punti base, lo spread Btp/Bund è sceso fino a 158 punti base. Ma c’è poco da star allegri, se si considera che questo livello è quasi il doppio rispetto alla media registrata l’anno scorso.

In più, stando a quanto ricorda un articolo di Bloomberg, la Commissione europea prevede un deficit di bilancio per l’Italia, relativo al 2011, pari al 4,3% del pil, decisamente peggio delle stime del governo, che parlano del 3,9%. La differenza è pari a sei miliardi di euro circa.

La “nostra più grande preoccupazione – ha scritto l’economista di Deutsche Bank Marco Stringa in un rapporto del 3 dicembre, il cui contenuto Bloomberg riferisce – è che la complessa situazione politica possa tradursi in una fase di stallo nelle funzioni del governo, che non riuscirà così a mettere a punto quelle politiche necessarie per aumentare la produttività e la competitività del mercato interno”.

Stringa continua affermando che “la conseguenza probabile di un ulteriore deterioramento politico in Italia sarà una crescita che continuerà a essere lenta rispetto agli standard europei”.

E in ogni caso, secondo l’esperto, le previsioni del governo, che parlano di una crescita del pil italiano dell’1,3% nel corso del 2011 e del 2% nel 2012, potrebbero rivelarsi “troppo ottimistiche”.