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Spagna: pesca e riforma Ogm vino-ortofrutta

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No all’estirpazione dei vigneti da vino, sì al mantenimento della distillazione di crisi, no ai mosti importati dai Paesi terzi, sì ad aiuti all’ortofrutta fresca e trasformata parzialmente, slegati dalla produzione e, infine, pesca nel Mediterraneo con regole ecocompatibili e sostenibili. Italia e Spagna definiscono così la piattaforma con cui si presenteranno a Bruxelles, nelle prossime settimane, per discutere della riforma dell’Ogm vino, dell’Ogm ortofrutta e del dossier sulla pesca nel Mediterraneo.
I ministri dell’Agricoltura e della Pesca di Spagna, Elena Espinoza, e dell’Italia, Paolo De Castro, discutono ieri a Lecce i tre dossier all’ordine del giorno della bilaterale prevista tra i due Paesi per definire una linea comune che, almeno sull’ortofrutta, ha anche il sostegno del loro collega francese. Insomma un fronte dei paesi del Mediterraneo per difendere le principali colture agricole dell’area.
De Castro ed Espinoza vogliono così correggere le indicazioni della Commissione Ue che nella bozza di riforma dell’Ogm vino vorrebbe destinare un terzo del budget della spesa agricola all’estirpazione dei vigneti; i due ministri chiedono anche di mantenere la distillazione dei sottoprodotti del vino e di limitare ai casi di crisi vera, quella del prodotto principale.
L’Unione europea, sottolineano i due ministri, deve puntatre di più sull’ortofrutta che riceve solo il 4 per cento della spesa comunitaria, mentre rappresenta il 16 per cento della produzione lorda vendibile dell’agricoltura europea. “Sulla pesca serve anche – conclude De Castro – che dopo la costituzione del Fondo europeo della Pesca, che ha assegnato all’Italia 750 milioni di euro, si fissino ora le regole contro le pratiche illegali”.