Speculazione del momento: i bond come i tecnologici del 2000?

26 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Ce n’e’ per tutti i gusti: governativi, aziendali, municipali o legati ai mercati emergenti, giusto per citarne alcuni. I titoli obbligazionari sono molteplici e in generale attraggano su di se molta attenzione da parte degli investitori tanto da far sorgere una domanda: coloro che li hanno comprati rischiano di trovarsi tra le mani carta straccia?

Tra il 1998 e il 2000, nel pieno della bolla tecnologica, circa $740 milioni al giorno venivano spesi (da investitori retail) per comprare titoli tecnologici. Secondo i dati elaborati da TrimTabs Research, negli ultimi 20 mesi i capitali finiti in fondi obbligazionari hanno raggiunto un valore giornaliero di circa $1.5 miliardi. Si tratta di una cifra sufficiente per far girare la testa e indurre a credere che le valutazioni dei bond siano eccessive, proprio come accadde sul finire degli anni 90 con il comparto tech.

Secondo alcuni esperti, se ci si limita a guardare grafici, livelli storici di ritorni sugli investimenti e altri strumenti si potrebbe credere che ragionamenti sulla possibilita’ di una bolla dell’obbligazionario abbiano senso. Ma in realta’ sin dal 2008 il mondo intero si e’ trovato a fare i conti (e cosi’ tuttora) con la peggior crisi finanziaria ed economica dagli anni 30.

I bond hanno garantito un ritorno del 13% negli ultimi due anni contro un -21% dell’azionario, almeno secondo i dati forniti da Gluskin Sheff. Questo trend non sembra destinato a cambiare rotta nel 2010: inizio anno c’era la crisi in Europa e negli ultimi mesi ci sono i dubbi sulla tenuta della ripresa in Usa, dove i disoccupati stentato a diminuire mentre rischi deflativi aumentano giorno dopo giorno. Lo speculare su una possibile bolla obbligazionaria e’ ricomparso alla luce dei rendimenti dei Titoli di Stato Usa, scesi a minimi storici: quello a due anni non era mai sceso cosi’ in basso mentre il decennale, che riflette le aspettative inflazionistiche, viaggia sui valori di marzo 2009.

E’ semmai l’azionario a dare segni di debolezza con Dow Jones e S&P 500 che hanno archiviato la seconda settimana consecutiva di ribassi.