SPECIALE: UTILI TRIMESTRALI DELLE BLUE CHIP USA

13 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Ecco i risultati di bilancio delle trenta societa’ comprese nell’indice Dow Jones Industrial Average relativi al primo trimestre 2002.

(Vedi anche i risultati del primo trimestre 2001)

Alcoa (AA – Nyse):
Il primo produttore mondiale di alluminio ha registrato nel primo trimestre utili di $218 milioni, o 26 centesimi per azione, in calo rispetto ai $404 milioni, o 46 centesimi, dello stesso periodo di un anno fa. Il gruppo ha ottenuto utile pro forma di 22 centesimi per titolo, un risultato in linea con le stime degli analisti del Consensus Thomson Financial/First Call. Il fatturato e’ scese del 19,3% a $4,98 miliardi, al di sotto delle stime di mercato ($5,39 miliardi).

American Express (AXP – Nyse):

Il colosso delle carte di credito ha ottenuto nel primo trimestre un utile di $618 milioni, o 46 centesimi per titolo, in crescita rispetto ai $538 milioni, o 40 centesimi per titolo, dello stesso periodo del 2001.
Il risultato e’ superiore alle stime degli analisti di wall Street che si attestavano a 43 centesimi per azione secondo i consensus Thomson Financial/First Call e a 42 centesimi per azione secondo il consensus Zacks. Il fatturato consolidato della blue chip del Dow Jones e’ cresciuto a $5,5 miliardi dai $5,4 miliardi di un anno fa.

AT&T (T Nyse):

Il primo operatore telefonico statunitense ha annunciato per il primo trimestre
una perdita netta di $975 milioni, o 28 centesimi per azione, maggiore della perdita netta di $192 milioni, o 10 centesimi per azione, avuta nello stesso periodo dell’anno scorso.
Su base pro forma, la societa’ ha registrato utili di 6 centesimi per azione, al di sopra dei 3 centesimi stimati dagli analisti (consensus Zacks). Un anno fa, l’azienda aveva registrato una perdita di 2 centesimi per azione.
Il fatturato e’ sceso dell’8,4% su base pro forma, a $12,02 miliardi. Su base non pro forma, il fatturato e’ sceso dell’11,3%. E’ il quinto trimestre consecutivo che le vendite risultato in calo.

Boeing (BA – Nyse):
Il gigante aerospaziale ha chiuso nel primo trimestre ha registrato un utile pro forma di $578 milioni, o 72 centesimi per titolo, in calo di circa il 50%rispetto ai $1,24 miliardi, o $1,45 dello stesso periodo dello scorso anno.
Il calo del 50% dei profitti e’ da attribuire principalmente alla ristrutturazione delle operazioni commerciali che si e’ resa necessaria dopo gli attacchi Usa dell’11 settembre. Inclusi oneri e guadagni straordinari, il gruppo ha messo a segno un utile netto di $602 milioni, o 75 centesimi per titolo, in calo rispetto ai $761 milioni, o 89 centesimi per titolo, dello stesso periodo di un anno fa. Sia il risultato netto che quello pro forma si si sono rivelati al di sotto delle stime degli analisti di Wall Street che attendevano un utile di 85 centesimi per titolo (Consensus Thomson Financial/First Call) e di 83 centesimi per azione (Consensus Zacks). Il fatturato si e’ attestato a $13,82 miliardi, in crescita rispetto ai $13,29 miliardi di un anno fa, ma al di sotto delle stime di mercato, pari a $13,88 miliardi.

Caterpillar (CAT – Nyse):
Il leader mondiale nei macchinari per l’edilizia e le costruzioni ha concluso il primo trimestre con un utile netto di $80 milioni, o 23 centesimi per azione, contro un profitto di $162 milioni, o 47 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno.
Il risultato si e’ rivelato al di sotto del consensus raccolto da First Call/Thomson Financial e Zacks, pari a 24 centesimi per azione.
Il fatturato si e’ attestato a $4,41 miliardi, in calo rispetto ai $4,81 miliardi di un anno fa.

Citigroup (C – Nyse):
Il colosso finanziario ha chiuso ha registrato utili legati alle attivita’ ”core” (caratteristiche) del gruppo di $3,86 miliardi, pari a 74 centesimi per azione.
Il dato e’ inferiore alle stime degli analisti , che avevano previsto utili di 78 centesimi per azione (consensus Zacks e Thomson Financial/First Call ), ma superiore ai 71 centesimi per azione, o $3,66 miliardi, del primo trimestre 2001.
Il fatturato ha registrato una crescita del 5%, a $22 miliardi.

Coca-Cola (KO – Nyse):
Il primo produttore al mondo di bevande analcoliche ha terminato il primo trimestre con una perdita netta di $125 milioni, o un centesimo per azione, contro un profitto di $863 milioni, o 35 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno.
Esclusi gli oneri straordinari, il gruppo ha ottenuto utili pro forma di 40 centesimi per aizone, un risultato al di sopra delle stime degli analisti di Wall Street, pari a 38 centesimi per titolo (Consensus Zacks, Multex). Il fatturato e’ cresciuto del 3% a $4,08 miliardi e il volume globale e’ aumentato del 5%.

DuPont.
(DD – Nyse):
Il colosso chimico e farmaceutico ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di $479 milioni, o 48 centesimi per titolo, in calo rispetto ai $495 milioni dello stesso periodo di un anno fa.
Esclusi gli oneri straordinari, il gruppo ha ottenuto un utile per azione di 55 centesimi, un risultato al di sotto delle stime degli analisti di Wall Street che avevano previsto un utile pro forma di 56 centesimi per titolo (Consensus Zacks). Il fatturato e’ sceso del 10% a $6,14 miliardi rispetto a un anno fa e inferiore alle stime degli analisti, pari a $6,29 miliardi.

Eastman Kodak.
(EK – Nyse):
Il primo produttore al mondo di pellicole fotografiche ha dichiarato che nel primo trimestre del 2002 ha avuto utili netti di $39 milioni, o di 13 centesimi per azione, rispetto ai $150 milioni, o ai 52 centesimi per azione, conseguiti nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il risultato societario e’ stato al di sopra delle aspettative, dal momento che gli analisti avevano previsto un utile per azione di 10 centesimi. Il fatturato si e’ attestato a quota $2,71 miliardi, in calo del 9% dai $2,98 miliardi dello stesso trimestre del 2001.

Exxon Mobil Corp.
(XOM – Nyse):
La prima societa’ petrolifera negli USA ha chiuso
il trimestre con un utile netto di $2,09 miliardi, pari a 30 centesimi per azione, contro gli utili netti di $5 miliardi, pari a 71 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta di un calo di circa il 60%. L’utile pro forma e’ stato di $2,15 miliardi, o 31 centesimi per azione, al di sotto dei 39 centesimi per azione previsti dal mercato (Thomson Financial/First Call). Il fatturato per il primo trimestre e’ stato di $43,5 miliardi, rispetto ai $57,3 miliardi dell’anno scorso.

General Electric.
(GE – Nyse):
Nel primo trimestre 2002 gli utili pro forma della conglomerata statunitense sono stati di $3,5 miliardi, o 35 centesimi per azione, in crescita rispetto ai $3 miliardi, o 30 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso. Il dato e’ in linea con le stime degli analisti di Thomson Financial/First Call, ma inferiore ai 40 centesimi stimati da Multex. Gli utili netti sono scesi del 2,7%, $2,5 miliardi, o 25 centesimi per azione, contro i $2,6 miliardi, o 26 centesimi per azione, del primo trimestre dell’anno scorso. A determinare questo risultato, ha reso noto la societa’, sono stati i cambiamenti nelle pratiche contabili della prima societa’ al mondo per capitalizzazione di mercato. Il fatturato e’ stato di $30,5 miliardi, praticamente uguale a quello del primo trimestre del 2001, ma nettamente inferiore alle previsioni di $33,7 miliardi (consensus Multex).

General Motors.
(GM – Nyse):
Il colosso automobilistico ha registrato nel primo trimestre un utile netto di $228 milioni, o 57 centesimi per azione, contro un profitto di $237 milioni, o 35 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno.
Se non si calcola un onere straordinario di ristrutturazione pari a oltre $400 milioni (72 centesimi per azione), la societa’ ha registrato utili pari a $1,39 per azione ($791 milioni), rispetto ai 57 centesimi ($321 milioni) dell’anno scorso. Il risultato pro forma ha battuto le aspettative del mercato, pari a $1,14 per titolo (Consensus Thomson Financial/First Call e Multex).
Il fatturato e’ stato di $44,3 miliardi (contro le stime di $42,6 miliardi), in rialzo rispetto ai $40,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno prima. Per l’intero 2002 GM si aspetta di segnare un profitto di $5 per azione, contro la stima attuale di mercato di $4,11 per titolo.

Hewlett-Packard.
(HWP – Nyse):
Attesi il 12 maggio.

Home Depot (HD – Nyse):
La piu’ grande catena di negozi per il fai da te comunichera’ gli utili del primo trimestre il 21 maggio 2001.

Honeywell International Inc.
. (HON – Nyse):
Il gruppo industriale diversificato ha registrato per il primo trimestre utili netti di $376 milioni, o 46 centesimi per azione, in forte crescita rispetto ai $41 milioni, o 5 centesimi per azione dello stesso periodo dell’anno scorso.
Su base pro forma, l’utile e’ stato di 45 centesimi per azione, in calo rispetto ai 51 centesimi di un anno fa ma in linea con le stime degli analisti (consensus Zacks). Il fatturato e’ sceso del 12,5%, a $5,2 miliardi.

Intel.
(INTC – Nasdaq):
Il colosso dei semiconduttori ha riportato per il
primo trimestre del 2002 un utile per azione di 15 centesimi su base pro forma.
Il risultato societario ha battuto le stime degli analisti di un penny, dal momento che il mercato si attendeva un utile per azione di 14 centesimi (consensus Zacks). Gli utili netti si sono attestati al valore di $936 milioni, o di un utile netto per azione di 14 centesimi.
Il fatturato e’ arrivato a toccare quota $6,8 miliardi, in rialzo del 2% su base annua.

International Business Machines.
(IBM – Nyse):
Il colosso informatico ha chiuso
il primo trimestre del 2002 con un utile di $1,19 miliardi, o di 68 centesimi per azione, in ribasso del 32% rispetto ai $1,75 miliardi, o ai 98 centesimi, dello stesso trimestre del 2001.
Il risultato e’ in linea con le aspettative degli analisti (consensus Zacks, Multex e Thomson Financial/First Call). IBM ha attribuito il calo alla ”continua debolezza dell’ambiente globale di business”. Il fatturato del primo trimestre del 2002 e’ stato di $18,6 miliardi, in calo dell’11,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

International Paper.
(IP – Nyse):
La societa’ leader al mondo nel settore cartario ha annunciato per il
primo trimestre 2002 utili pro forma di $58 milioni, o 12 centesimi per azione, superiore ai $24 milioni, o 5 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso e agli 8 centesimi delle stime (consensus Zacks) .
Sempre nel primo trimestre 2002, gli utili netti della blue chip del Dow Jones sono stati di $65 milioni, o 13 centesimi per azione, contro la perdita di $44 milioni, o 9 centesimi per azione, di un anno fa. Il fatturato e’ risultato in calo del 13%, a $6 miliardi, rispetto ai $6,9 miliardi di un anno fa.

Johnson & Johnson.
(JNJ – Nyse):
Il colosso dei prodotti per la cura personale ha chiuso il primo trimestre con utili netti di $1,83 miliardi, o 59 centesimi per azione, in crescita rispetto ai $1,55 miliardi, o 50 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno.
Il risultato ha battuto le stime degli analisti di Wall Street che si attestavano a 58 centesimi per titolo (Consensus Zacks e Multex). Le vendite sono salite dell’11%, a $8,74 miliardi.

JP Morgan Chase.
(JPM – Nyse):
La banca d’affari ha annunciato per il primo trimestre utili pro forma di $1.15 miliardi, pari a 57 centesimi per azione. Il risultato e’ superiore alle previsioni degli analisti che si aspettavano un utile di 54 centesimi (consensus Zacks). Un anno fa la societa’ aveva registrato utili pro forma di $1.53 miliardi, o 74 centesimi per azione. L’utile netto e’ stato di $982 milioni, o 48 centesimi per azione, in calo del 18% rispetto agli $1,2 miliardi, o 58 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso.
Il fatturato si e’ attestato a $7,92 miliardi contro gli $8,49 miliardi di un anno fa.

McDonald’s Corp.
. (MCD – Nyse):
La piu’ grande catena di fast food al mondo ha chiuso ha registrato nel primo trimestre un utile pro forma di $351,7 milioni, o 31 centesimi per titolo, in calo rispetto ai $378,3 milioni, o 29 centesimi per titolo, dello stesso periodo del 2001. Il risultato e’ al di sopra delle stime degli analisti di Wall Street, pari a 29 centesimi per titolo (Consensus Thomson Financial/First Call e Multex) e a 30 centesimi per titolo (Consensus Zacks). L’utile netto e’ stato di $253,1 milioni, o 27 centesimi per titolo, e include un onere di $43 milioni legato al deterioramento di alcune attivita’ in America Latina e alla chiusura di ristoranti in Turchia, sulla scia della debolezza economica. Il fatturato si e’ attestato a $3,6 miliardi, in crescita rispetto ai $3,5 miliardi di un anno fa ma al di sotto della stima di mercato di $3,7 miliardi.

Merck.
(MRK – Nyse):
Il colosso chimico e farmaceutico ha chiuso il primo trimestre 2002 ha con un utile netto di $1,63 miliardi, o 71 centesimi per titolo, virtualmente invariato rispetto ai $1,66 miliardi, o 71 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2001. Il risultato e’ in linea con le stime degli analisti del Consensus Multex e al di sopra di un penny di quelle del Consensus Zacks. Il fatturato e’ cresciuto del 7% a $12,2 miliardi, al di sotto della stima di $12,3 miliardi stilata dal mercato.

Microsoft.
(MSFT – Nasdaq):
La piu’ grande softwarehouse al mondo ha chiuso
il terzo trimestre fiscale del 2002 con un utile di $2,738 miliardi, o di 49 centesimi per azione, in rialzo rispetto ai $2,451 miliardi, o ai 44 centesimi per azione messi a segno nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il risultato societario si e’ rivelato tuttavia al di sotto delle previsioni del mercato, dal momento che gli analisti avevano stimato un utile per azione di 50 centesimi. (consensus Zacks).
Il fatturato si e’ attestato a quota $7,245 milioni, in rialzo del 13,2% dai precedenti $6,403 milioni.

3M.
. (MMM – Nyse):

Il colosso industriale ha registrato nel primo triemstre utili netti di $452 milioni, o $1,14 per azione, leggermente inferiori ai $453 milioni, or $1,13 per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso.
Su base pro forma, l’azienda di St. Paul (Minnesota), ha ottenuto utili di $487 milioni, o $1,23 per azione, al di sopra delle stime degli analisti che avevano previsto un utile pro forma di $1,19 per azione (Thomson Financial/First Call). Le vendite mondiali sono state di $3,89 miliardi, in calo del 6,6% dai $4,16 miliardi di un anno fa. Le vendite negli Stati Uniti sono state di $1,7 miliardi, in calo del 5,1% rispetto al primo trimestre 2001.

Philip Morris.
(MO – Nyse):
Il colosso del tabacco ha chiuso il registrato nel primo trimestre del 2002 un utile di $2,5 miliardi, o $1,14 dollari per azione, un risultato superiore alle stime degli analisti che
avevano previsto un utile per azione di $1,13 (consensus Zacks, Multex e Thomson Financial/First Call). Nello stesso trimestre del 2001 la societa’ aveva messo a segno un utile di $2,3 miliardi, o di $1,05 dollari per azione.
Il fatturato e’ stato di $20,5 miliardi, in aumento del 2,9% dai $19,96 miliardi segnati nello stesso periodo dell’anno scorso.

Procter & Gamble.
(PG – Nyse):
Il colosso dei beni di largo consumo ha chiuso il
nel terzo trimestre fiscale ha annunciato utili pro forma al di sopra delle aspettative degli analisti, grazie soprattutto alle vendite di Clairol, prodotti per la cura dei capelli e altre linee. Il produttore del detersivo Tide, del dentifricio Crest e di altri prodotti ormai famosi ha ottenuto utili pro forma in crescita del 12% a $1,19 miliardi, o 84 centesimi per titolo, rispetto ai $1,06 miliardi, o 75 centesimi per azione, dello stesso periodo di un anno fa. Il risultato si e’ rivelato dunque superiore alle stime degli analisti del mercato , pari a 82 centesimi per azione (Consensus Zacks).
Gli utili netti sono stati di $1,04 miliardi, o 74 centesimi per titolo, in aumento rispetto ai $893 milioni, o 63 centesimi per titolo di un anno fa. Le vendite sono cresciute del 4,1% a $9,9 miliardi dai $9,51 miliardi di un anno fa, (un risultato che esclude il cambio dei prezzi e della valuta estera)

SBC Communications Inc.
. (SBC – Nyse):

Il terzo operatore di telefonia locale negli USA ha riportato nel primo trimestre una perdita netta, citando gli effetti di cattivi investimenti, il rallento dell’economia e una forte competizione sul mercato. Il gruppo ha avuto una perdita netta di $81 milioni, o 2 centesimi per azione, un risultato inferiore all’utile netto di $1,9 miliardi, o 54 centesimi per titolo, dello stesso periodo del 2001.Il bilancio include un onere di $1,8 miliardi legato ad un calo della valutazione della divisione Sterling Commerce unit.
Esclusi gli oneri straordinari, il gruppo ha avuto un utile pro forma di $1,7 miliardi, o 51 centesimi per titolo, in linea con le stime degli analisti di wall Street (Consensus Zacks). Il fatturato si e’ attestato a $12,6 miliardi, in calo rispetto ai $13,1 miliardi di un anno fa.

United Technologies.
(UTX – Nyse):
Il colosso del settore tecnologico ha chiuso il
primo trimestre del 2002 con un utile di $467 milioni, o di 92 centesimi per azione, un risultato superiore alle stime degli analisti pari a un utile per azione di 90 centesimi (consensus Zacks).
Nello stesso trimestre del 2001 la societa’ aveva messo a segno un utile di $440 milioni, o di 86 centesimi per azione. Il fatturato si e’ attestato a quota $6,4 miliardi, rispetto ai $6,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Wal-Mart.
(WMT – Nyse):

La societa’, una delle piu’ grande catene di grandi magazzini al mondo, annuncera’ gli utili del primo trimestre il 14 maggio.

Walt Disney.
(DIS – Nyse):
Il colosso media ha riportato nel secondo trimestre fiscale utili netti di $259 milioni, o 13 centesimi per azione, prima degli oneri. Il risultato e’ superiore alle stime degli analisti di Thomson Financial/First Call, che avevano previsto utili netti di 10 centesimi per azione, ma rappresenta un calo del 48% rispetto ai $524 milioni di utili netti pro forma, o 25 centesimi per azione, registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.
Nel secondo trimestre 2001, DIS aveva registrato una perdita netta di $449 milioni, o 21 centesimi per azione. Il fatturato e’ stato di $5,9 miliardi, in calo del 2% rispetto ai $6 miliardi di un anno fa.