Speculatori pro-yen, il numero è vicino ai massimi storici

1 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro venerdì i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva governativa, mentre sui periferici si è registrato un allargamento degli spread. Questa mattina invece, dopo l’annuncio dell’accordo negli Stati Uniti sull’innalzamento del tetto del debito, la sessione si è aperta con un calo degli spread sui periferici e con un rialzo dei tassi governativi e swap.

Il primo ministro spagnolo, Zapatero, venerdì ha indetto, con quattro mesi d’anticipo, le elezioni per il 20 novembre. Come già annunciato in precedenza Zapatero non si candiderà.

Intanto la Cina, secondo quanto riferito da una fonte ufficiale a Reuters, potrebbe concedere prestiti alla Grecia per finanziare il riacquisto di titoli di stato sul secondario.

Negli Usa la giornata di venerdì si è chiusa con i tassi in marcato calo sulla scia del deludente dato preliminare relativo al Pil del secondo trimestre. La prima lettura ha infatti evidenziato una crescita dell’economia statunitense dell’1,3% t/t annualizzato. A pesare sul dato è stata principalmente la contribuzione quasi nulla dei consumi, una bassa contribuzione positiva delle esportazioni nette (+0,6%) e la continuazione della contribuzione negativa della spesa pubblica (-0,2%). Da segnalare inoltre la forte revisione al ribasso del dato del primo trimestre che è passato dall’1,9% a +0,4%, in larga parte a causa della forte revisione delle contribuzione delle scorte.

Le borse hanno reagito negativamente al dato chiudendo in calo per la quinta seduta consecutiva e mettendo a segno la peggior performance settimanale da quasi un anno. Ad alimentare il nervosismo degli operatori aveva contributo anche il protrarsi della fase di stallo nelle negoziazioni su un accordo sul debito americano.

Durante la notte, però, la situazione sembra essersi sbloccata e lo stesso presidente Obama ha annunciato il raggiungimento di un compresso tra Repubblicani e Democratici.

Il piano si svilupperebbe in due tempi. La prima tranche, che scatterebbe subito, prevedrebbe un aumento del tetto del debito di 900 Mld$, accompagnata da immediati tagli di spese pubbliche pari a 917 Mld. La seconda tranche di aumento del tetto del debito, tra i 1.100 e i 1.500 Mld$, è condizionata, invece, all’approvazione di ulteriori tagli da parte di una commissione bipartisan nominata dai quattro leader democratici e repubblicani di Camera e Senato. Qualora entro la fine di novembre tale commissione non riuscisse ad attuare altri tagli per almeno 1.200 Mld$, il piano permetterebbe al presidente di alzare il tetto del debito per tale ammontare. Questo farebbe poi scattare tagli automatici sia alla difesa sia alle spese sociali (incluso il Medicare), con effetto a partire dal 2013.

Raggiunto l’accordo, in giornata è atteso il voto del congresso. L’approvazione al Senato risulta essere molto probabile, mentre quella alla Camera presenta qualche incertezza a causa della corrente del “Tea Party” che potrebbe opporsi al piano. Per la giornata odierna dal lato macro è atteso l’indice Ism manifatturiero di luglio.

Valute: venerdì si è assistito ad un apprezzamento dell’euro vs dollaro dopo i dati relativi alla crescita Usa sotto le attese. L’apprezzamento è proseguito questa notte in linea con i rialzi delle borse asiatiche. Questa settimana la resistenza principale si colloca a 1,4540, con un livello intermedio che oggi passa da 1,4475. Il supporto è individuabile in area 1,4250-1,43.

Yen in deprezzamento durante la notte dopo l’intesa sul debito negli Usa. I dati della Cftc segnalano che gli speculatori sono fortemente rialzisti sullo yen rispetto al dollaro, con l’ammontare netto delle posizioni poco al di sotto dei massimi storici. Verso dollaro la resistenza oggi si colloca a 78, il supporto a 76,25. Verso euro il supporto si colloca in prossimità di area 110 e la resistenza più vicina presso 112,30.

Apprezzamento dello yuan cinese vs dollaro, sui massimi da 17 anni, dopo che il Pmi manifatturiero cinese di luglio è rallentato meno delle attese.

Materie Prime: fine settimana misto a causa dei dati macro Usa e dell’impasse sul debito fra democratici e repubblicani. In calo gli energetici con il greggio Wti che ha perso l’1,8%. Andamento misto tra i metalli industriali. A beneficiare del clima di incertezza sono stati i metalli preziosi.

In forte calo alcuni prodotti agricoli come il grano (-3%) ed il mais (-2,5%). Gli ultimi dati della Cftc segnalano che gli speculatori la scorsa settimana hanno aumentato l’ammontare delle scommesse rialziste sull’intero comparto delle materie, portandolo ai massimi da metà maggio.

Questa mattina, complice la partenza positiva dei mercati azionari europei, si stanno assistendo a lievi vendite sui preziosi e ad acquisti sul comparto energia.

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