Spazio: forse esiste un’altra Terra

2 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

La Nasa ha annunciato la scoperta, grazie ai dati del telescopio spaziale Keplero, di sei piccoli pianeti intorno ad una stella simile al sole e la cui massa oscilla tra 2,3 e 13,5 volte quella della terra. In pratica e’ quasi uguale al nostro sistema solare che conta otto pianeti.

I pianeti orbitano all’interno di un sistema battezzato Keplero–11 e che ha richiamato l’attenzione degli scienziati perche’ e’ composto da un elevato numero di pianeti, di piccole dimensioni, e che orbitano molto vicini. Lanciato nel marzo del 2009, l’obiettivo di Keplero e’ di raccogliere dati e prove di pianeti che orbitano attorno a stelle con condizioni di temperatura media dove possa esistere l’acqua e, pertanto, la vita.

Una delle caretteristiche piu’ sorprendenti di Keplero-11 e’ la vicinanza delle orbite dei pianeti, scrivono gli scienziati. La stella somiglia tantissimo al sole attorno a cui ruota la Terra; e cinque dei pianeti in orbita sono in uno spazio equivalente alla distanza tra Mercurio e Venere nel nostro sistema solare. Essi sono piu’ grandi dei pianeti rocciosi presenti nella nostra galassia, la Terra, Venere, Marte e Mercurio; tuttavia sono alcuni dei piu’ piccoli pianeti extrasolari mai visti.

I pianeti hanno probabilmente un’atmosfera fatta di gas leggeri, ma sono troppo caldi per consentire la vita. Gli astronomi hanno scoperto finora oltre 500 pianeti extrasolari: la maggior parte sono giganti gassosi d’altra parte sono cosi’ lontani che solo i piu’ grandi sono rilevabili; ma i ricercatori sono sicuri che esistono altri pianeti simili alla terra. Fortney Jonathan della University of California, di Santa Cruz, ritiene che Keplero li possa trovare, se il telescopio, progettato proprio per scovare pianeti simili ala terra, orbitera’ abbastanza a lungo da poter raccogliere i dati necessari.

In realta’ nessun telescopio e’ abbastanza potente da riuscire a visualizzare direttamente un pianeta in orbita intorno a un’altra stella; e gli scienziati utilizzano un modo indiretto per trovarli: Keplero misura la luce proveniente da una stella, ma quando il pianeta passa davanti alla stella la sua luce viene un po’ attenuata: da questa informazione, gli scienziati riescono a calcolare la dimensione del pianeta e quando velocemente orbiti. Nel caso di Keplero-11, la luce tremolante suggerisce un sistema di almeno sei pianeti, in rapida rotazione attorno alla stella.

“Per la prima volta nella storia umana c’e’ un insieme di potenziali pianeti rocciosi abitabili”, ha dichiarato al New York Times Sara Seager del M.I.T.. “Questo e’ il primo grande passo per rispondere all’antica domanda ‘Quanto comuni sono altre Terre’?”, ha aggiunto. Gli astronomi hanno detto che ci vorranno anni per capire se almeno uno dei potenziali 1.235 pianeti individuati dal telescopio Keplero sia davvero tale.

“C’e’ cosi’ tanto materiale qui che non si sa da dove iniziare”, ha riferito al quotidiano newyorchese Geoffrey W. Marcy, dell’University of California, a Berkeley.