SPOT: AI RAGAZZI PIACE PIU’ IL PERSONAGGIO CHE IL PRODOTTO

27 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 27 mar – Numerosi spunti interessanti giungono dal Terzo rapporto Minori e Tv presentato oggi a Roma a cura dell’Osservatorio sull’immagine dei minori in collaborazione con Unicef Italia. L’indagine ha coinvolto 700 ragazzi di tutt’Italia tra i 10 e i 12 anni, a cui è stato chiesto di esprimere la propria opinione su alcuni spot pubblicitari trasmessi in tv in prima serata. L’elemento più rilevante emerso dalla ricerca è che, secondo i giudizi dei ragazzi che mostrano una marcata capacità di decodificazione dei messaggi pubblicitari, le storie raccontate da questi ultimi più che promuovere il prodotto, spingono verso l’identificazione con i protagonisti. E se da un lato, i ragazzi nella gran parte dei casi riconoscono come impossibile il raggiungimento del modello proposto, dall’altro c’è una forte adesione verso le figure protagoniste degli spot, al punto che l’80 per cento dei preadolescenti intervistati dichiara di riconoscersi in questi personaggi. Di pari passo la spinta verso l’acquisto appare meno rilevante, e secondo i dati, per i ragazzi solo il 34 per cento degli acquisti sono orientati dalla pubblicità. Non è forte neanche la pressione esercitata sui genitori per ottenere un determinato prodotto e pochissimi sono i ragazzi che considerano il possesso degli oggetti proposti negli spot influente nel farsi accettare dai propri compagni. Altro dato rilevante è la più forte pressione identitaria esercitata dagli spot sulle ragazze rispetto ai loro coetanei maschi.