SPECULATORI: TUTTI PAZZI PER I FUTURE SULLO SWAP

3 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il rialzo del comparto equity americano, accompagnato da un’impennata dei rendimenti obbligazionari, lascia gli investitori perplessi sulla sostenibilita’ del rally in atto.

La domanda e’ sempre la stessa: Quanto durera’?

Ovviamente nessuno e’ in grado di rispondere con precisione. Va tuttavia osservato che insieme ad alcuni movimenti sui mercati finanziari che potrebbero essere scambiati come puramente speculativi, altri segnali indicano una ripresa dell’economia reale su cui e’ difficile nutrire ancora dei dubbi.

Nel frattempo, i trader che avevano impazzato in Borsa utilizzando i derivati per comprare e vendere volatilita’ sono rimasti momentaneamente spiazzati. Con il VIX ai minimi delle ultime 52 settimane e i grandi fondi pensione americani che tornano a sovrappesare la componente azionaria, lo short interest continua a ridursi.

Il nuovo terreno di conquista potrebbe diventare il reddito fisso. Le obbigazioni, dopo essere stata l’ancora di salvezza degli investitori prudenti negli ultimi tre anni, potrebbero adesso offrire opportunita’ agli speculatori.

L’emorragia dagli investimenti privi di rischio dei Treasury americani non colpisce infatti tutte le scadenze allo stesso modo. I trader hanno la possibilita’ di scommettere sull’irripidimento o l’appiattimento della curva dei rendimenti. Per fare cio’, tra gli altri strumenti si utilizza lo swap sui tassi d’interesse.

Questo tipo di swap e’ un contratto di scambio ad una data futura tra due tassi d’interesse, il primo fisso e il secondo variabile.

E’ proprio l’utilizzo dell’effetto leva attraverso i derivati sul tasso swap la nuova frontiera della speculazione sul mercato americano. Il numero dei contratti future sullo swap a 10 anni quotati al Chicago Board of Trade ha raggiunto nel mese di agosto un nuovo record, a 6.802 di media giornaliera. Un volume notevole se si considera che nello stesso mese del 2002 il dato si era fermato a 1.150.