Spiato anche Vaticano: per minacce a sistema finanziario

31 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La National security agency ha intercettato anche il Papa. Lo rivela il numero di Panorama in edicola. Nelle 46 milioni di telefonate tracciate dagli Usa in Italia, tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, ci sarebbero anche quelle da e per il Vaticano. E si teme che siano state captate le conversazioni fin sulla soglia del Conclave. Una delle ragioni sarebbe stata rappresentata dalla necessità di essere messi al corrente di eventuali “minacce al sistema finanziario“.

Tra le telefonate intercettate, secondo l’anticipazione data da Panorama, ci sarebbero anche quelle in entrata e in uscita dalla Domus Internationalis Paolo VI a Roma, dove risiedeva il cardinale Jorge Mario Bergoglio insieme con altri ecclesiastici. Panorama rivela infatti che esiste il sospetto che anche le conversazioni del futuro pontefice possano essere state monitorate.

D’altronde Bergoglio fin dal 2005 era stato messo sotto la lente dell’intelligence Usa come svelato dai rapporti di Wikileaks. Secondo quanto risulta al settimanale, le telefonate in entrata e in uscita dal Vaticano e quelle sulle utenze italiane di vescovi e cardinali, captate e tracciate dalla Nsa sono state classificate secondo quattro categorie: Leadership intentions, Threats to financial system, Foreign Policy Objectives, Human Rights. C’è il sospetto perciò che siano state oggetto di monitoraggio anche le chiamate relative alla scelta del nuovo presidente dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg.

La Nsa smentisce le ultime rivelazioni del Washington Post secondo cui i data center di Google e Yahoo! sono sotto controllo. E smentidsce anche di aver mai spiato il Papa. ”Non e’ mai accaduto che la Nsa si infiltrasse nei server di Google e Yahoo!”, ha detto il numero uno dell’agenzia, il generale Keith Alexander, definendo ”false” le notizie circolate. La Nsa non ha mai avuto come obiettivo il Vaticano e le notizie riportate dalla stampa italiana non sono vere. Lo ha detto la portavoce dell’agenzia federale di intelligence. (ANSA)